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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Mag
12
2011

Palermo allo sbando, ora tocca all'Azienda Trasporti


Dopo la Gesip, ora è il turno dell'Amat. Nell'ultima seduta del Consiglio comunale è stata respinta la richiesta di destinare 4 mln € per far respirare la società partecipata del Comune che si occupa del trasporto pubblico in città. Il presidente Bellavista ha bussato alle casse comunali ma, come dice il consigliere Ferrandelli, "senza offrire un'adeguata contropartita" perché "il servizio bus fa acqua da tutte le parti".

Anche questa società naviga in brutte acque e non riesce a recuperare i deficit milionari. Intanto è ancora frastuono intorno al caso Gesip. Il sindaco ha assicurato che entro la scadenza della proroga di 35 giorni (quindi più o meno agli inizi di giugno) il tavolo interministeriale aperto a Roma individuerà la soluzione per evitare di licenziare i dipendenti che, ricordiamo, sono 1800. Una strada ipotizzata è quella dei prepensionamenti, ovvero: mandare a casa anticipatamente un po' dipendenti comunali così da fare posto e assumere quelli della partecipata Gesip.
 
Ma su questa via si è già espresso negativamente il ministro del Lavoro, Sacconi, dicendo che costerebbe troppo. Si ricomincia da capo, quindi, e la patata bollente passa ai tecnici del ministero. Il sindaco ha anche accennato al coinvolgimento dei privati, dopo aver ristrutturato tutto il sistema delle partecipate. Anche qui c'è molto da lavorare. Un privato, solitamente, non si tiene in azienda personale di troppo. E tra i palazzi del Comune di Palermo, i problemi del personale non sono solo di quantità, ma anche di qualità. Cosa che rende molto difficile "spostare" dipendenti come se fossero dei quadri da parete.


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