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Quotidiano di Sicilia

 
West Coast di Agostino Laudani
il blog sulla Sicilia Occidentale


Mag
28
2010

Quei consiglieri-mercanti nel tempio delle ciance


Il mio è solo un sogno o, se preferite, un incubo. Dove mi trovo, ve lo dico subito: municipio di Palermo, Sala delle Lapidi, ovvero l'aula del Consiglio comunale. Dopo una mezz'oretta di movimenti nelle anticamere per vedere "se ci sono i numeri", il presidente da inizio ai cosiddetti "lavori". Uso le virgolette perché non credo di aver mai visto finora, nonostante non si tratti del primo Consiglio a cui assisto, una seduta così, come dire, vivace.
 
Gli scranni non sono tutti occupati, a occhio e croce direi che sono presenti appena più che la metà dei consiglieri. I quali non amano restare al loro posto. Corrono da una parte all’altra della sala camminando velocemente, hanno carte in mano, parlano tra loro, parlano al cellulare, sempre ad alta voce, fumano con disinvoltura.
 
Alcuni sono in piedi a piantonare il banco della presidenza e discutono animosamente come se stessero trattando accordi. Più che un Consiglio comunale sembra una fiera e lo si capisce anche dallo stile con cui alcuni consiglieri si rivolgono ai colleghi: gridando (davvero!) da un banco all'altro, frapponendo senza alcuno scrupolo urla e persino risate sganasciate a quella del collega che interviene tentando di parlare al microfono.
 
Non ci sono giornalisti, io sono l'unico presente mentre due colleghi della televisione che sono appena entrati per alcune riprese vengono fatti allontanare in quanto privi di autorizzazione. Si discute di una mozione che ai fini pratici non ha alcun valore ma serve a fare fumo e polvere dando l'impressione di essere attivi e al servizio dei cittadini-elettori. Ci sono degli emendamenti e chi li propone fa il giro dei banchi per ottenere lìapprovazione dei colleghi barattandola con il proprio voto alla prossima occasione.
 
Un consigliere ha appena aggredito verbalmente e pesantemente un collega dell'opposizione, ma appena completa il suo discorso corre ad abbracciarlo sorridente: era solo una sceneggiata, fuori dai banchi sono ottimi amici.
 
Sembra esattamente un mercato, o un teatro, o un porto di mare, e mi sento assolutamente a disagio perché a mio avviso quello dovrebbe essere un luogo serio, dove ci si confronta, si fissano indirizzi politici e si controlla l'attività amministrativa del sindaco e degli assessori. Probabilmente mi sbaglio, sto persino sognando che si è fatta ora di pranzo e che un consigliere annoiatissimo propone di sospendere la seduta e di andare tutti a mangiare un bel piatto di pasta con le sarde.
 
Il presidente suona la campanella e manda tutti a casa. Il tintinnio mi fa svegliare.Stavo solo dormendo, non c'era niente di vero.
 
A.L.


Tags: Palermo - Casta
I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Gino Lo Biondo da Bologna il 01/06/2010 21:20
Ogni mondo è paese
va bene che a Palermo siamo arrivati a una situazione folle, ma nel resto d'Italia se
si parla di poltiica c'è da spararsi. credo facevo meglio a trasferirmi direttametne in
australia!

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