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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
21
2012

Redditi pubblici, fatture a Serpico


Il professor Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante per la Protezione dei dati personali, nella sua relazione annuale ha lanciato l’allarme che il nuovo corso di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, per scovare gli evasori incalliti, rischia di violare il diritto dei cittadini alla privacy. Ma, quando è venuto al nostro Forum, pubblicato il 15 marzo del 2008, relativamente all’inserimento delle dichiarazioni dei redditi su Internet, ci disse che la violazione non era tanto tale inserimento, bensì il fatto che Internet era una rete libera ove tutti potevano accedere e non solo coloro che avessero reale interesse a conoscere i redditi degli italiani.
Vi è un altro elemento di valutazione: l’enorme evasione che c’è in Italia, stimata in oltre 120 miliardi annui, e il modo di sentire, discretamente diffuso fra la gente, che gli evasori sono furbi, per cui anche chi è soggetto alla ritenuta alla fonte, se potesse, evaderebbe.
Che la pressione fiscale sia a un livello insostenibile - si dice del 45% ma, tenuto conto della grande evasione, si può affermare che arrivi al 47% - è vero, ma è insostenibile per chi paga tutte le imposte, non per gli evasori, che non le pagano in tutto o in parte.

E allora ben venga la stretta degli accertamenti sui redditi, che è ancora insufficiente, anche se il libero accesso degli Enti accertatori ai conti bancari e postali e l’attivazione del Grande Fratello, cioè Serpico, produrranno benefici effetti da quest’anno in avanti. Ma tutto ciò non può bastare.
Vi è una nuova tendenza della Magistratura, secondo cui l’evasore fiscale è definito individuo socialmente pericoloso. Così ha stabilito il Tribunale di Cremona nei confronti di tale Luigi Spagnuolo, un imprenditore di Spino d’Adda cui sono stati sequestrati beni per 25 milioni di euro accumulati in dieci anni di evasione.
L’evasione fa rima con criminalità organizzata. La richiesta della Direzione investigativa antimafia di sequestro del patrimonio del patron di Valtur, Carmelo Patti, valutato in oltre 5 miliardi di euro, costituisce un’altra ipotesi di connessione fra criminalità organizzata ed evasione fiscale.
 
I sequestri per le due cause sono spesso confuse, da giornalisti poco preparati e dall’opinione pubblica, con l’atto definitivo di questo percorso, cioè la confisca.
Mentre nel primo caso, il sequestro, si tratta di un atto provvisorio, il secondo, la confisca, è definitivo perché il bene transita in proprietà dello Stato. I beni confiscati vengono poi gestiti dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che ha sede a Reggio Calabria e al cui vertice c’è il prefetto Giuseppe Caruso.
Ma torniamo all’evasione. Per stanare i furbetti, a nostro avviso, mancano due tasselli importanti: il primo riguarda la mancata pubblicazione degli elenchi di reddito imponibile di ogni cittadino, Comune per Comune (così come previsto dall’articolo 42 della legge 133/2008). Se questo avvenisse, ogni cittadino potrebbe fare un controllo sul suo vicino di casa per commisurare il tenore di vita con il reddito dichiarato, cui potrebbe accedere in Internet, previa registrazione e identificazione per evitare i fulmini dell’Authority prima citata.

Il secondo tassello riguarda la questione degli scontrini, che determinano il volume d’affari di ogni esercizio, e dell’emissione di fatture che, quando viene omessa, determina un’evasione di Iva, oltre che di imposta diretta.
Ebbene, a questo ci sarebbe un rimedio semplice: obbligare mediante un’apposita legge tutti gli esercenti e tutti coloro che emettono fatture in Italia a essere stabilmente collegati con Serpico. Per cui, in tempo reale, quando viene emesso uno scontrino o una fattura l’informazione transita direttamente nel codice del contribuente tenuto presso l’Agenzia delle Entrate. In tal modo, nessuno potrebbe più barare né stampare fatture a posteriori perché l’istantaneità della trasmissione impedirebbe qualunque imbroglio.
Qualcuno avrà pensato a questa soluzione, ma non ne abbiamo alcuna notizia. è in corso una nostra richiesta di chiarimenti a riguardo all’Agenzia delle Entrate di Roma e provvederemo a pubblicare le risposte (affermative, negative o omissive).
L’evasione si deve combattere, basta farlo adeguatamente. A mali estremi, estremi rimedi.


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