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Quotidiano di Sicilia

WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Feb
03
2010

In Sicilia il tasso di disoccupazione più alto ma il lavoro c'è


La Sicilia è risultata essere nel 2008 la regione con il tasso di disoccupazione giovanile più alto d'Europa. Eppure solo qualche mese fa Confartigianato denunciava l'esistenza di trentamila posti liberi in tutta Italia ma poco graditi ai giovani. 30.750 posti di lavoro liberi in tutto il Paese e migliaia di aziende in ginocchio perché trovare manodopera specializzata è diventata una chimera.

In una inchiesta pubblicata sulle nostre pagine il 24 novembre avevamo scovato oltre 20.700 opportunità di lavoro solo in Sicilia. Ma le ultime notizie sull'apertura di nuove industrie e centri commerciali, ci permette di aggiornare il dato a circa 22.500 posti di lavoro.

Ma allora perché si continua a restare con le mani in mano o nella migliore delle ipotesi si è costretti ad emigrare lontano dalle proprie radici?

La crisi c'è, è vero, ma i giovani di oggi non fanno molto per superarla. Si aspettano (e pretendono) una mano dallo Stato. Sperano nelle stabilizzazioni di chi è entrato nella pubblica amministrazione non per meriti ma perché raccomandato.
A questa diffusa mentalità si aggiunga che i giovani siciliani trovano grossi ostacoli in un sistema che non funziona, primo fra tutti una formazione professionale sempre lontana dal mercato del lavoro.

Proprio di recente sono state rese note le linee guida del Prof 2010. Tante le novità, vero, ma tanti i rinvii. Primo fra tutti un censimento di quelle che dovrebbero essere le figure più appetibili dal mercato. Si continua a rinviare di anno in anno la grande riforma delle formazione professionale in Sicilia.
 
Chi vuole scommettere che al 3 febbraio 2011 saremmo ancora al punto di oggi?


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Filippo Cannizzo da Catania il 16/05/2011 12:30
Dopo un anno l'articolo è pretenzioso
Gentile Dr Raffaele
L'articolo mi provoca disgusto, non dal punto di vista giornalistico, sia chiaro, ma per il
fatto che io mando quotidianamente Cv in giro, e nessuno chiama. Eppure oltre ad
avere una laurea, un master, ho soprattutto e lo sottolineo, voglia di lavorare. E posso
citare anche centinaia di casi di ragazzi che sono nella stessa mia posizione.
Il fatto di mettere annunci di lavoro, poi, non corrisponde affatto al veridicità di un posto
di lavoro. Spesso è solo propaganda bipartisan e specchio per le allodole. Magari tra
un pò diranno che mancano i lavoratori manuali, ma a quanti hanno speso soldi e li
spendono ancora in formazione chi ci pensa? In una città come Catania anche fare il
cameriere è diventato un lusso. Il problema è che le caste sono difficili da scardinare

Inviato da dario da adrano il 20/09/2010 11:55
giovani che vogliono superare la crisi e che avrebbero anche gli strumenti per superarla
leggendo quest'articolo mi è venuto in mente il recente Rapporto Ministero del Lavoro
Unioncamere.
Da questo rapporto si evince che il 50% delle aziende che ha cercato addetti marketing
non li ha trovati.
Io essendo laureato in marketing e avendo pure esperienza (seppur breve) in questo
settore ho mandato spesso curriculum ad aziende di questo ramo e non mi hanno mai
risposto.
Mi chiedo quindi come mai le aziende prima cercano però quando trovano qualcuno che è
interessato e potenzialmente idoneo si tirano indietro.
Detto questo credo,quindi che la colpa non è di noi giovani ma delle imprese che non
investono su di noi, anche se vi è una forte responsabilità dell'Università che non è mai
riuscita a diventare un laboratorio per le imprese ma è rimasta ancorata a posizioni
conservatrici che in un periodo di crisi come quello attuale è giusto superare

Inviato da giuseppe d'orsi da Catania il 21/06/2010 18:54
I giovani siciliani tra call center e lavoro nero
Occorre un immediato cambio di marcia. Occorrono coraggio e programmazione, onestà e
investimenti mirati. Intanto sono al palo sia gli investimenti nel settore della cultura con uno
stop di sei mesi al cinema e al teatro che avevano goduto di un rilancio grazie alle due
recenti leggi regionali, sia gli investimenti nella formazione che attendono i bandi del Fondo
Sociale Europeo. Gli uni e gli altri in un settore cruciale e particolarmente delicato, quello
della cultura e della formazione professionale. Il secondo legato al primo, ed entrambi legati
al mondo dell'industria, del commercio, dei servizi.
Ma si tratta adesso di dare risposte concrete e immediate. Da un lato rimettere in moto la
macchina della cultura, una macchina che - è dimostrato - può produrre anche risultati
economici oltre che di crescita della comunità. Dall'altro programmare una formazione
professionale in linea con le possibilità di crescita del lavoro in Sicilia. E si tratta dei nuovi
settori dell'occupazione, quelli passibili di maggiori investimenti, quelli che possono fare da
volano all'economia dell'isola, quelli di cui il mercato ha davvero bisogno.
Dobbiamo chiedere agli Assessori competenti (al lavoro, alla cultura, all'istruzione, al
turismo) uno sforzo congiunto per varare programmi che abbiano una sinergia, che
conoscano un comune obiettivo, capaci di integrarsi a vicenda, di sviluppare una strategia
che possa individuare le competenze individuali, i settori di produzione, gli incentivi per gli
investimenti, le vie di sviluppo possibili.
E i direttori dei quattro dipartimenti devono essere capaci di sedere a uno stesso tavolo, di
chiamare gli agenti sociali come gli imprenditori, per trovare insieme il bandolo di questa
matassa che tiene ancorata la Sicilia a un sottosviluppo e a un degrado che non le fanno
onore.
Non è impossibile farlo. Non è impensabile proporlo. Si tratta solo di buona volontà.

Inviato da dario da adrano(ct) il 07/06/2010 18:32
ma quale lavoro
In tutta franchezza io sono laureato con 110 e lode ho fatto centinaia di domande e non mi
hanno mai assunto, se è davvero come dice lei mi dica il nome di qualcuna di queste
aziende che cercano personale e le assicuro che se mi dovessero assumere già il giorno
stesso sarei pronto a lavorare..

Inviato da Salvatore da Provincia di Ragusa il 29/04/2010 13:59
Quali aziende assumano dipendenti??????????
Mi chiamo Salvatore e sono un tecnico elettrico ed elettronico " con esperienza
anche in fotovoltaico" in cerca di lavoro da circa due anni, ho inviato curriculum in
tutta Italia, nessuna risposta. Visto che Lei cita oltre 20.700 opportunità di lavoro
solo in Sicilia la prego di farmi sapere quali sono queste aziende che assumano
lavoratori, visto anche che in questi due anni ho acquisito il diritto ad essere
assunto con la legge 407/90. Egregio Sig. Dario attendo con meraviglia una sua
risposta non solo per me ma anche per tanti lavoratori presi in giro da queste
affermazioni.

Inviato da Vito da Pc il 03/03/2010 09:37
Mercato del lavoro
Concordo con te soprattutto x quanto riguarda il gap tra università e mondo del lavoro.ma la realtà e' complessa e le scelte individuali di ciascuno le più diverse.. Cmq anche lontano dalla sicilia tengo le antenne alzate.. Ciao grande!p.s.quanta tristezza nell'operativa milano.

Inviato da Dr. Michelangelo Kostantinu da Glasgow il 25/02/2010 13:59
Il ricercatore stanco
Gentile Dr. Raffaele,
In tutta franchezza, volevo chiederle: fermo restando che concordo con la sua
analisi su tutta la linea. Ma nel mondo del lavoro del '10 del nuovo millennio, se
trovo una opportunità lavorativa più lucrativa rispetto al poco gettito che da la mia
Regione, chi me lo fa fare a rimanere?
Personalmente ho vissuto in Sicilia circa gli anni dell'adolescenza, ma non ho
avuto esitazioni a voltarmi verso altri mercati del lavoro, strutturalmente più forti,
non appena finiti gli studi (anzi, un po' prima dato che li ho conclusi fuori
dall'Italia).
Io credo, e lo dico con un po' di rammarico perché in fondo la Sicilia è sempre la
Sicilia, che o le classi dirigenti offrono qualcosa in più rispetto agli altri, oppure
si va a morire.

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