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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
12
2012

Cortina, settimana bianca in nero


L’Agenzia delle Entrate porta fortuna: con i nostri controlli  i negozi e i ristoranti hanno aumentato i loro ricavi del trecento per cento. La verità è che sono aumentati gli scontrini del trecento per cento, il che significa che prima vi era molto nero, cioè un’evasione spudorata di esercenti che guadagnano poco e non pagano le relative imposte.
Finalmente comincia a diffondersi nell’opinione pubblica il principio che gli evasori sono cittadini disonesti, che utilizzano i servizi pubblici non pagando i corrispettivi. Gentaglia che fa la bella vita a spese della grandissima maggioranza dei cittadini, i quali tirano la carretta con molta fatica. Qui non si deve fare demagogia né retorica, ma dire le cose come stanno, apertis verbis.
Con le cinque leggi del 2011 (106, 111, 148, 183, 214), quattro approvate dalla maggioranza di centro destra e l’ultima, “Salva-Italia”, approvata dalla maggioranza dei tre poli, si sono aggiustati i conti dello Stato per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013.

Ma la legge di stabilità prevede ancora un deficit per il corrente anno, che si sommerà al già pesante fardello di oltre 1900 miliardi di debito pubblico, mentre il patto di stabilità del 25 marzo 2011 prevede che da quest’anno il debito pubblico italiano debba essere ridotto di 48 miliardi e così nei successivi diciannove anni, fino a portarlo al sessanta per cento del Pil.
Naturalmente questo rapporto deriva sia dal taglio del debito stesso (al numeratore della frazione) che dall’aumento del Pil (denominatore della frazione). Ma per l’anno corrente, e forse per il prossimo, non c’è alla vista tale aumento.
L’unica manovra fattibile è quella di tagliare il debito con manovre straordinarie, come la vendita di una parte del patrimonio immobiliare, la privatizzazione di aziende controllate dal ministero dell’Economia e, soprattutto, l’effetto dello spending rewiew, attivato dal ministro Giarda per l’amministrazione statale. Per quelle regionali e degli Enti locali bisogna ulteriormente tagliare i trasferimenti in modo che siano costrette ad adottare la stessa tecnica sui propri capitoli di bilancio.
Tagliare la spesa pubblica improduttiva, pari a circa il cinquanta per cento del Pil, è l’unico modo per recuperare risorse finanziarie da destinare agli investimenti e, di conseguenza, all’aumento dell’occupazione, come accade negli Stati Uniti.
 
Le leggi correttive hanno aperto l’accesso alla via del denaro da parte di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Ciò significa che il controllo esteso di conti bancari, libretti di deposito, dossier titoli e simili, consentirà di fare emergere l’evasione. D’altra parte, il limite di mille euro per effettuare pagamenti in contanti, esteso al pagamento degli stipendi da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, costringerà gli evasori incalliti alle contorsioni pur di continuare nella loro sporca attività di sottrarre imposte alle casse pubbliche.
Lo spauracchio che questi poveretti porteranno i loro soldi in Svizzera, Liechtenstein o alle Cayman, anziché attenuare deve fare aumentare la vigilanza dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, affinché, una volta per tutte, gli evasori piccoli e grandi si mettano in regola come comportamento ordinario e non come sacrificio.
Di questo si tratta: la banda degli evasori deve convincersi che non c’è più trippa per gatti e che, non solo per una questione etica, è più conveniente pagare le imposte anziché evaderle.

Una, cento, mille Cortina: Portofino, Courmayer, San Gimignano, San Felice Circeo, Abano, Capri, Isole Tremiti, Taormina, Cefalù. Insomma, tutti i luoghi emblematici dove si manifesta ricchezza cui non corrispondono le imposte pagate, non già perché quest’azione non sia esaustiva, ma perché costituisca un esempio per tutti i cittadini italiani. L’esempio, secondo Aristotele, è il miglior modo per educare.
L’altra faccia della medaglia è la riscossione delle imposte che avviene mediante Equitalia, salvo che nell’Isola ove opera Riscossioni Sicilia Spa, inefficiente perché a partecipazione regionale. Equitalia ha strumenti importanti per incassare,  compresa l’iscrizione ipotecaria su beni mobili registrati e beni immobili. Ma a questo rigore deve corrispondere la tutela del contribuente, esercitata mediante le tempestive decisioni delle Commissioni tributarie, quando la pretesa è indebita o eccessiva.
Infine, va eliminato lo squilibrio in capo al contribuente, costretto a pagare le imposte, ma impotente di fronte all’incasso di propri crediti nei confronti della Pubblica amministrazione o dello stesso erario. Questo squilibrio è ormai insopportabile e va eliminato. è una questione di equità.


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