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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Lug
29
2011

Rifiuti a Palermo, inizia il girotondo della politica


A Palermo i cumuli di rifiuti che bruciano nelle strade rispecchiano perfettamente l’immagine di una città che metaforicamente è in fiamme per le tante, troppe questioni amministrative irrisolte. L’Amia chiede 20 milioni di euro per garantire la raccolta della spazzatura: fondi incerti. La questione Gesip è stata sedata provvisoriamente con l’assegno da 45 milioni di euro staccato dal governo Berlusconi: 1800 dipendenti sono salvi, ma solo fino alle prossime elezioni comunali.

 

Non mancano le polemiche sull’abbandono dei Cantieri culturali della Zisa. L’intero versante della cultura del resto non gode di grandi attenzioni da parte dell’amministrazione. Si fa quel che si può, ma le emergenze sono ben altre. Sembra difficile garantire anche i servizi essenziali, come le manutenzioni; gli impianti sportivi hanno bisogno di interventi (qualcosa si muove ma molte strutture restano chiuse), mentre le grandi opere procedono a rilento, in special modo quelle legate alla viabilità.

 

L’aria di precarietà si respira eccome. Insieme al profumo della campagna elettorale che ha già acceso gli animi. Faraone, del Pd, sta lavorando molto sulla visibilità e sull’immagine e non c’è fatto di cronaca che non registri un suo commento. Altri nomi si affacciano qua e là. Giulia Bongiorno, di Fli, di cui già di parla. E adesso anche il procuratore Ingroia, che però ha prontamente rifiutato. “Non sarò il nuovo De Magistris”, ha spiegato.

 

Il girotondo comincia. Difficile credere che resti tempo per risolvere seriamente i problemi concreti dei cittadini. Almeno prima del prossimo giugno.  



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