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West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Dic
07
2011

I sindaci dovranno fare come Monti


Lacrime (non solo metaforiche) e sangue, questa la trama del decreto Monti, presentato domenica sera agli italiani. Una manovra densa di sacrifici, in cui il ceto medio verrà  messo a dura prova. Speriamo in batoste anche per le grandi ricchezze e in misure di crescita per le piccole medie imprese, perché non si dica che alcuni soffrano mentre altri continuano a ridere.
 
Intanto, diamo un'occhiata ai Comuni: dovranno diventare economicamente autonomi. Sempre meno piagnucolii dei sindaci dietro a mamma Regione e papà Stato e ai loro amati trasferimenti finanziari. Sempre più attenti, piuttosto, alla fiscalità locale, in particolare a evasione da snidare e morosità da recuperare. Altrimenti sarà sempre più difficile (già si vede adesso!) erogare i servizi necessari ai cittadini. Diventerà impossibile finanziare le attività culturali, quelle per il tempo libero, che verranno viste sempre più come uno spreco, soprattutto alle nostre latitudini, dove non si riescono a garantire talvolta nemmeno i servizi essenziali come l'approvvigionamento idrico o la raccolta della spazzatura.
 
Figuriamoci se si potrà ancora sperperare in feste di santi, sagre del pecorino o in concerti di piazza, in contributi a pioggia alle associazioni o in incarichi di favore.
 
Si dovrà badare invece alle pratiche di sanatoria da completare (con oneri da riscuotere) o ai furbetti che non hanno mai pagato Ici, Tarsu, Irap, passi carrabili, affissioni. Sono solo esempi. I primi cittadini, se sono svegli, dovrebbero averlo già capito.  


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