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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Set
21
2011

Calma piatta alla Regione


Abbiamo letto che la Regione ha bloccato la trattativa per l’aumento di stipendio ai propri dipendenti e dirigenti, che sono già fortemente privilegiati. Come abbiamo più volte pubblicato in inchieste precise, mai smentite o contestate da chicchessia, mediamente i dipendenti di questa Regione guadagnano il 49% in più rispetto ai ministeriali e il 44,5% in più rispetto ai dipendenti delle altre Regioni e degli Enti locali.
Altro che aumenti, bisogna tagliare, anzi allineare questi stipendi a quelli degli altri italiani. Non c’è più trippa per gatti non ci sono più risorse. Ai siciliani si chiedono sacrifici pesanti. Non è possibile che in questa situazione di grave difficoltà vi siano ventimila persone che guadagnano molto di più di quanto dovrebbero e migliaia di altre persone inserite mediante raccomandazione nelle partecipate regionali e locali che, anch’esse, guadagnano molto di più di quelli che lavorano.
Diciamo di quelli che lavorano perchè intendiamo dire con chiarezza che mediamente tutti costoro non lavorano. Nessuno controlla infatti quali risultati raggiungano e se tali risultati siano in linea con gli obiettivi che dovrebbero essere fissati dai dirigenti.

I privilegi non si fermano qua. è quasi noioso ricordare tutti gli altri: dall’Assemblea regionale alla Sanità, dal Consorzio autostrade alle Ato spa e così via. Ovunque si trovi la mano regionale, corrispondono disservizi e sprechi, perchè non sono presenti i valori di merito e responsabilità. Nessuno risponde per i propri incarichi e, comunque vadano le cose, continua ad incassare puntualmente i propri compensi che vengono corrisposti anche non pagando i fornitori, che a loro volta hanno difficoltà coi propri dipendenti. Una discriminazione stridente fra i dipendenti pubblici e quelli privati che Mamma Regione tratta in maniera difforme secondo la regola di figli e figliastri.
La grave crisi che sta attanagliando il popolo siciliano non è effetto solo dei privilegi, ma dell’inefficienza di una dirigenza che costa decine di milioni di euro e che non perviene ai risultati, peraltro ben chiari e ben descritti in molteplici direttive presidenziali di cui ne citiamo quattro: 15 settembre 2008; 6 marzo 2009; 6 ottobre 2010; 2 settembre 2011.
 
Delle due l’una: o il presidente Lombardo abbaia alla luna e parla al vento per cui i dirigenti se ne fregano del suo ripetuto e preciso indirizzo, oppure tali dirigenti non hanno le cognizioni professionali sufficienti per far fronte alle onerose e importanti incombenze che gravano sulle loro spalle.
Sia come sia, il risultato di questo marasma è che la Regione si trova con le casse vuote, fatto più volte dichiarato urbi et orbi dall’assessore all’Economia Gaetano Armao. Vi è un altro risvolto gravissimo da quanto scriviamo e cioè che senza risorse finanziarie la Regione non può cofinanziare i progetti approvati dall’Unione europea, con l’ulteriore danno di non creare: nuovi posti di lavoro, Prodotto interno lordo e ricchezza tassabile.
Una situazione insostenibile per il popolo siciliano. Ma sembra che i responsabili delle istituzioni, cioè i deputati regionali, la Giunta di governo e la dirigenza non la colgano perchè hanno continuato a fare regolarmente le proprie ferie distraendosi dall’incendio che sta avvolgendo la Sicilia.

L’assessore Armao sta attrezzandosi per tagliare 2,7 miliardi in tre anni. Sbaglia i conti. Egli deve tagliare 3,6 miliardi nel bilancio preventivo 2012 della Regione, che andrebbe approvato tassativamente entro il 31 dicembre di quest’anno, in modo da far capire a tutte le amministrazioni locali che è arrivato il tempo di funzionare secondo i principi di organizzazione ed efficienza. Basta con questuanti che tendono la mano continuamente, basta con la richiesta di favori, bisogna virare su un percorso virtuoso nel quale ognuno riceve per quello che dà.
La situazione peggiora di ora in ora. La stretta del Governo centrale non è finita, essa costringerà tutti a diventare virtuosi loro malgrado e a organizzare servizi efficienti, che costino poco in relazione a quello che danno. La questione è tutta qui. Occorre che gli amministratori diventino virtuosi, lavorino per obiettivi con la consapevolezza che se non li dovessero raggiungere dovranno lasciare il posto a chi sa fare più e meglio.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Benedetto Mineo da Palermo il 25/09/2011 15:14
Facciamo chiarezza sugli stipendi
Egregio Direttore,
ho letto il suo articolo del 21 settembre scorso dal titolo "Calma piatta alla Regione"
e resto stupefatto per le (chiamiamole) inesattezze in esso riportate.
Leggo, infatti, che un dipendente “Ministeriale” guadagnerebbe circa il 50% in meno di
un dipendente regionale, per la precisione il 49% in meno, mentre i dipendenti degli
enti locali guadagnerebbero il 45% in meno.
Il tutto risulterebbe da inchieste condotte dal vostro quotidiano e mai smentite.
Nel mio blog, rintracciabile al seguente indirizzo
http://benedettomineo.altervista.org/, ho pubblicato le buste paga di alcuni dipendenti
regionali indignati da questi continui attacchi della stampa in genere e non solo del
suo giornale.
Le buste paga pubblicate sono, al momento, quella del funzionario direttivo cat. D3 (8
anni di anzianità di servizio) che guadagna 1.491,22 euro, quella di un istruttore C4
(25 anni di anzianità) che guadagna al netto 1.434,48 euro e quella di un operatore
categoria A2 che guadagna appena 1.016,99 euro.
Se il suo articolo corrispondesse al vero significherebbe che i Ministeriali (o statali
che dir si voglia) avrebbero uno stipendio di circa 500 euro la fascia più bassa e di
circa 750 euro la fascia apicale.
Assurdo vero!
La verità è, invece, un’altra caro Direttore!
È vero proprio l’esatto contrario.
Sono i dipendenti ministeriali che guadagnano circa il 25% in più dei dipendenti
regionali. Addirittura i dipendenti della Presidenza del Consiglio anche il 30% in più.
Non so quali siano le sue fonti.
Quelle ufficiali sono il sito dell’Aran nazionale (www.aranagenzia.it) da cui è
possibile scaricare tutti i contratti del pubblico impiego e il sito dell'Aran Sicilia
(www.aransicilia.it) per quanto riguarda i dipendenti regionali.
Scarichi i contratti e faccia un raffronto.
Saluti.
Benedetto Mineo

Inviato da Edoardo Zappulla da Palermo il 23/09/2011 10:43
Grazie per le utili informazioni
Egregio Direttore,
apprendo da Lei, con profondo sconcerto, che i dipendenti ministeriali percepiscono uno
stipendio che è a dir poco da fame. Effettivamente io, dipendente regionale con 20 anni di
servizio e con la qualifica di istruttore, percepisco uno stipendio netto di 1.509 euro e
quindi un ministeriale, stando alla Sua verità, ne guadagna circa 750... Sono veramente
affranto e quindi le faccio una proposta: io devolvo la mia metà di stipendio a un
ministeriale e Lei la sua metà che comunque percepisce grazie ai finanziamenti pubblici
(che sono sempre soldi miei) per dirigere una testata che di ormazione e verità trasuda in
tutte le sue pagine.
Con profondo rispetto, Edoardo Zappulla

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