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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
04
2011

Il referendum è democrazia non antipolitica


Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è diventato l’oracolo dell’Italia. Non è una connotazione negativa. Tuttavia, dobbiamo sottolineare che la sua funzione di indirizzo morale si è trasformata in funzione di indirizzo materiale. Prova ne è che fonti bene informate comunicano l’accordo fra Trichet, Draghi e lo stesso Napolitano relativo al contenuto della famosa lettera del 5 agosto 2011 che la Banca centrale europea ha mandato al Governo italiano.
Solo gli incompetenti possono dire che questa lettera ha commissariato l’Italia. Si tratta di ben altro. La Banca europea si comporta come qualunque altra banca, seppure sovranazionale. Deve erogare un credito e  vuole avere impegni precisi dal debitore cui deve erogarlo. Non è che la Bce abbia detto al Governo italiano cosa dovesse fare, ma più semplicemente che se voleva credito sotto forma di acquisto dei Buoni del Tesoro dovevano essere date garanzie precise. E così è stato.

La Bce non ha detto in profondità quali dovessero essere gli atti del Governo italiano, come invece ha fatto con il Governo greco, ma che dovesse essere raggiunto il pareggio di bilancio nel 2013, lasciando ampia facoltà fra il taglio di spese e l’aumento di tasse. È stata una improvvida responsabilità del Governo Berlusconi quella di avere scelto la strada di aumentare la pressione fiscale per due terzi della Manovra e con solo un terzo di tagli. Fra i tagli, stona fortemente l’omissione di quelli relativi alla Casta della politica.
Anche su questo versante, a nostro avviso, il Presidente Napolitano ha cercato di fare di tutta l’erba un fascio. Chi come noi da trent’anni evidenzia i privilegi e gli interessi privati di una parte del ceto politico e di quello burocratico non ha mai fatto antipolitica.
L’appello di Diego Della Valle, il patron di Tod’s, è pienamente da sottoscrivere. Anche in questo caso non si tratta di antipolitica, ma al contrario vi è una precisa richiesta di fare finalmente politica alta, cioè di prendere decisioni immediate nell’interesse di tutti i cittadini, tagliando gli interessi particolari delle varie Caste. è troppo comodo rifugiarsi nell’antipolitica quando si chiede l’eliminazione dei privilegi.
 
Il referendum contro la legge elettorale porcata è sacrosanto e legittimo. Noi siamo vecchi referendari, a partire dagli anni ‘70, ‘80 e ‘90, quando abbiamo sostenuto con forza tutti i referendum perché sono la più alta espressione della democrazia. è vero, essi sono imperfetti, perché hanno la funzione di taglio e cucito di norme esistenti.
Spesso accade che da questa operazione sartoriale non rimanga un testo ordinato, però, dato che il meglio è nemico del buono, riteniamo indispensabile chiamare il popolo ad esprimersi al di sopra del volere del Parlamento ove, ricordiamo, sono radunati dei mandatari, cioè coloro che ricevono un incarico e che poi debbono espletarlo nell’interesse del mandante, cioè del popolo medesimo.
Verosimilmente questo referendum passerà il vaglio della Cassazione che è limitato alla validità delle schede sottoscritte, superiori a 500 mila. Poi passerà al vaglio della Consulta che, altrettanto verosimilmente, darà via liberà.

Cosicchè, fra il 15 aprile e il 15 giugno del 2012, il referendum si farà. A meno che questa maggioranza non restituisca il mandato al Capo dello Stato il quale, dopo consultazione, non troverà altra maggioranza nelle Camere, per cui le scioglierà.
Oppure, il Parlamento approverà una legge elettorale sostitutiva di quella esistente, ma sempre nella direzione voluta dai referendari. Sia come sia, non è più accettabile avere Camere ove risiedono i Nominati e non gli Eletti. Anche se potrebbe essere probabile che con un atto di disperazione l’attuale maggioranza, pur di non fare svolgere il referendum con relativa modifica della legge elettorale, chiedesse le elezioni anticipate con questo porcellum. Tutto ciò mentre l’Italia si è fermata con una crescita misera, prevista nella misura dello 0,2 per cento, mentre gli Usa viaggiano verso il 2 per cento e la Germania verso il 3 per cento.
C’è di che arrossire profondamente, ma il nostro ceto politico non arrossisce per niente. Altro che antipolitica. Bisogna abbattere i politicanti, mostri partoriti dalla partitocrazia.


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