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WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Nov
02
2011

Autoformazione per reggere il passo col Nord


In Italia ci sarebbero oltre 208 mila posti di lavoro disponibili nel 2011 per giovani
Under 30. Questo è quanto si evince snocciolando i dati del Sistema Informativo Excelsior di
Unioncamere e Ministero del Lavoro, elaborati da Datagiovani.

Rispetto a quanto si rilevava nel 2010, quest’anno i posti di lavoro destinati specificatamente ai
giovani sono in aumento del 5,6%, ma si tratta di una tendenza che non è distribuita su tutto il
territorio nazionale, ma è localizzata nel Nord Italia, con una crescita di previsioni di assunzione del
22% a Nordovest e dell’11% a Nordest. Nel Centro la flessione è leggera, mentre al Sud la
situazione appare preoccupante, con una diminuzione dell’8% delle previsioni rispetto al 2010.

In Sicilia, delle 10.320 assunzioni previste (il 3,3% in meno rispetto al 2010), il 32,9% sono
destinate ai giovani sotto i 30 anni. Proprio in questa fascia d’età si registra però una diminuzione
del 17% rispetto allo scorso anno. E certo non può consolare il fatto che stiano peggio di noi la
Basilicata (-35,6%), la Calabria (-28,9%), il Lazio (-21,8%) e il Molise (-19,8%). Se poi facciamo il
confronto con il 2008 il quadro è ancora più drammatico: -36,5%.

Nel complesso, poco meno di un quarto delle assunzioni previste per i giovani (circa 50 mila) è
rappresentato da professioni “high skilled”, ovvero dirigenziali, di elevata specializzazione o
tecniche. Altre 146 mila (il 70%) sono invece professionalità “skilled”, mansioni impiegatizie o
comunque qualificate. E proprio qui sta l’inghippo. Le imprese siciliane sono sempre più spesso
costrette a rivolgersi al Nord per reperire i profili professionali ricercati.
 
Scuola, università e
formazione professionale sono infatti del tutto inadeguate a formare dei profili professionali in linea
con quelle che sono le richieste del mercato del lavoro. Insomma, se di lavoro ce n’è poco, di
professionisti ce n’è ancor meno? Che fare? L’autoformazione è una buona soluzione.
 
Trovare il tempo, dopo lo studio (quello “ufficiale”), dopo il lavoro, di dedicare due ore al giorno a migliorarsi, sarebbe una buona regola. Sta ai volenterosi metterla in pratica.


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