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Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
28
2012

Farsi meravigliare senza scetticismo


Il meravigliarsi può esprimere sorpresa, stupore o disprezzo. La sorpresa prende alla sprovvista e spesso disorienta.
Secondo noi, la migliore sorpresa è quella di non avere sorprese, perché quasi sempre esse sono negative. Non è un modo pessimistico di valutare le circostanze, ma un modo di chi sta con i piedi ben piantati a terra.
È difficile che nel vivere non accadano circostanze impreviste e improvvise di fronte alle quali siamo impreparati. Soprattutto chi ha bisogno di meditare per dare delle risposte trova la sorpresa di un evento negativo. Meglio sapere prima quello che accadrà, in modo da prepararsi adeguatamente.
Il meravigliarsi può esprimere anche stupore, che è positivo, perché fa immaginare di colpo uno scenario che non si intravedeva, oppure fa avvicinare a eventi o circostanze che non si guardavano.
Stupirsi è anche segno di gioventù perché gli anziani non hanno quasi più questa capacità.

Il meravigliarsi può esprimere anche disprezzo. È una forma retorica perché, in effetti, l’espressione non consiste nell’apprendimento di una circostanza nuova e imprevista, bensì è una forma che vuol dire: come non ci hai pensato prima?, Perché ti sei comportato in questo modo sbagliato?, ed altre. Insomma. manifesta riprovazione e, in un certo senso,  rettifica di certi comportamenti.
Il meravigliarsi può esprimere anche indignazione verso un comportamento che vìoli le regole sociali o quelle della buona educazione, insomma un comportamento anti-etico, da esecrare ed emarginare se non addirittura da espellere fuori dai circuiti della società.
Il meravigliarsi fa parte della persona umana, anche se un addestramento opportuno riduce fortemente questo atto, secondo il quale ci si trova a fronteggiare situazioni che colpiscono o tradiscono la buona fede.
Sviscerare tutto questo serve a conoscersi meglio e ad adattare i propri comportamenti a fatti che accadono, anche se generati da altri.
Quanto scriviamo non è certamente semplice da attuare, ma si può e si deve fare.
 
Tuttavia, farsi meravigliare senza scetticismo può essere anche bello, perché alimenta la fantasia e induce all’ottimismo. Un ottimismo senza concretezza, ma pur sempre ottimismo. ed è bello, qualche volta, uscire dalle cose concrete di tutti i giorni ed alimentare la fantasia che consente di volare fuori dai limiti corporei.
Andare nel mondo della fantasia  ed in quello delle favole non è sfuggire dalla realtà, bensì contemperare la necessità di azioni concrete con l’altra, non meno importante necessità, di condirle con immagini e pensieri di un’altra dimensione.
 Stare con i piedi ben piantati a terra, ma volare, è un modo di vivere compiuto  e completo, che consente la pienezza dei comportamenti e la comprensione di fatti e circostanze che non possono essere solamente concrete o solamente fantasiose.
Lo scetticismo è un modo di chi, in ordine a un complesso di nozioni, assume un atteggiamento negativo limitandosi ad escludere la possibilità che esso possa realizzarsi. Lo scetticismo fu iniziato dalla scuola greca di Pirrone di Elide ed ha alimentato il pensiero di chi rifiuta continuamente la realtà.

Intendiamoci, una riflessione come questa non intende essere esaustiva, ma esprimere un sentimento comune di gente comune.
Lo scetticismo è il manifestarsi di una soggettività del conoscere che è anche la negazione del valore oggettivo della conoscenza stessa, cosicché si ripropone il rituale palleggiamento che esiste tra chi sa e chi non sa; fra chi sa e chi presume di sapere.
Ciascuno di noi ha il dovere di capire bene le circostanze che incontra e, se ha conoscenza della storia, può anche affrontare il futuro con un minimo di previgenza.
Da quanto precede, emerge la necessità di stare sempre con gli occhi bene aperti, senza rifiutare la possibilità di apprendere continuamente cose nuove e per ciò stesso non conosciute.
Quando vi è la disponibilità a divorare nuova conoscenza il nostro processo di crescita è continuo, e con esso la nostra maturazione.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Maria da Gela il 28/03/2012 13:54
Orrenda la parola dell'indifferenza
Indifferenza della società all'orrore del narcotraffico. Troppa gente ha attività e sta
al potere grazie a questa gente . Non vogliamo vedere la realtà ,ci piace solo ricevere
fondi e sostenere che gente malevola continui al potere. Levi quelle catene a quel cane.
Guardi in faccia la realtà anche lei . Lei ha avuto i suoi lutti e sà quando un livido
nel cuore può fare male. Dovrebbe imparare a proteggere gli altri dato la sua tarda
età. Che io rispetto molto con molta delicatezza ed educazione.
Ognuno di noi vorrebbe che non lo avesse nessuno.
Al porto ancora arrivano camion pieni di escrementi di materia prima che finanziano
mercati mercatini e lobbi di potere . Non abbassi lo sguardo a questa realtà.
Siamo nella società dell'orrendo.
Ancora la mafia ammazza anche donne e bambini e li tortura come si è saputa raffinare .
La mafia e nel web, è acculturata ,va nei salotti buoni e noi facciamo finta di niente.
Abbasso il narcotraffico , i guadagni illeciti. Le mentalità da osteria.
Io non ci. Questo non si fà.
Morire per una giusta causa si ma da pazzi no.
Tanto la gente prima o poi dovrà svegliarsi. E guarderà in faccia la realtà.
L'indifferenza stupisce chi ha capito.

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