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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
05
2012

Il primo cittadino è il Primo servitore


Su 390 sindaci, uno solo è virtuoso ed è quello di Aci Bonaccorsi. Gli altri sono viziosi, fatto dimostrato dalla mancata richiesta di adesione all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi.
Perché definiamo 389 sindaci viziosi? Almeno per cinque motivi. 1. Piano aziendale, mai redatto, senza del quale non è possibile svolgere un’attività amministrativa professionale e funzionale in un Ente. 2. Programmazione: senza programmazione di tutti gli aspetti del Piano (obiettivi, risorse finanziarie, risorse umane, tempi di realizzazione) non è possibile specificare la direzione. 3. Organizzazione, senza di essa tutti i fattori della produzione dei servizi non si rendono efficienti e la gestione cammina a casaccio. 4. Gestione. è il modo oculato per attuare la programmazione. 5. Controllo. è quel sistema informatico che consente di fare lo screening, momento per momento, di tutte le sezioni gestionali per confrontare obiettivi e risultati.
 
Vi è poi la questione delle procedure interne, le quali debbono essere corte e funzionali per raggiungere i massimi obiettivi con le minori spese. Le procedure vanno certificate dall’Unione europea, che ne prevede specificamente il modo.
Vi è poi la questione della certificazione dei bilanci. è risibile che essi vengano firmati da professionisti nominati dallo stesso Ente. Per quanto bravi, non possono essere i controllori di chi ha dato loro il mandato. Ecco la necessità, per un sindaco virtuoso, di nominare una società di revisione iscritta alla Consob che certifichi con imparzialità il bilancio dell’Ente.
Il sindaco virtuoso non può nascondersi dietro una facciata di falsa politica per dire che egli non è competente. Il sindaco deve essere competente, in modo da poter indirizzare i suoi dirigenti generali con mano ferma, per evitare che ognuno di essi prenda direzioni diverse dal Piano aziendale, che è univoco e deve funzionare in ogni sua parte.
Il primo cittadino deve ricordare in ogni momento che è il Primo servitore dei suoi amministrati, che agisce come il mandatario per realizzare il bene di tutti i residenti nella propria anagrafe. Naturalmente, quando i servizi funzionano, ne godono altri cittadini, anche quelli che non sono residenti.
Una efficiente organizzazione, come prima indicato, produce servizi di qualità e mette in cantiere opere pubbliche per la ristrutturazione della città in ogni sua parte. Non si capisce perché molti sindaci dicano che non hanno soldi per realizzare opere pubbliche quando possono attingere alla Cassa depositi e prestiti, che possiede risorse finanziarie infinite, gestendo tutto il risparmio postale.

Dalle inchieste che noi facciamo non risulta, in generale, che i sindaci realizzino progetti e se li facciano approvare dalla Cdp. Ovviamente, una mosca bianca non fa storia.
Il consenso va acquisito sulle realizzazioni, sulle cose concrete, mentre in questi ultimi decenni i sindaci hanno cercato il consenso fondato sul clientelismo e sulla promessa di posti di lavoro.
Hanno potuto agire in questo modo perché, tutto sommato, c’erano risorse finanziarie. Ma ora sono finite, per cui emergeranno necessariamente quei sindaci che sono anche bravi amministratori. I fanfaroni, quelli che usano la testa per dividere le orecchie e gli altri, che usano la bocca per fare uscire parole inutili, hanno le ore contate.

Alla prossima tornata amministrativa potranno essere eletti solo i sindaci con le carte in regola e un profilo conforme a quanto scriviamo, non da oggi ma da decenni.
Intendiamoci, non siamo solo noi che lo diciamo, anche se notiamo scarsa attenzione sulla questione da parte dei quotidiani regionali generalisti, mentre ci dovrebbe essere uno stimolo all’opinione pubblica, per indurre, con le buone o con le cattive, i sindaci viziosi a diventare sindaci virtuosi. Coloro che costituiscono una guida sicura e competente e che, semestre per semestre, con la relazione obbligatoria per informare i cittadini, dimostrano che gli obiettivi prefissati vengono raggiunti.
La trasparenza è indispensabile in ogni Comune. Sul sito web dovrebbero essere scritti i compensi di sindaco, assessori, consiglieri, presidente del Consiglio, consiglieri circoscrizionali e ogni altra voce di spesa valutabile dai cittadini. Ma così non è.


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