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The Island Post di Antonio Leo
Cresciuto all'ombra del Vulcano più grande d'Europa, la sua colonna sonora è il ticchettio delle dita sulla tastiera. Giornalista praticante con il pallino della politica, scrive anche di sprechi della Pa, società e startup. Ama il cinema e le campagne elettorali. Per il resto, chiedete alla polvere o seguitelo su twitter: @tonibandini


Gen
17
2014

Il catanese che ha fregato politici, Tg e giornali con Wikipedia


Nessuno tocchi Daniele Virgillito. Ha fatto scalpore - e parecchio rumore - il suo articolo pubblicato qualche giorno fa su wired.it: “Così ho fregato Tg, politici e giornali attraverso Wikipedia”. Nel pezzo il 28enne catanese - scrittore freelance con una Laurea specialistica in Linguistica - spiega come diversi media e personaggi istituzionali abbiano sistematicamente riportato le citazioni di personaggi famosi, appena defunti, attingendo dall’enciclopedia “libera”.
 
Daniele VirgillitoDove sta la notizia, vi starete chiedendo. Ebbene le citazioni recuperate dal noto sito open source erano completamente inventate e, dunque, false. Il “Frank Abbagnale 2.0” (ricordate Leonardo Di Caprio in “Catch me, if you can" ?), quando un pubblico personaggio passava a miglior vita, a volte, si precipitava su Wikipedia per attribuirgli un aforisma. Risultato? Telegiornali, testate autorevoli e politici ci sono cascati come delle pere cotte.
 
Ora, qualcuno dirà non si fa. In fondo Wiki è un’enciclopedia gratuita, che si basa sulle donazioni degli utenti, nonché - si presume - sulla loro buona fede. Ma non è questo il punto.
Daniele Virgillito ha di fatto condotto un’indagine sociologica dai molteplici risvolti:
 
1)  Anzitutto, ha messo a nudo una certa tendenza del giornalismo moderno alla superficialità. Fidarsi di Wikipedia come fonte è un rischio, a maggior ragione se non si effettuano controlli incrociati per verificare la veridicità di quanto scritto. Però, fermiamoci un attimo perché il post che sta bucando la rete in queste ore ci ha dato altri spunti di riflessione. La condanna al mondo dell’informazione - che non sarebbe più “quella di una volta” - va analizzata a fondo. Oggi un giornalista si ritrova spesso e volentieri sommerso da notizie che deve dare rapidamente, senza la possibilità di approfondire. Le redazioni sono ridotte all’osso e l’imperativo categorico è “arrivare prima degli altri”. La concorrenza sul web è spietata e sono gli stessi lettori che spesso preferiscono la quantità (o, se preferite, la mediocrità) alla qualità. Il problema è più grande di quanto si pensi, e non riguarda i singoli. O almeno non solo loro.
 
2)  Wikipedia è morta, evviva Wikipedia. L’articolo di Daniele - se leggete bene tra le righe - dimostra che l’enciclopedia più utilizzata dagli internauti ha retto benissimo a questi tentativi di raggiro. Tutte le informazioni inserite da Virgillito sono state cancellate nel giro di poche ore o al massimo di qualche giorno. Ci sono centinaia, o forse migliaia, di utenti attivi - operosi anticorpi del sistema - che vigilano sull’esattezza dei contenuti (i quali devono essere correlati da fonti e documenti). E d’altro canto la stessa Wikipedia, quando per esempio muore qualcuno o la notizia è suscettibile di aggiornamenti, avverte i lettori (e quindi anche i giornalisti) che si tratta di una ricerca “affetta” da recentismo.
 
3)  Daniele Virgillito può essere chiunque di voi che state leggendo. E probabilmente non è stato l’unico a mettere le mani nella marmellata. Il suo “coming out”, però, potrebbe aumentare il livello della guardia sia dei giornalisti che degli stessi controllori dei contenuti di Wikipedia. Con un buon vantaggio per tutti.


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