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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ago
24
2011

Lombardo tagli 3,6 mld, ne spenda 10 di fondi Ue


Ieri vi abbiamo descritto rapidamente gli effetti del Patto di stabilità Europlus sull’Italia. Oggi analizziamo il rimbalzo interno e per la Sicilia. Tremonti ha adottato a valle la stessa sanzione che lo stringe a monte. Ha inserito nella manovra (Dl 138/2011) in via di conversione, che le Regioni, comprese quelle a statuto speciale, non riceveranno i trasferimenti se non mettono in ordine i loro conti.
Principio sacrosanto contro cui sono del tutto inopportune le proteste del Governo siciliano ed in particolare quelle del presidente Lombardo e dell’assessore all’Economia Armao, i quali minacciano ricorsi alla Corte costituzionale del tutto inappropriati, perchè essi non hanno le carte in regola. Una Regione viziosa deve solo tacere e rimettere in ordine, con la massima rapidità possibile, i propri conti.

È del tutto ridicolo il microscopico taglio di spese di appena 85 milioni  quando invece bisogna procedere con l’accetta per tagliare 3,6 miliardi di uscite. Questo foglio ha pubblicato più volte l’elenco dettagliato dei risparmi e l’elenco delle spese per investimenti su fondi Ue per dieci miliardi, con la creazione di circa centomila posti di lavoro.
Questi due provvedimenti potrebbero far crescere il Pil della Sicilia di 15 miliardi in 24 mesi. Questo è il vero e più importante obiettivo di un governo regionale: far aumentare il Pil dell’Isola. Ma esso è stato trascurato e oscurato. Di tutto si sono occupati i governi presieduti da Lombardo tranne che di far crescere il Pil della Sicilia.
Il presidente ha dichiarato che nel 2020 la Regione potrebbe avere solo 2.000 dipendenti, un decimo di quanti ne ha ora ufficialmente. Infatti non tiene conto dei parcheggi in Resais ed in altre società regionali, nonchè in enti economici e non economici, ove se ne trovano, forse, più di 15.000. Ma se Lombardo afferma quanto precede vuol dire che egli è consapevole che la Regione possa funzionare con soli  duemila dipendenti, come peraltro fa all’incirca la Regione Lombardia che ne ha tremila, ma governa il doppio dei cittadini.
Ora, se sono sufficienti 2.000 dipendenti nel 2020, non si capisce perchè gli stessi 2.000 non possono essere sufficienti nel 2012. In altre parole, Lombardo afferma una verità che noi sosteniamo da anni.
 
Nella Regione, nove decimi del personale è esuberante e non avrebbe motivo di esserci. Sorge una domanda a riguardo. Ma se sono bastevoli 2.000 dipendenti, oltre 200 dirigenti, e non 20.000, che si fa di tutti gli altri? La risposta è nel buon senso del pater familias. Certo, non si possono licenziare, ma neanche mantenere senza che facciano nulla. Male ha fatto Lombardo ad assumere, proprio a gennaio di quest’anno, 5.000 nuovi dipendenti, seppur trasformando i contratti a tempo determinato.
Nessuno può dissentire se affermiamo che di fronte alla necessità di portare a 2.000 i dipendenti della Regione, tagliandone tredicimila, invece, se ne sono assunti ben cinquemila. Un unico aggettivo è appropriato a tale comportamento: schizofrenico che per un medico psichiatra, qual è Raffaele Lombardo, non è positivo. Nessuno ce ne vorrà se continuiamo a sottolineare cose ovvie. Fa male la verità in quanto tale, non chi la riferisce.

C’è una soluzione per i 18 mila dipendenti regionali in esubero? Sì. Essa riguarda il pensionamento naturale di circa un decimo del corpo per ogni anno. Nel caso della Sicilia vi è però un grosso macigno: i pensionati restano a carico del bilancio della Regione anzichè passare all’Inpdap come i dipendenti di Stato, di altre Regioni ed Enti locali.
Vi è una seconda soluzione. Aprendo i cantieri delle opere pubbliche per la costruzione delle tantissime infrastrutture di cui la Sicilia ha bisogno, spendendo i 10 miliardi di fondi provenienti dall’Unione Europea, la Regione potrebbe creare un percorso preferenziale per trasferire i propri inutili dipendenti alle imprese che vincono gli appalti, almeno in una certa misura. Questo meccanismo farebbe dimagrire l’organico in tempi rapidi.
Al di là dell’aspetto quantitativo, Lombardo e maggioranza devono inserire all’interno della burocrazia regionale un aspetto qualitativo che consenta di trasformare gli attuali burocrati attendisti e piagnoni in servitori veri dei siciliani e dei gruppi imprenditoriali di qualunque parte del mondo, pronti a investire nell’Isola.


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