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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Feb
10
2012

I Comuni soffocano per la loro inefficienza


Vi sono dirigenti delle anagrafi di Comuni siciliani che non hanno trasmesso tempestivamente la morte dei cittadini all’Inps, con la conseguenza che l’Istituto ha continuato a pagare per anni pensioni a parenti imbroglioni, i quali le hanno ritirate senza comunicare la cessazione del caro estinto. Un’omissione gravissima, che ha comportato un danno all’erario, per il quale nessuno ha pagato. Se il dirigente negletto fosse stato licenziato o revocato, l’esempio avrebbe creato un effetto benefico sugli altri dirigenti.
L’inefficienza nei Comuni siciliani è conseguenza della mancata punizione per le gravi responsabilità che hanno i dirigenti. La classe politica che dovrebbe valutare il loro operato ha molti scheletri nell’armadio e proprio per questo lascia correre inadempienze e inefficienze.
C’è una sorta di patto scellerato fra i due ceti, quello politico e quello burocratico, in base al quale entrambi si coprono. Tutto ciò a danno dei cittadini. Le malefatte così non emergono.

Quello che precede è un esempio. Ve ne sono altri. I dirigenti dei Comuni siciliani non si sono ancora attivati per riscuotere le imposte in relazione alle case fantasma, cioè quelle non catastate, sia perché irregolari, o anche perché i proprietari furbetti non le iscrivono, in modo da non pagare l’Imu e le altre tasse comunali.
Vi è un’altra grave carenza dei dirigenti comunali. Non avere ancora stipulato, nella maggior parte dei casi, una convenzione fondamentale, quella con l’Agenzia delle Entrate. è poco noto che il decreto legge 138/2011 preveda lo storno del cento per cento dell’evasione degli abitanti di un comune a favore della sua amministrazione. Lo scopo della norma è stato di avvicinare la rete dei controlli ai contribuenti.
Non c’è dubbio che l’amministrazione comunale è la più vicina ai propri cittadini e quindi quella che è nelle condizioni di scoprire i furbetti e i disonesti che non pagano le imposte nazionali e locali.
Per queste gravissime omissioni, inadempienze o inattività, non ci risulta che sia stato revocato o licenziato alcun dirigente dei 390 Comuni della Sicilia.
 
L’incapacità, o la mancanza di volontà, o la connivenza dei sindaci e dei loro assessori con i dirigenti è una delle cause più importanti del malfunzionamento delle relative amministrazioni. Ma il taglio delle risorse e la riduzione dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni sta inducendo ad un ripensamento generale sindaci, assessori e dirigenti.
Per far quadrare i conti con minori entrate tradizionali, vi sono due modi, che abbiamo ripetuto fino alla noia e che di seguito riepiloghiamo: il primo riguarda l’aumento delle entrate mediante le indagini da effettuarsi nei confronti degli evasori e dei morosi; in questo filone rientra la valorizzazione del patrimonio immobiliare di ogni Comune. Il secondo riguarda il drastico taglio della spesa corrente, in modo da equilibrare i conti, ma anche per liberare risorse per fare investimenti.
I Comuni hanno a disposizione un grande serbatoio finanziario che non rientra nel Patto di stabilità ed è il ricorso ai finanziamenti della Cassa depositi e prestiti, esclusivamente per opere pubbliche relative a nuovi manufatti o alla ristrutturazione di quelli cadenti. I Comuni hanno l’onere di finanziare i progetti esecutivi sui quali chiedere i finanziamenti alla Cdp, quelli europei o statali.

Come si evince da quello che scriviamo, vi è ampio spazio di manovra perché non solo i bravi sindaci facciano quadrare i propri conti e abbiano finalmente le carte in regola ma, ancora più importante, mettano in moto lo sviluppo, attraendo investitori esterni e aprendo i cantieri che attirano migliaia di lavoratori.
Dunque, bisogna passare dallo stato di sindaci viziosi, quali sono oggi in grandissima maggioranza, a quello di sindaci virtuosi, cioè di coloro che, abolendo clientelismi e favoritismi, agiscono con capacità al servizio dei propri cittadini.
In questo quadro, eliminando i raccomandati incapaci da posti di responsabilità amministrativa e mettendo all loro posto dirigenti capaci e onesti, si potrà sbloccare la Pubblica amministrazione da pesi che la immobilizzano, per farla diventare, anch’essa, virtuosa.


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