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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del vice direttore di Raffaella Tregua


Mag
03
2011

Il referendum: un'occasione da non mancare


Sappiamo già che il 12 ed il 13 giugno voteremo al referendum contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale. Per indire il referendum sono state raccolte oltre due milioni di firme per iniziativa dell’Idv. Nessuno ci credeva, oggi è un fatto.
 
Nonostante siano arrivati al Consiglio dei Ministri le richieste da più parti, nessun election day, quindi nessun risparmio. Poi si potrà usare l’argomento per sottolineare quanto il referendum, in un momento di crisi, sia costato al popolo italiano. Quale fosse il problema per non indirlo in solo giorno, piuttosto questo sarebbe importante spiegare al popolo italiano. Comunque sia, si voterà in quei due giorni per il referendum. Vale la pena spendere due parole per ricordarci il peso e la portata che ha tale strumento di espressione della sovranità popolare.
 
La Costituzione lo sancisce all’art. 1 e già se ne comprende il valore. L’esito referendario diventa vincolante per il legislatoreche dovrà rigorosamente attenersi al risultatoreferendario, cioè al risultato della volontà popolare. Abbiamo, quindi, la possibilità di esprimere chiaramente e con forza il nostro pensiero e di partecipare alla costruzione del futuro del nostro Paese andando a votare.
 
Se non si raggiungerà la maggioranza il referendum fallirà e sarebbe davvero un gravissimo atto di non democrazia da parte di chi non andrà a votare oltre che un segno di enorme irresponsabilità ed incoscienza che non ci possiamo permettere in alcun modo. Indignarsi d fronte a corruzione, deliri di onnipotenza, escort ecc va bene.
 
L’indignazione scuote gli animi, agita gli onesti, percuote i malvagi (che però dopo pochi minuti se ne fregano). Il passo successivo è l’azione e la reazione oppure l’indignazione resterà fine a se stessa, del tutto inutile. Indigniamoci e partiamo all’azione, solo così possiamo contrastare chi vuole decidere sulla nostra testa, per la nostra vita, contro il nostro futuro.
 
Voteremo si oppure voteremo no, questo spetta alla nostra coscienza dopo esserci ben informati e documentati. Siamo un popolo moderno, europeo non comportiamoci dunque da antichi romani. Andiamo in massa a votare, diciamo cosa vogliamo, chi siamo, non lasciamo credere che possono fare di noi ciò che si vuole, non siamo pecore. La dignità di un popolo che c’è, qui ed ora, che è ancora in piedi, che col voto dice pacatamente, democraticamente, senza tentennamenti quale strada su nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento l’Italia dovrà prendere. Un’occasione che non possiamo mancare.


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