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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del vice direttore di Raffaella Tregua


Set
15
2011

Le regole amiche della libertà


“Siamo tutti insidiati da una cultura che semina menzogne e fa pensare che l’uomo vero è colui che ha potere e denaro, che le regole sono nemiche della libertà, che bisogna lasciarsi guidare dalle sensazioni più che dalla ragione, che il bene morale è ciò che conviene senza sacrificio” queste le parole del cardinal Bagnasco presidente della Cei (Conferenza episcopale) e arcivescovo di Genova in una bellissima omelia di fine agosto.
 
E non credo fosse solo l’uomo di Chiesa, l’alto prelato ad affermarlo, sono convinta fosse invece l’uomo laico, come potrebbe affermarlo e lo fa, ogni uomo o donna di questo meraviglioso e decadente Paese, che desidera ancora vivere, lavorare, morire in questa terra senza perdere quel briciolo di fiducia ed ottimismo senza il quale sarebbe già partito per altri luoghi.
 
Come gli emigranti andavano in America alla ricerca del lavoro, così oggi il Brics sarebbe un’allettante alternativa (Brasile, Russia, India, Cina) o perché no la più vicina Svizzera. Paesi in cui una politica di sviluppo, una gran voglia di lavorare, regole che delimitino spazi e tempi inducono a lasciare il paese natio e cercare lidi più consoni al desiderio di reale libertà e stabilità economica. Perché le regole sono amiche della libertà, aiutano la convivenza, danno certezza di legalità e giustizia, conducono le persone ad una migliore qualità della vita, riducono il disordine e la confusione dando un senso di stabilità. La Svizzera è il Paese europeo con la più alta qualità della vita, offre vantaggi fiscali, una burocrazia moderna ed efficiente, opportunità di lavoro. Già più di 600mila italiani si sono trasferiti là.
 
L’Italia è un Paese senza regole apposta per aumentare il caos perché nel caos ogni individuo può agire come vuole, può guazzabugliare nei suoi affari senza che nessuno gli dica nulla, può permettersi di costruire abusivamente la casa e restarci a vita come chi invece ne ha costruito una ottenendo autorizzazioni, visti con iter burocratici infiniti. Perché mai allora si dovrebbero seguire le regole se, non facendolo è tutto molto semplice, veloce, senza alcun problema? Ed ecco che i furbastri proliferano, invadono, dilagano. Mentre tutti gli altri, i buoni e gli onesti, continuano a credere con ogni particella di sé che solo seguendo le regole si può andare avanti con onestà .
 
E’ questa la parte di italiani che spinge avanti l’Italia, non l’altra. Occorrono di nuovo regole e certezze per riportare nel cuore di tutti gli italiani l’entusiasmo e l’energia di lavorare insieme per ricostruire pezzi enormi di cultura, civiltà, valori, politica e famiglia che ci siamo persi dietro nell’ultimo decennio.
 
Certi valori non sono negoziabili, non si devono dimenticare mai, bisogna tornare a crederci con la forza del giusto.


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