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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
02
2012

Fare il passo più corto della gamba


Fare il passo più corto della gamba non significa lanciare il cuore oltre la barricata. Il primo motto indica superficialità e sprovvedutezza; il secondo, invece, coraggio.
I detti popolari danno indicazioni di massima, ma non sono il vangelo di santa messa, anch’esso, peraltro, non sempre nel vero. Bisogna prenderli con le pinze e applicarli con buon senso, mai in modo assolutistico. C’è gente che immagina di essere in condizioni di realizzare obiettivi ma che non si misura con la concretezza di un progetto e con le difficoltà che vi sono nel realizzarlo.
Si autodefiniscono sognatori, ma non lo sono affatto. Sognatore, è chi vede ciò che gli altri non vedono e nella propria mente architetta un processo per realizzare ciò che ha visto. Illusi sono, invece, coloro che immaginano una qualche cosa, ma non hanno la capacità, la cultura e la competenza per realizzarla. Sognare si deve, ma con gli occhi bene aperti e i piedi piantati a terra. Chi chiude gli occhi e vede l’irrealizzabile sarà presto deluso e frustrato.

Fare il passo più corto della gamba significa essere opportunamente prudenti, investendo in ciò in cui si crede ma calcolando i pro e i contro, in modo tale da non cadere nel baratro. Perchè proprio di questo si tratta. Non fare le valutazioni adeguate,  calibrando i mezzi per raggiungere il fine, comporta il rischio di cadere irrimediabilmente.
Ora, se si cade per cause indipendenti dalla propria volontà, si ha l’obbligo morale di rialzarsi e recuperare quello che si è perso. Ma se si cade per propria incapacità, o per cecità, diventa difficile rialzarsi perché avviene una caduta di fiducia in sé stessi. Mentre la fiducia in sé stessi è fondamentale, per consentire a ciascuno di noi di raggiungere mete ardite, fatte di discese e risalite, come ricordava in una sua bella canzone Lucio Battisti.
è proprio l’altalenanza fra eventi positivi e negativi che misura la capacità di ogni persona. Non esaltarsi quando le cose vanno bene, non deprimersi quando vanno male. Tenere sempre un comportamento equilibrato, che consenta di superare gli sbarramenti che, inevitabilmente, incontriamo nella vita sociale e professionale.
 
Gettare il cuore oltre la barricata,  significa avere coraggio, voglia del rischio, purché sia calcolato e ponderato. Nessuna grande iniziativa può avere successo se non c’è la disponibilità di assumersi rischi. Nessuno può pensare che restando nel limite di sicurezza possa costruire granché, e infatti, chi sta dentro una cinta sicura non cresce, non si innova, non si sviluppa.
La questione è sempre la stessa: è necessaria una continua competizione, anche morale, perché ognuno di noi possa dare il meglio di sé e affidare la propria volontà ad un futuro che in qualche misura va delineato. Ovviamente nei limiti della piccolezza umana, la quale non deve mai pensare di potersi sostituire ai meccanismi della Natura che ha le sue regole, contro le quali l’uomo non può far nulla.
Una Natura creata da Dio, nella quale agiscono tutti gli esseri viventi tra cui l’uomo che ha in più la peculiarità di essere dotato di spirito e di mente, oltre che di cervello e di corpo. Stare attenti a quanto scriviamo può aiutare a vivere meglio.

I grandi di tutti i tempi si sono perduti quando hanno fatto il passo più lungo della loro gamba; quando hanno ritenuto di essere invincibili, perdendo contemporaneamente contatto con la realtà. La Natura li ha puniti, perché loro non hanno pensato che un giorno il loro corpo avrebbe cessato di vivere, e la loro supposta grandezza sarebbe stata ricordata dai posteri per le gesta positive e nobili, più che per quelle cattive.
Ognuno di noi, deve vivere costruendo il proprio futuro che non si ferma con la cessazione della vita. Esso prosegue nella mente di coloro che continuano a vivere, con i ricordi delle azioni compiute, buone o cattive. Meglio se il lascito immateriale è buono. Aver coraggio, dunque, ma non comportarsi in maniera sciocca, perché è inutile, e non produce buoni risultati.
Vivere con equilibrio non è facile, però, è nostro dovere tentare di restare sui binari, con riferimento ai valori morali.


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