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Quotidiano di Sicilia

Sport&Cifre di Andrea Carlino
28 anni, aspirante giornalista, una passione diventata mestiere. Perché Sport & cifre? I numeri sono importanti anche nello sport e gli aspetti economici sempre più determinanti per i risultati sportivi


Gen
28
2014

Il bilancio del Catania 2012/13 ai raggi X


Il primo post di questo blog non può che essere dedicata al Catania calcio, la maggiore realtà sportiva dell'area etnea. La squadra di Pulvirenti milita nella massima serie dal 2006: da allora un'ascesa costante fino alla stagione dei record del 2012-2013 con l'ottavo posto finale e ben 53 punti conquistati. Quest'anno, però, la musica è cambiata e non solo dal punto di vista sportivo: la squadra, dopo un inizio difficile, langue all'ultimo posto con 14 punti ed anche i risultati economici non sono così brillanti come gli ultimi anni.
 
Il giornalista e commercialista, Luca Marotta ha pubblicato sul suo blog un'analisi molto dettagliata sull'ultimo bilancio rossazzurro. Rispetto al bilancio 2011-12, la società rossazzura vede un forte calo dell’utile netto d’esercizio. Durante la parte finale dell’esercizio 2012/13, il Catania (una società controllata al 95,40% da “Finaria S.p.A.”, con rappresentante legale Antonino Pulvirenti, mentre il restante 4,60% è di proprietà della società “Meridi Srl”, che ha come amministratore delegato Angelo Agatino Vitaliti) ha avviato una profonda ristrutturazione della propria dirigenza con la divisione in tre area di competenza: l’area tecnica, l’area programmazione e strategia e l’area amministrativa.
 
Nel passato esercizio, il bilancio dei rossazzurri era il perfetto rapporto fra una sana e oculata gestione economico – finanziaria e la permanenza nella massima serie.
 
Il bilancio della società “Calcio Catania S.p.A.”, chiuso al 30 giugno 2012, riportava un utile di esercizio pari a € 4.292.614 al netto di imposte per € 2,9 milioni. Il bilancio 2010/11 mostrava un utile di € 6.449.511 e quello del 2009/10 un utile di € 3,9 milioni. Si tenga conto che la società ha chiuso i suoi ultimi sei bilanci con un risultato netto positivo mai inferiore a € 2 milioni.
Quest'anno invece la musica cambia: il bilancio chiuso al 30 giugno 2013, riporta un utile di esercizio pari € 91.713 al netto di imposte per € 995.377. Adesso il valore della produzione si è ridotto del 7% e i costi sono aumentati del 8,6% soprattutto nei costi del personale, negli ammortamenti della rosa calciatori, mentre dal lato dei componenti positivi le plusvalenze sono crollate.
 
Il patrimonio netto è positivo per circa € 29,1 milioni, finanzia il 27% dell’attivo ed è conforme a quanto richiesto dal Financial Fair Play. Rispetto all’esercizio precedente risulta un decremento di € 1.878.287, invece la posizione finanziaria netta è negativa per 26,5 milioni (-€ 23,6 milioni nel 2011/12).
 
Le disponibilità liquide diminuiscono da € 2,9 milioni a € 1,4 milioni. I debiti bancari pari a € 25,2 milioni riguardano principalmente il mutuo verso l’Istituto del Credito Sportivo. La maggior parte, pari a € 23,7 milioni, ha scadenza oltre l’esercizio successivo.
 
Importanti sono i crediti e i debiti verso le società calcistiche: i crediti verso società calcistiche sono pari a € 6,7 milioni e i debiti verso società sportive sono pari a € 7 milioni.
La posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario, pur essendo negativa, rimane inferiore ai ricavi ed è conforme a quanto auspicato dal Regolamento. Si aggiunga, scrive Marotta, che trattasi di debito “virtuoso” destinato al finanziamento del Centro Sportivo.
 
Quali sono gli altri debiti? Quelli verso i tesserati ammontano a € 2.227.641 (€ 1.663.520 nel 2011/12) e il rapporto con il costo del personale è del 10,2%, che è un dato fisiologico, come scrive Marotta, ed è un segnale di puntualità nei pagamenti.
I debiti tributari sono pari a € 5.536.125 (€ 4.997.978 nel 2011/12) e sono composti principalmente dal debito verso l’Erario per ritenute Irpef dipendenti per € 1.869.610 (€ 1.237.948 nel 2011/12); dal debito verso l’Erario per l’IRAP per € 971.576 (€ 919.054 nel 2011/12), dal debito verso l’Erario per l’IRES per € 1.749.527 (€ 1.647.048 nel 2011/12) e dal debito verso l’Erario per l’IVA per € 159.550 (€ 773.674 nel 2011/12). Inoltre esiste un debito verso l’Agenzia delle Entrate dovuto all’Accertamento con adesione relativo all’Irap 2008 per € 405.954.
 
Curiosità: esiste un debito verso l’Avvocato Grassani per € 537.904. Il motivo risiede nel fatto che nel corso dell’esercizio, il Catania è risultato parzialmente soccombente nel giudizio promosso dall’avv. Grassani per vicende risalenti alla gestione Gaucci.
 
Guardiamo ora alla rosa: la variazione in diminuzione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a € 1,1 milioni, è dipesa da investimenti per € 7,8 milioni; cessioni per un valore contabile residuo di € 284 mila, ammortamenti per € 8,6 milioni. I crediti relativi alle compartecipazioni ex art. 102 NOIF sono pari a € 1.100.500 e si riferiscono a Martinho ceduto in compartecipazione al Verona. Successivamente alla chiusura del bilancio, il Catania è stato “costretto” a cedere 3 giocatori chiave della squadra, come Gomez, ceduto al Metalist , Lodi, venduto al Genoa e Marchese, in scadenza di contratto e acquisito a parametro o dal Genoa. Invece, sono stati acquistati calciatori come Monzon, Leto, Peruzzi e Plasil e Guarente. Andiamo alle plusvalenze: quelle realizzate sulle cessioni di diritti pluriennali di calciatori diminuiscono a € 3.304.100 da € 10.529.217. Esse risultano in diminuzione di € 7,2 milioni e incidono per il 6,5% sul valore della produzione. I costi del personale aumentano a € 21,8 milioni da € 19,8 milioni, risultano in aumento del 9,8% e rappresentano il 51% del fatturato netto. In rapporto ai costi della produzione i costi del personale rappresentano solo il 43,3%. Le Prestazioni dei procuratori ammontano a € 550.220 (€ 363.248 nel 2011/12).
 
I ricavi da gare pari diminuiscono a € 3,6 milioni da € 4,3 milioni dell’esercizio precedente. I ricavi costituiti da proventi derivanti dalla cessione diritti televisivi ammontano a € 29,9 milioni (€.29,5 milioni nel 2011/12) e incidono per il 59% sul valore della produzione e per il 70% del fatturato netto, segnale di dipendenza dagli stessi.
 
I ricavi commerciali, diminuiscono a € 6,7 milioni da € 7 milioni, incidono sul valore della produzione solo per il 13,1%. L'importo dello Sponsor tecnico ammonta a € 1.154.128. L'importo dello Sponsor ufficiale diminuisce a € 665.289 da € 900.000. La voce Sponsor istituzionale aumenta a € 2.110.364 da € 1.358.329. La Pubblicità cartellonistica ha prodotto ricavi per e 2.233.352, mentre i Proventi commerciali e royalties ammontano a € 483.220.
 
Il Catania investito ancor di più nel settore giovanile: € 774.806 rispetto a € 569.796 nel 2011/12). Tale capitalizzazione si riferisce ai costi sostenuti nel corso dell’anno per la gestione, promozione e organizzazione dell’attività sportiva giovanile,
La struttura del conto economico appare equilibrata in quanto i ricavi, senza plusvalenze, sono superiori ai costi operativi. Tuttavia, per quanto riguarda il bilancio 2012/13, il valore della produzione, pari a € 50.7 milioni è diminuito del 7,1%; mentre, i costi della produzione, pari a € 50,3 milioni, risultano aumentati dell’8,6%.
 
Il Catania, conclude Marotta, non ha problemi per quanto riguarda il requisito del break-even, perché attua una gestione economica equilibrata, chiudendo, da alcuni anni i bilanci sempre con un risultato positivo ed evidenziano anche ammortamenti per strutture sportive di notevole importo.
 
Però la permanenza nella massima serie, resta obiettivo “primario” e “vitale”, perché garantisce ingenti proventi televisivi, che permettono al Catania di “autofinanziarsi” e ad effettuare investimenti nelle strutture sportive, come testimonia il nuovo Centro Sportivo, grazie ad una struttura equilibrata dei costi di gestione.


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