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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
16
2011

Lombardo vs Centorrino uno elargisce, lÂ’altro taglia


Che il nodo della formazione arrivasse al pettine, non c’era dubbio. Centinaia di milioni l’anno elargiti a enti fantasma e ad altri che non hanno mai prodotto un formato pronto per il mercato del lavoro, sono stati un prezzo altissimo che i siciliani hanno pagato per l’inqualificabile comportamento di un ceto politico che ha occupato in modo immeritevole i vertici istituzionali in questi decenni.
Il Governo regionale ha preso una posizione netta: ridurre progressivamente la spesa eliminando gli enti parassiti che hanno speculato sulle casse regionali. Lombardo ha scelto una persona onesta e integerrima come Mario Centorrino per un compito difficile e impopolare.
Il professore di Messina ha messo mano alla riorganizzazione e ha tagliato i primi 60 milioni di euro di sprechi. Apriti cielo: i parassiti hanno reagito. Al contrario, i sindacati si sono dimostrati responsabili e alcuni di essi hanno prontamente dichiarato che avrebbero chiuso il loro ente di formazione, consapevoli che in un momento di difficoltà ognuno deve mettere una porzione di sacrificio.

Sorpresa ha destato la giravolta del Presidente dei siciliani quando ha detto che avrebbe trovato i 60 mln € per foraggiare gli incapaci, gli inetti e persino i disonesti, perché chi fa un lavoro senza alcun risultato danneggia la collettività. Si tratta quindi di disonestà etica.
Lombardo, con questo suo annuncio peraltro non trasformato in provvedimento amministrativo, ha commesso due errori: il primo, consistente nello smentire la corretta posizione del suo assessore; il secondo, consistente nel far capire agli approfittatori che la festa non è finita e possono continuare nella loro nefanda azione.
Esprimiamo la nostra solidarietà a Centorrino e invitiamo il Presidente a ritornare sulla sua decisione che dimostri come l’autonomia dal Governo nazionale voglia significare buona e sana amministrazione, non sperpero di risorse com’è accaduto fino ad oggi.
Il Presidente è persona intelligente e deve capire, una volta per tutte, che non può più continuare nel solco dei suo predecessori, uno dei quali è in galera.
 
Lombardo deve tagliare tutti gli sprechi più volte elencati con due obiettivi: primo, risanare il bilancio eliminando la necessità di ricorrere ancora a un mutuo per il corrente anno e rinegoziando i tassi dei mutui esistenti; secondo, tagliare dal bilancio 2011 tre miliardi di spesa corrente, il cui elenco è stato più volte da noi pubblicato e, con le somme risparmiate, cofinanziare i progetti con fondi europei, utilizzare i Fas e, con bando internazionale, chiedere l’intervento di gruppi imprenditoriali internazionali mediante il project financing.
La Sicilia deve diventare, subito, un cantiere aperto che costruisca tutte le infrastrutture necessarie, per rendere l’economia dell’Isola competitiva. Lombardo, in questi ultimi due anni che gli restano per completare la legislatura, deve rimediare al malfatto del precedente triennio consistente in un vivacchiare senza respiro, asfittico, che ha mantenuto inchiodato il Pil dell’Isola senza alcuna crescita, con riflesso nell’aumentata disoccupazione.

Quando i sindacati chiedono lavoro, commettono un errore di percorso: il lavoro è un effetto, non una causa. La causa, cioè la fonte, è l’insieme degli investimenti in opere pubbliche e in attività produttive che aprono le porte al lavoro produttivo. La capacità di attivare questo meccanismo virtuoso consentirebbe lo sbocco naturale non solo per i disoccupati, ma anche per i formatori che finalmente potrebbero andare a lavorare anziché far nulla (non tutti) ricevendo un compenso, per i dipendenti della Resais che non fanno nulla ricevendo un compenso e per altre migliaia di pubblici dipendenti che continuano a non fare nulla ricevendo uno stipendio.
Lombardo ha concordato con il ministro Fitto finanziamenti per oltre due miliardi di euro, indirizzati alle opere pubbliche. Se rinunzia alla folle idea di destinare i Fas alla spesa corrente e punta i piedi per ottenere le risorse indirizzate ad attività produttive e opere pubbliche, il Governo nazionale sarà messo in mora. Ma deve avere la forza di tagliare gli sprechi e i parassitismi. Se lo farà, noi lo sosterremo con convinzione. Se continuasse a cincischiare, noi continueremo a testimoniarlo.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da filippo sabbadin da palermo il 16/06/2011 20:25
efficacia dell'azione e giustizia sociale
gentile direttore,
mia moglie lavora nella formazione. lo dico per chiarire subito che il mio è un punto di
vista non distaccato.
che la formazione abbia bisogno di una riorganizzazione generalizzata, è certo.
giustamente lei dice che è diventata un "mostro" a causa principalmente del ceto politico.
ma chi sta pagando questa situazione drammatica sono solo i lavoratori, che lei
direttore definisce incautamente "parassiti", "inetti", "incapaci". In realtà in molti
casi le competenze ci sarebbero, ma non vengono sfruttate adeguatamente (architetti che
insegnano falegnameria, avvocati che insegnano igiene...) perchè le figure che
dovrebbero organizzare, ottimizzare, rendere efficacie l'azione, cioè i dirigenti, che
sono nominati dai politici, sono talmente tanti e incompetenti che non dirigono niente.
i lavoratori assunti a tempo indeterminato, fino a che non vengono licenziati, hanno
diritto a uno stipendio, mentre la situazione è questa: molti mesi di stipendi non
pagati (8, 10 12?), in alcuni casi gli enti non hanno presentato i documenti di
regolarità contributiva, quindi i lavoratori non solo sono senza stipendio, ma
presumibilmente non hanno avuto neanche i contributi versati, e azzardo che neppure le
quote dei tfr siano state accantonate.
centorrino, se è davvero bravo come lei dice, deve mettersi i guanti e rimestare nel
torbido, per chiarire come mai queste situazioni ammnistrativamente irregolari si sono
venute a creare, e chiederne conto ai responsabili, che non sono certo le persone che
lei liquida sbrigativamente parassiti, e che invece sono le prime vittime di questa
situazione.
distinti saluti
filippo sabbadin

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