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Quotidiano di Sicilia
E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Feb
08
2011

La politica degli annunci è come un boomerang


Alcuni giorni fa è stato siglato un accordo tra la Regione siciliana ed Eni Med sul futuro dello stabilimento di Gela. In sintesi: in cambio di una concessione ventennale per la ricerca degli idrocarburi, Eni si impegna a fare investimenti per l’ambiente (tra cui la bonifica del dannosissimo parco coke), la sicurezza sul lavoro e la prospettiva occupazionale nello stabilimento, pari a 800 milioni di euro. Ci sarebbe da obiettare, in quanto Eni ha annunciato parte di questi investimenti più di un anno fa. Tuttavia, la notizia è da salutare con favore.
 

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha bollato la cosa come “insufficiente”. "Consideriamo la presenza dell'Eni in Sicilia importante, ma riteniamo del tutto insufficiente il suo impegno al risanamento del territorio isolano per il quale convocheremo nei prossimi giorni una riunione a Roma". Secondo il ministro, “gli investimenti peraltro (erano) già sbloccati dal Ministero dell'Ambiente e annunciati pubblicamente un anno fa".

Tutto vero. Però Prestigiacomo (tra l’altro avversaria politica di Lombardo) non spiega il perché sull’anno evidentemente trascorso invano, né i motivi di una continua “politica degli annunci”. Come nel caso della bonifica della rada di Augusta, del valore di circa 850 milioni di euro, data per certa più di due anni fa e rimasta invece impantanata.

 

Le imprese che dovrebbero contribuire, secondo il principio sancito dalla Corte di giustizia europea (“Chi inquina, paga”), fanno ostruzionismo. Ma è anche vero che il ministero – e gli assessorati regionali preposti – dovrebbero farsi rispettare in nome e in conto dei cittadini. 

 



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