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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
31
2012

La Regione ammazza i siciliani con nuove tasse


L’Assemblea regionale ha approvato l’esercizio provvisorio fino al 30 marzo 2012, seguendo un macabro rituale che è quello di vanificare l’azione politica per 3 dei 12 mesi, che potrebbero diventare 4 con la proroga al 30 aprile. Non solo, non è la prima volta che capita e, forse, non sarà l’ultima. Però in una regione che avrebbe bisogno di un colpo d’ala per invertire la rotta, cioè abbandonare la discesa e intraprendere la salita, continua col suo tran tran, in un immobilismo non degno di chi vuole la riscossa.
Per svoltare, è necessario avere risorse finanziarie disponibili. Per avere risorse finanziarie disponibili, è necessario sottrarle alla spesa improduttiva, in modo che, combinandosi con i fondi europei e con quelli statali, si possano mettere a disposizione di chi intenda investire e dei cantieri per le opere pubbliche.
L’assessore all’Economia, Armao, ha previsto un taglio di 1,4 miliardi nel bilancio 2012, noi lo abbiamo indicato in 3,6 miliardi, una cospicua differenza che servirebbe, appunto, ad investimenti ed aperture di cantieri.

Ma da questo orecchio la Giunta regionale non ci sente. Alcuni assessori venutici a trovare, per i rituali forum regionali, ci hanno comunicato un’idea bislacca. Siccome non possiamo mandare a casa l’enorme quantità di dipendenti regionali, cerchiamo un lavoro che essi possano fare. Alla mia domanda, relativa alla necessità di tagliare, certo non compatibile con quanto prima riportato, hanno allargato le braccia.
Li ho incalzati ricordando loro che non tagliando le spese, anche con la messa in disponibilità del personale a tempo indeterminato (con l’80 per cento dello stipendio) e non rinnovando i contratti a tempo determinato, il bilancio non potrà essere quadrato ed approvato entro la fatidica data massima del 30 aprile 2012. La conseguenza sarebbe lo scioglimento dell’Assemblea, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto, proposta dal Commissario dello Stato per persistente violazione del presente Statuto.
In questo caso l’ordinaria amministrazione della Regione è allora affidata a una commissione straordinaria di tre membri nominata dal governo nazionale su designazione delle stesse assemblee legislative.
 
Immaginate cosa accadrebbe se arrivassero i tre commissari straordinari indicati dal governo Monti, i quali, per fare quadrare i conti e rimettere in equilibrio le entrate (quelle vere) con le uscite, taglierebbero finalmente la mala erba che si annida dentro i capitoli di bilancio clientelari e dannosi. è questo il risultato che si vuole raggiungere? Ci auguriamo di no, ma per non arrivare a questo punto occorre tagliare, come prima si scriveva, da 1,4 a 3,6 miliardi nel bilancio 2012, quindi proprio la mala erba.
Ma, obiettavano gli assessori, questo farebbe nascere la rivoluzione. Anche in Grecia c’è stata la rivoluzione, ma alla fine ognuno ha dovuto fare un passo indietro, cosa che politici e burocrati regionali non vogliono fare. Chissà che con un’opportuna resipiscenza ci ripensino e procedano a fare quello che farebbero i tre commissari straordinari prima indicati.

Intanto, per non sapere leggere o scrivere, la Giunta regionale ha aumentato l’addizionale Irpef di ben il 24% spostandola dall’1,4 all’1,73%. Per non parlare dell’Irap che in atto è al massimo (3,7%) quando la legge 122/2010 prevede che la Regione possa diminuire o azzerare tale percentuale, qualora ovviamente non abbia bisogno dei relativi introiti fiscali.
Pochi mezzi di stampa hanno parlato di questo ulteriore dissennato aumento della pressione fiscale in Sicilia, a cui si dovrà aggiungere l’inevitabile aumento dell’addizionale Irpef di ogni Comune che non avesse la capacità di fare bilanciare i propri conti.
Tutto ciò per l’incapacità del governo regionale e delle amministrazioni comunali di comportarsi con la diligenza del pater familias, cioè di avere il numero dei dipendenti necessario alla produzione dei servizi e di effettuare le spese in modo essenziale senza concessione ad alcun clientelismo o favoritismo.
La Regione appesantisce i siciliani con nuove tasse e protegge politici e burocrati mantenendo i loro privilegi. Per questo comportamento inqualificabile i nostri figli pagheranno.


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