Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
03
2012

Aosta, spot di 4 ore. Sicilia, spot di 0 ore


Sul primo canale della Tv pubblica è andato in onda, la notte di Capodanno, uno spettacolo che è cominciato intorno alle 21 ed è terminato all’una e trenta della notte. Non entriamo nel merito di quanto è stato propinato ai telespettatori con la guida di Carlo Conti, ma dobbiamo sottolineare che, nel corso di tutto lo spettacolo, si è rappresentato un grande spot della Val d’Aosta. Questa piccola regione, già ricchissima, riceve trasferimenti dallo Stato in quantità straordinaria, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano.
L’osservazione che facciamo è di apprezzamento verso chi è capace di fare bene e di operare, con la prospettiva di fare crescere ulteriormente il benessere e la ricchezza dei propri cittadini.
Courmayeur è una cittadina affascinante, come lo sono tutti i dintorni. Quello che più colpisce è l’efficienza dei servizi pubblici e dei servizi privati.

Vi è un’altra peculiarità in quella regione, cioè la presenza del Casinò di Saint-Vincent che, insieme a quelli di Campione, Lugano, Sanremo e Venezia, costituisce il poker di privilegi, negati alle altre 17 regioni. Vi è poi una situazione incredibile, costituita dal fatto che il Casinò di Venezia ha aperto il Casinò di Malta associandolo al Mediterraneo. La Sicilia, che dista dall’isola dei Cavalieri appena 40 minuti d’aereo e qualche ora di mare, non ha potuto fare quanto precede perchè le viene vietata l’istituzione del Casinò.
Tutte le remore relative al gioco d’azzardo sono decadute da quando lo Stato è diventato il primo imprenditore della categoria. Tale gioco viene promozionato e pubblicizzato e la gente spende sempre più soldi nella oltre decina di tipologie di giochi. In Italia la cifra record ha superato i quaranta miliardi e in Sicilia i quattro miliardi.
Il Casinò non serve solo per far giocare gli appassionati, ma per attrarre un flusso turistico che mette in moto un indotto notevole per volume d’affari.
 
Quattro ore di spot per la Val d’Aosta, dunque, zero per la Sicilia, ad onta di un Governo regionale incapace di fare alcunchè produca ricchezza e occupazione. Sentiamo voci di chi dice che qui non ci sono attrezzature, ambienti e luoghi per fare quello che ha fatto la Val d’Aosta. Ovviamente, non è vero. Ovviamente, c’è l’incapacità di chi dovrebbe prendere queste iniziative e pensa invece ad assumere, assumere e assumere dipendenti inutili, alimentando quel becero clientelismo che dura da almeno trent’anni.
A monte di questa incapacità ve ne è un’altra: quella di costruire le infrastrutture, turistico-ricettive in questo caso, ed inserirsi nei circuiti di tutto il mondo, dentro i quali si muovono milioni di persone attratte non solo dai siti storico-archeologico-paesaggistici, ma anche da servizi di qualità e da prezzi competitivi. Tutto questo può avvenire solo se a guidare il comparto si trovino professionisti di alto livello, che conoscano i meccanismi e promuovano il desiderio dei turisti di venire in questa meravigliosa Isola.

Il turismo, insieme all’agricoltura innovativa (biologica), alla coltivazione delle piante per i biocarburanti, alle industrie innovative ed ai servizi avanzati ad alto valore aggiunto, dovrebbe costituire il motore dell’intera economia siciliana, che in questi anni è regredita.
Si capisce benissimo il fenomeno: se non si formano progetti competitivi, destinandovi risorse finanziarie sottratte alla spesa improduttiva, non è possibile alcun avanzamento.
Assessori che percepiscono 15 mila euro al mese, deputati regionali e direttori generali che percepiscono 20 mila euro al mese non producono niente di costruttivo. Assorbono risorse in modo parassitario, senza arrecare all’economia regionale quei benefici provenienti da meccanismi moderni di crescita, che i capaci sarebbero in condizione di mettere in moto.
Zero ore di spot per la Sicilia, si diceva, quattro ore per la Val d’Aosta. In questo contrasto fra le due regioni si trovano le cause dell’arretratezza in cui ci troviamo. Imitiamo chi sa fare, non chi sa parlare.


comments powered by Disqus