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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
27
2012

Passione e coraggio in ciò che si fa


Vediamo in giro tanta gente che lavora tanto per lavorare o, peggio, per portare a casa un compenso qualsivoglia. è vero che la prima libertà dell’uomo è quella dai bisogni. Risulta del tutto pacifica la necessità di guadagnare denaro, ovviamente in modo onesto e pagando tutte le imposte relative. Ma qui non vogliamo ragionare sulla questione quantitativa, che pure c’è, bensì su quella qualitativa. E cioè sulle modalità di lavoro, in modo che esso sia al tempo stesso utile e piacevole.
Sento dire da tante persone che cercano un lavoro a loro gradito. Sento dire da altre persone che il lavoro che fanno non gli piace. è vero, ognuno deve seguire la propria vocazione, ma non è detto che il mondo del lavoro offra una risposta alla stessa. Per cui chi vive di rendita può rifiutare un lavoro che non gli piace e chi non vive di rendita lo accetta obtorto collo. In ambedue i casi le persone restano scontente e di malumore.

Quando si cresce, la maturità deve comportare una chiarezza: raggiungere l’obiettivo, consistente in un equilibrio psicofisico che consenta serenità di vita. La serenità non c’è dentro di noi, ma si conquista, giorno dopo giorno, a prezzo di un duro e continuo addestramento mentale, che faccia capire come ben stanno le cose e come ci si debba regolare in  rapporto agli altri. Una vecchia massima ci ricorda che non puoi evitare che gli altri si comportino come credono, ma puoi evitare di avere rapporti con loro o di adeguarti al loro modo di fare.
Stolti sono coloro che pensano di piegare la volontà altrui alla propria perchè sarebbe comunque un atto di prevaricazione. Fra persone per bene bisogna intendersi e, anche quando ci si trova di parere diverso, si può sempre tentare con la buona volontà di trovare un punto di mediazione. Ove mai tale punto non si raggiungesse, ognuno resterà col proprio, ma con serenità, senza astio o livore.
Sono proprio questi due disvalori che inquinano i rapporti tra le persone e generano conflitti spesso scaturenti in guerre. La prevaricazione e la prepotenza trovano origine nell’egoismo e nell’arroganza, ma sono destinati, nel tempo, ad essere sconfitte. Sì, perchè il tempo è galantuomo e dà ragione, nel medio e lungo periodo, a chi si è comportato con equilibrio e buon senso.
 
In ciò che si fa occorre metterci passione e coraggio. In tutto quello che si fa, sia che riguardi le attività lavorative, sia che riguardi le attività personali, sia che riguardi la solidarietà.
Bisogna credere in quello che si fa, essere convinti che si agisce nel bene per il bene. Non esercitare mai violenza nei confronti degli altri, ma tentare di convincerli della giustezza del proprio punto di vista.
La negoziazione è un’attività affascinante non necessariamente nel mondo degli affari, qualunque cosa si negozi anche verso attività morali ed etiche. Convincere l’altra parte della bontà delle proprie azioni è un fattore di civiltà. Comportarsi in modo civile è un dovere e noi dobbiamo uniformarci.

Per vivere e per agire, oltre alla passione, ci vuole coraggio. Amare l’obiettivo dei propri atti, esercitare  l’azione per raggiungerlo.
Il coraggio non si vende al mercato e se uno non ce l’ha bisogna che lo cerchi in fondo al proprio animo e al proprio spirito. è proprio lo spirito - che governa la mente, che a sua volta governa il cervello, il quale governa il corpo - la fonte dell’energia che ci consente di vivere la parte immateriale ed anche quella materiale che compongono il nostro essere.
Il coraggio di vivere significa anche affrontare le vicende contrarie che ci possono capitare, con paura ma con determinazione. Chi non ha paura scagli la prima pietra. I gradassi e i vanagloriosi, che dichiarano di non sapere cosa essa sia, sono in effetti i più fragili e i meno capaci di resistere alle difficoltà. Prima o poi, saranno frastornati dagli eventi che non hanno saputo affrontare.
Le difficoltà di vivere tutti i giorni, ecco di cosa parliamo. Illuso è chi pensi di non incontrare difficoltà durante il giorno, quando si sveglia al mattino. Bisogna augurarsi di incontrarne poche e di non grandi dimensioni. Tuttavia, di fronte alle difficoltà bisogna pensare positivo, cioè accantonarle per riflettere su quali siano le soluzioni utili a superarle. Cercare la migliore o il meglio di quelle migliori, e adottarlo con attenzione e senza ripensamenti.


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