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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
08
2012

Bravura e competenza non hanno età


Vi sono personaggi, sulla scena pubblica, immarcescibili, i quali sono legati alla poltrona da trenta o quaranta anni. Personaggi che hanno già rivestito il ruolo di parlamentari e, quando non eletti, cercano collocazione in qualche società o ente controllati dallo Stato. Insomma, vogliono continuare a percepire emolumenti e mantenere privilegi senza alcuna vergogna. La vergogna di rubare soldi tanto faticosamente pagati dai cittadini attraverso le imposte che ormai li opprimono.
La stessa cosa si verifica nella burocrazia. Anche quando vanno in pensione, i soliti noti restano con ricchi contratti di consulenza, raddoppiando i loro introiti.
Medesimo accadimento si realizza nel sistema bancario, assicurativo e delle grandi imprese, ove vi sono mostruosi incroci nei Consigli di amministrazione con vistosi conflitti di interesse. è proprio questo meccanismo perverso che frena lo sviluppo e fa crescere la disoccupazione

Diverso è il caso del sistema delle imprese, medie e piccole, ove non c’è alcuna rete di protezione; per cui vanno fuori mercato, anche fallendo, quando non sono competitive. Per esserlo, devono utilizzare la bravura e la competenza, captando dirigenti e quadri fra i migliori.
È curioso come gli head hunters, cioè coloro che cercano dirigenti e quadri, abbiano difficoltà a reperirli nel ceto femminile, mentre diventa pressante la norma che obbliga le donne nei Cda per almeno un quinto dei componenti.
Da quanto precede, si evince con estrema chiarezza la necessità di selezionare i professionisti di tutti i settori per qualità e competenza. Senza questa selezione, andrebbero avanti anche gli asini, il ché danneggia un’economia  senza crescita.
Vi sono tanti giovani professionisti e altrettanti talenti che sono già sul mercato, da anni.Trovano collocazione rapidamente nel sistema privato, mentre sono respinti da quello pubblico.
I laureati della Bocconi hanno contratti di lavoro nel primo anno, in misura di tre quarti, ed entro tre anni,  in misura del 95%. Chi è bravo, non ha nessun problema di occupazione.
 
Altra questione: non esiste la questione anagrafica che misuri le competenze: vi sono asini giovani e asini anziani; brillanti manager giovani e brillanti manager anziani. La vera differenza fra gli uni e gli altri è la conoscenza e  la voglia di fare.
Vi sono giovani addormentati e giovani-locomotive; vi sono anziani psicologicamente pronti per il trapasso, ed altri che, anche a settanta o ottanta anni, hanno ancora freschezza e vitalità per fare.
Largo ai giovani, si dice: certo è una regola valida, ma anche largo ai cinquantenni o sessantenni che possono ancora dare, a condizione di non essere giovani pensionati che rubano il lavoro agli altri. Queste valutazioni, ripetiamo, non valgono nel settore pubblico ove ormai tre quarti dei dipendenti è entrato senza un concorso selettivo e ove la maggioranza dei dirigenti viene contrattualizzata non tanto in base alle capacità, quanto al padrinaggio di questo o quel potente. Con loro, la bravura non ha alcuna parentela.

Dirigenti e dipendenti pubblici, non opportunamente selezionati in base al merito, non solo rubano lo stipendio, ma creano danno perché non fanno funzionare adeguatamente la macchina burocratica, mettendo fuori competizione tutto il Paese che invece avrebbe bisogno di grande funzionalità ed efficienza. Entrambe attrarrebbero investimenti esteri e stimolerebbero investimenti autoctoni.
Gli investitori esteri hanno paura a venire in Italia e si autoescludono quando, informandosi, vengono a conoscenza che una causa civile può durare dieci anni e una procedura per rilascio di concessioni ed autorizzazioni può durare anche essa anni.
Nella Pubblica amministrazione,  quasi nessuno si assume la responsabilità di dire no a richieste che violino il valore dell’interesse generale. Se si facesse una precisa discriminazione fra ciò che è ammissibile e ciò che va respinto in base a tale valore, tutto sarebbe semplificato.
La chiarezza manca , la trasparenza pure. è ora che entrambe divengano protagoniste senza le stupide osservazioni dei benaltristi.


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