Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Dic
21
2011

Arrestata lÂ’assenteista ma non i controllori


Abbiamo ritardato a commentare quell’episodio di malamministrazione che ha avuto per protagonista un’infermiera furba, la quale per ben nove anni non si è recata al lavoro, salvo qualche giorno. L’infermiera ha prodotto un numero enorme di falsi certificati e false dichiarazioni, per giustificare la sue continue assenze, percependo però regolarmente stipendi e accessori. Le false dichiarazioni non erano contraffatte, bensì redatte su stampati regolari e confermate sovente dai controllori.
Il punto è non solo la serie di reati commessi dall’infermiera disonesta, ma tutti gli altri commessi da chi avrebbe dovuto impedire l’incredibile vicenda.
In Italia, c’è la malsana abitudine di una falsa solidarietà, secondo la quale tutti tengono famiglia, con la conseguenza di chiudere un occhio, o magari due, sui comportamenti sleali e disonesti di tanti pubblici dipendenti. Anche il ceto politico, che ha il dovere costituzionale di fare funzionare secondo le leggi le branche amministrative ad esso affidate, chiude gli occhi perché è connivente e partecipa alla corruzione.

La corruzione, ecco il cancro che divora le risorse pubbliche e non consente la somministrazione di servizi in maniera adeguata. Al banchetto corruttivo partecipano tanti soggetti, esterni ed interni alla Cosa pubblica: dirigenti, assessori, professionisti, imprenditori e manovalanza, tutti con l’intento di delinquere per appropriarsi di risorse che faticosamente i cittadini danno in amministrazione a chi ne è preposto.
Un corpo umano ha in sé gli anticorpi che combattono gli agenti patogeni che cercano di penetrarvi, causando malattie. Tra gli anticorpi, vi sono i globuli bianchi che aggrediscono gli ospiti indesiderati. Cosicché, ogni giorno, il sistema immunitario ammazza miliardi di bacilli e germi.
Nella Cosa pubblica, invece, non esistono anticorpi, non vi sono globuli bianchi, con la conseguenza che tutto si riduce ad una semplice considerazione: dirigenti e dipendenti onesti non rubano, dirigenti e dipendenti disonesti rubano. Se nessuno controlla, la ruberìa diviene generale, con danno all’erario e cioè ai cittadini stessi, non sempre quantificabile.
 
Per la verità, la Corte dei Conti ha stimato che la corruzione produce danni per 70 miliardi l’anno. Ma essi rimangono occulti e se ne recupera solo una minima parte. La Procura nazionale antimafia ha determinato in cento miliardi il giro d’affari della criminalità organizzata. Se a queste due cifre si aggiungono i centoventi miliardi di evasione fiscale e previdenziale, si capisce bene come il nostro Paese traballi e vada avanti grazie alla maggior parte dei cittadini onesti che reggono, in positivo, il peso dell’enorme macchina pubblica e, invece, tanti furbetti e furboni gravano parassitariamente sulla Cosa pubblica.
Pensare che le Procure della Repubblica possano intercettare tutti i filoni  delle malversazioni è utopistico. Infatti la carenza di organico dei giudici togati (a fine anno ne mancheranno oltre millecinquecento), unita alla disfunzione della macchina amministrativa, non può ottemperare al proprio dovere di contrastare efficacemente la corruzione.

In tutto il territorio nazionale non c’è differenza per numero e qualità dei reati. Neanche differenza vi è fra i reati commessi nei Ministeri e quelli nelle Regioni e negli Enti locali. Tutto ciò accade perché manca un sistema di controllo efficace e puntuale, che riesca a monitorare il cento per cento delle procedure.
Non risulta che nei Ministeri, nelle Regioni e nei Comuni siano stati istituiti i Nuclei investigativi affari interni che avrebbero la missione di colpire sul nascere gli atti di corruzione, verificando le disfunzioni dei servizi, che spesso nascondono comportamenti disonesti di chi rallenta ad arte il rilascio di autorizzazioni e concessioni.
Non solo la corruzione serve per ottenere autorizzazioni e concessioni non dovute. Più spesso serve ad ottenerle in tempi brevi, cioè europei. In altri termini, bisogna pagare per ottenere l’oggetto di un proprio diritto.
Non sappiamo se il Governo Monti metterà all’ordine del giorno la corruzione nella Cosa pubblica. Il premier non ne ha parlato, il che costituisce una grave lacuna. Se non c’è correttezza tra i cittadini è difficile che vi sia equità.


comments powered by Disqus