Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
08
2009

Regione low cost e online per lo sviluppo


Il buco di un miliardo nel bilancio consuntivo 2008, che il Governo regionale sta tentando di recuperare, è l’evidente sintomo di una cattiva gestione del denaro pubblico. Non solo la Sicilia ha bisogno di recuperare, ma si auto affossa perché perde come un colabrodo, in quanto spende le risorse per alimentare il clientelismo e non per destinarle ad investimenti e attività produttive necessarie per fare aumentare il Pil.
La questione riguarda la politica di basso livello, diversa da quella di alto profilo fondata su progetti. Ma riguarda anche la capacità di organizzare la macchina amministrativa con criteri di efficienza tali da impedire sprechi. Poi c’è una terza questione non meno importante, e riguarda la capacità di tutti i rami amministrativi della Regione di controllare assiduamente tutto il territorio mediante propri nuclei ispettivi, dotati dei più moderni terminali informatici, per evitare abusi in tutti i campi, primi fra i quali quello edilizio e del lavoro nero.

Il governo dovrebbe insediare una task force composta dai più valorosi dirigenti regionali, insieme ad esperti internazionali in organizzazione, per redigere il Piano industriale ovvero il Piano organizzativo della produzione dei servizi, in modo che essi siano efficienti e utilizzino al meglio le scarse risorse finanziarie.
Senza il Piano industriale la Regione non sa di quali figure professionali ha bisogno, mantenendo così uno squilibrio fra le varie branche amministrative e fra gli uffici centrali e periferici, dal momento che, senza una norma rigorosa, è difficile attuare la mobilità indispensabile per riequilibrare gli uffici.
 
Si capisce che la burocrazia faccia muro contro questa informatizzazione generalizzata, perché si attuerebbe una trasparenza generale che non consentirebbe più nessuna forma di corruzione morale e materiale. La trasparenza farebbe emergere il valore di dirigenti e dipendenti che così potrebbero meritare i premi contrattuali perché hanno ben lavorato.
Così sarebbero emarginati i cattivi dirigenti e dipendenti che non fanno il loro dovere e per ciò stesso non solo non debbono percepire premi, ma vanno licenziati. La questione che poniamo da decenni è semplice: mettere il punto fermo e definitivo a tutti gli abusi che si perpetrano giornalmente negli ambienti regionali e in genere nelle pubbliche amministrazioni locali.

Serve subito una Regione low cost, cioè un sistema organizzativo che riduca all’osso il costo dei servizi. Per ottenere questo risultato è indispensabile che, ripetiamo, vengano aboliti i fascicoli cartacei sostituiti subito da quelli informatici. è necessario che i dirigenti generali si sbraccino e abbiano la facoltà di valorizzare i migliori collaboratori, indipendentemente dai loro padrini politici. Questi ultimi devono smetterla di intervenire per falsare le regole del merito, piazzando incapaci nei posti ove invece occorrono professionisti di primo livello.
Lo sviluppo non è una chimera, né una vuota parola che i politici di basso rango promettono di raggiungere, dimenticandosene regolarmente dopo ogni votazione. Lo sviluppo è un sistema fatto di regole precise e conosciute e di un metodo generale che abbia come cardini i valori di merito e responsabilità, unitamente a un alto livello di professionalità.
I soldi sono finiti, i debiti sono tanti, i costi del personale che gravitano intorno alla Regione enormi, le difficoltà politiche del governo senza maggioranza non sono da meno.
Tuttavia la classe dirigente siciliana, nel suo complesso, non può ulteriormente rinviare la sfida che è stata ulteriormente tracciata dalla crisi del 2008, da considerarsi positivamente come esplosivo per scardinare un sistema asfittico e clientelare che non regge più.
Vi è ancora la questione che potrebbe essere definita con uno slogan: “Guerra alla carta”. Costa 2,5 milioni all’anno e di essa si potrebbe fare a meno se tutti i fascicoli fossero informatizzati. Vi sarebbe un ulteriore vantaggio e cioè che tutti coloro che formulano istanze alla Regione (enti pubblici, imprese e cittadini) potrebbero dialogare esclusivamente con e per via telematica e, mediante un click, far pervenire direttamente nel proprio fascicolo, in qualunque ufficio della Regione, la documentazione richiesta ottenendo risposte con la stessa via telematica.


comments powered by Disqus