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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
13
2011

Anche Caino e Abele erano fratelli


I parenti non si scelgono, gli amici sì. Da questo assunto passano le relazioni fra le persone umane che sono complesse, in qualche caso complicate. Complesse e complicate anche perchè ognuno di noi ci mette qualcosa per evitarne la semplificazione. In qualche caso, buona fede, perchè non abbiamo le idee chiare e giriamo intorno alle questioni senza riuscirne a vedere il cuore. In altri, malafede che porta a ingarbugliare i fatti proprio perchè le zone grigie e oscure consentono di barare al gioco.
A quale gioco? Al gioco della vita, nel quale ognuno di noi partecipa in buona fede o in cattiva fede. Per principio bisogna pensare che tutte le persone agiscano in buona fede. Però essere buoni è una condizione normale, tre volte buoni si diventa fessi e si viene gabellati.
Si dice che la vita è bella. Noi aggiungiamo che deve essere anche buona. Se no non può essere bella. La buona fede è uno stato mentale ordinario, ma il nostro acume e il nostro intuito ci devono far capire quando siamo ricompensati male, cioè da chi agisce in mala fede per turlupinare il prossimo, in modo da ottenerne illeciti o indebiti profitti.

Caino e Abele erano fratelli. Caino era primogenito di Adamo ed Eva, come ci riferisce la Genesi (4,1-17). Era invidioso della predilezione mostrata da Dio per il fratello Abele. Lo uccise, fu maledetto da Dio.
Il nome di Caino è simbolo dell’odio fraterno, ma anche del tradimento di chi ha avuto fiducia e poi la utilizza per proprio egoismo. Naturalmente, come accade nel genere umano, non bisogna mai cogliere a fondamento dei rapporti la parentela, bensì l’afflato, la comprensione il rispetto reciproco.  
La parentela non deve essere una camicia di forza, perchè l’affetto, il rispetto e la stima prescindono dai doveri. Ognuno di noi ha doveri verso genitori e figli, espletati in ogni circostanza. Tuttavia, vi deve essere un riscontro positivo ad essi, non tanto materiale quanto spirituale.      
Chi dà non deve aspettarsi ricompensa, questa è la posizione di chi vuol bene. Un comportamento disinteressato verso qualunque tipo di ritorno. Comportamento che vale anche nel sociale e perfino nella politica.
 
Non sembri una bestemmia se affermiamo che i nostri rappresentati istituzionali, democraticamente eletti, dovrebbero agire in modo disinteressato avendo come unico interesse quello dei propri mandanti e, più in generale, quello dell’intera popolazione.
Non è un caso che l’articolo 67 della Costituzione preveda che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed effettua le sue funzioni senza vincolo di mandato. Questo articolo è sistematicamente ignorato da chi è in malafede e taccia di voltagabbana chi cambia casacca di partito.
La verità è che i politici hanno dimenticato o mai preso in considerazione l’Etica che dovrebbe essere la stella polare della loro azione, inserita in qualunque momento della loro attività. Se gli uomini politici avessero studiano a sufficienza, oltre i libri scolastici ed eventualmente universitari, capirebbero meglio che senza Etica non c’è politica, senza Etica non c’è niente, solo becerume.

Due amici si possono voler bene più che se fossero fratelli, due fratelli si possono voler bene più che se fossero amici. Naturalmente vale l’inverso in ambedue i casi. Non è la parentela di qualunque grado che crea rispetto, stima ed affetto, bensì la presenza di questi valori in qualunque rapporto umano. Lo stesso dicasi in un rapporto d’amore, etero o omosessuale. Anche in questi casi è necessario che siano presenti rispetto, stima ed affetto, senza dei quali ogni rapporto sentimentale, prima o poi si esaurisce.
Vi è poi la questione delle regole. Non importa quali siano i rapporti tra due o più persone. In ogni caso tra esse vi devono essere regole conosciute e riconosciute dai membri del rapporto, che delimitino i confini oltre i quali non si possa andare.
Avere consapevolezza di tutto quello che andiamo scrivendo aiuta a migliorare i rapporti di qualunque tipo e allontana le inimicizie, le incomprensioni e i comportamenti che non siano improntati alle regole. Perchè bisogna sempre tenere presente che vi è un elemento superiore ad ogni altro: la Qualità. Senza di esse ogni cosa appare piatta e informe.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da maria da Catania il 13/10/2011 09:48
Fratelli diversi
Si ci sono delle regole "rispettare il prossimo come te stesso". Si oggi ad esempio anche la
Chiesa cattolica ha accettato l'esistenza delle diversità sessuali. Io sono una donna e mi
piacciono gli uomini non ho mai avuto curiosità o tendenze. A differenza di come dice
Veronesi. Ciò non toglie che non mi stupisco che ci siano dei fratelli diversi...e oggi
nessuno li ghettizza o li schernisce. Certo la volgarità ,l'esternazione dell'intimità senza
regole è sbagliato per tutti. C'è il decoro anche nell' entrare nella vita intima degli individui, è
qualcosa di fuori luogo. Ma i diritti inviolabili siccome quando uno cammina per strada non si
vedono violati guardando in faccia una Persona, si fà fatica ad individuarli , ma ricordiamo
che sono personalissimi e non "mediabili" per continuare ad essere fratelli nel mondo:
senza distinzione di sesso, di razza, di credo politico . Per chi dimentica c'è l'art.3 che
indica a chi aspetta rimuoverli. E pure vero che qualcuno disse che il sospetto è
"l'anticamera della verità" ma bisogna visitare tutte le stanze per sapere la REALE
VERITA'. Molti processi mediatici sono improntati sul sospetto, sul pettegolezzo, sul
appoggiarsi al più forte che conviene. La Qualità diventa un utopia , uno scontro con il
diritto Naturale che è principale a quello positivo.

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