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Quotidiano di Sicilia

Albergo Hollywood di Giuseppe Patern di Raddusa


Mar
03
2014

Oscar, vale ancora la pena seguirli?


Il sottoscritto è fedele – ma non troppo – membro del forum di Internet Movie Database, il database che, come da nomenclatura, sarebbe meglio definire Bibbia dell’informazione cinematografica. Il servizio fornito da IMDb (acronimo del database) nel ricercare titoli, attori et similia è utile, appropriato e godibile, alle volte; quello fornito dal forum dello stesso, a sua voltasottosezione che apre finestrelle a numerose altre sottocategorie dedicate a film, musica, libri, show in tv et similia.
 
 
L’inferno si scatena nei topic della sezione Movie Awards: benvenuti a Gomorra. Nella suddetta città-ologramma, per 365 giorni l’anno – feste e funerali inclusi – troverete un nugolo di utenti (in media, più di duecento fissi e altri 10.000 variabili) che non fanno altro che scannarsi, trollare – sono troppo giovane e approssimativo per spiegarvi il significato di questo verbo – e, soprattutto, cianciare balordaggini sugli Oscar. Sempre. In continuazione.
 
 
La vita del geek medio che posta spesso su Movie Awards è suddivisa, annualmente, da due tranches ben definite: quella che arriva fino al giorno dell’Oscar, e quella che parte subito dopo la cerimonia. La sezione aurea – costituita, manco a dirlo, dalla premiazione in sé – è anticipata da mesi e mesi di vero e proprio casino ematico e torrenziale zeppo di previsioni, pettegolezzi, opinioni, insulti, notizie false, foto, notizie vere. Ed è seguita da altri periodi di medesimo, rozzo, insopportabile casino.
 
 
Vi chiederete: cosa critichi a fare se poi pubblichi anche tu interventi in threads che biasimano l’ormai disperata ricerca dell’Oscar di Leonardo di Caprio (che a momenti vende l’anima della madre al diavolo pur di vincere), turlupinano i seni di Amy Adams, irridono le faccette di Anne Hathaway, mal tollerano l’ascesa di Jennifer Lawrence, etc… In verità vi dico che mi diverte molto, e che se avessi del sonno da buttare domani sera mi piazzerei a guardare la cerimonia con un occhio alle statuette e uno a IMDb.
 
 
Ma anche se avessi sonno da sprecare, dubito che lo sciuperei per gli Oscar. Ellen DeGeneres è simpatica, e condurrà alla grande come ha già fatto nel 2007; il problema è che la cerimonia, purtroppo, è diventata tremendamente noiosa, i premi troppo politici e legati alle pubbliche relazioni, l’attenzione notevolmente riservata - più che al cinema - ai vestiti di questa o quella diva, con tanto di interviste sul red-carpet e flash nevrastenici che le condurranno sulle copertine di riviste e sulle pagine di siti gestiti da donne frigide ma autoritarie o uomini grassi che, solitamente, amano altri uomini e non disdegnano il fucsia. È vero, anche l’occhio vuole la sua parte: il glamour ha fatto tanto per Hollywood, e non esistono più le mezze stagioni e un giorno tutto questo sarà tuo.
 
 
L’anno scorso tutto la cerimonia è durata, più o meno, otto ore: ho iniziato a vederlo senza traccia di pelurie sopra la bocca e ho finito che ero Ulisse nella terra dei Feaci. Si può? Quanti poveri cristi, domani notte (in Italia, tardo pomeriggio negli USA.) perderanno il loro tempo a guardare gli Oscar, Coca Cola in mano e mutanda d’ordinanza? Non troppi, temo. Anzi, qualcuno lo farà: i membri del forum di IMDb – escluso me, che l’indomani avrò un aereo molto presto. E Judi Dench, che è candidata per Philomena ma rimarrà a guardare la premiazione da Londra. Judi, recupera l’ultimo episodio di Downton Abbey, piuttosto: lo sanno pure i muri che vince la Blanchett.


Tags: Oscar
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