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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del vice direttore di Raffaella Tregua


Apr
15
2011

Per lasciare un segno non bisogna essere grandi uomini, condottieri o potenti


Facendo zapping la sera e cercando qualcosa di interessante da vedere e sentire mi ritrovo a guardare i soliti noti programmi di dibattito politico e sociale e mi ritrovo a pensare con quale faccia e con quale memorabile coraggio deputati e ministri (più o meno sempre gli stessi) si presentano alla gente col vecchio gioco del passa palla e del rinfacciarsi chi ha fatto meno di chi?
 
Forse ancora vogliono fare finta che tutto vada bene, che la gente stia lì a bocca aperta a mandare giù qualunque boccone, mentre la realtà è ben altra. Esiste ormai uno scollamento forte tra le persone e la politica, se provate a guardarvi attorno vedrete facce stanche, tristi, annoiate, preoccupate. Quanti sorrisi o volti allegri? Per chi fa i programmi di dibattito la presenza di più politici fa audience, ma ormai temi, modi, personaggi sono triti e ritriti ed è una noia mortale. Anziché fare, si continua a parlare con la presunzione di chi ritiene di avere ancora un gran seguito e di dire cose nuove o intelligenti. Si ostinano a non capire che, per quanto le parole possano diventare mattoni purché abbiano un profondo e reale significato, oggi più di ieri occorrono solo fatti concreti che possano risolvere i problemi del Paese.
 
E le facce torneranno ad essere quanto meno più serene e ottimiste, meno rassegnate e deluse. Ma è necessario anche che tra la gente riprenda a scorrere la voglia di partecipare attivamente alla vita sociale e civile, la forza di dissentire se occorre, l’educazione nel rispettare le regole. Ricordiamoci che tra il guardare ed il fare è meglio il fare, tra lo zero e l’uno è meglio l’uno, tra lo stare in silenzio e il bisbigliare è meglio il bisbigliare. Tralasciamo frasi fatte e ridondanti, orpelli e inutilità, concentriamoci su ciò che conta davvero, lasciamo fuori dalla nostra porta falsità e ipocrisie. Dentro ognuno di noi c’è un essere unico e irripetibile, vero e originale, protagonista e comparsa al tempo stesso. Intorno a noi molti pensano che essere perbene o meno non faccia la differenza, invece la fa, eccome.
 
Anche una sola perbene può fare la differenza. Anche una sola persona che dia l’esempio può cambiare le cose. Per essere dei grandi, non occorre essere leader, condottieri o potenti, basta essere perbene, fare bene il proprio lavoro, vivere una vita vera, quella che si è scelta ed improntarla a valori antichi attuali, essere solidali con chi ha bisogno, non chiudersi nel proprio guscio e contribuire alla crescita della società. Solo persone più vere e consapevoli fanno un mondo più giusto. Ricordiamocene qualche volta.


Tags: Crisi - Politica
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