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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
13
2012

Carceri produttive, lavoro per i detenuti


Negli Stati Uniti, comprando una Shelby Cobra, si fa una buona azione, perché si fanno lavorare operai detenuti in un carcere del Nevada. In quel penitenziario, il Southern desert correctional center, abbastanza originale e anomalo, si costruiscono anche scocche per auto. I detenuti sono molto motivati, impiegano utilmente l’intera giornata e mettono da parte un gruzzoletto per il giorno in cui andranno fuori dalle sbarre che li tengono prigionieri.
In quel carcere, che dista appena mezz’ora di macchina da Las Vegas, vi sono condannati per reati gravi, ma all’interno non ci sono misure restrittive, perché fra la direzione e gli ospiti si è formata una sorta di agreement per vivere il meglio possibile, per quanto vita si possa chiamare quella che si conduce in un carcere.
In quell’ambiente si è fatta anche un’eccezione, riguardante tutte le attrezzature (cacciaviti, chiavi inglesi, martelli e altro) che essendo classificati come armi improprie non potrebbero essere tenute.

Questa gente lavora con dedizione non solo per costruire auto nuove, ma anche per restaurare vetture d’epoca in un locale separato. Non è mai accaduto un incidente, non si è mai verificata una violenza.
La vicenda che vi raccontiamo non sembri un fatto eccezionale, perché negli Stati Uniti, al fine di ridurre i costi statali, fornire addestramento professionale ai detenuti e migliorare la sicurezza interna di ogni carcere, hanno istituito divisioni commerciali per la produzione di beni. Fra essi, abbigliamento, cartoleria, oggettistica, tutti prodotti che poi vengono venduti nel mercato.
I prezzi di tali prodotti sono competitivi perché la manodopera è pagata ovviamente di meno rispetto a quella contrattualmente libera.
Nell’Imperial Palace Hotel di Las Vegas viene esposta una vasta collezione di auto d’epoca. Dato che in quella città vi sono molti appassionati che hanno disponibilità finanziarie, l’attività di restauro che si effettua all’interno del carcere è continua. Anche perché i prezzi sono convenienti, pari a circa un terzo delle tariffe praticate nel mercato. Non solo i cittadini di Las Vegas mandano le auto a restaurare, ma queste provengono anche da ogni angolo dell’America.
 
L’officina è ampia oltre 1.500 metri quadri e funziona, secondo il reportage di Quattroruote, con la precisione e la pulizia di una clinica di alto livello. Il carcere ha una funzione sociale ed economica, perché i detenuti quando escono, possedendo competenze e professionalità, vengono assunti da imprese che ne hanno bisogno, anche considerata la buona condotta che essi hanno tenuto in tutto il periodo di detenzione.
Perché vi abbiamo raccontato questa storia? Perché è un modo umano per gestire le carceri. E anche  economico.
Il servizio di detenzione è fatto sostanzialmente di due parti. Una riguarda il vero e proprio servizio di gestione e controllo delle persone che vi finiscono dentro. La seconda riguarda, invece, la costruzione e la manutenzione degli stabili che si potrebbero definire di tipo alberghiero. Gli stabili si possono costruire in project financing ed essere affidati allo Stato che ne pagherebbe i canoni e la manutenzione.

Utilizzando la finanza di progetto, lo Stato non avrebbe più bisogno di sborsare i capitali, ma solo i canoni che costituiscono un trentesimo circa dell’investimento. Dunque, a parità di risorse pubbliche, si potrebbero costruire stabili in misura trenta volte superiore.
Non sappiamo se il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) abbia mai pensato a un’ipotesi come quella che vi abbiamo narrato prima. Se non l’avesse fatto, sarebbe il caso che vi mettesse mano perché contribuirebbe a ridurre le spese di esercizio. Far lavorare produttivamente i detenuti che ne abbiano la volontà è un modo per affrancarli dalla violenza e dal tedio che risiedono abitualmente nei penitenziari.
La galera-fabbrica sarebbe una novità per l’Italia, con tutti i risvolti positivi che vi abbiamo prima elencato. Non sappiamo se questa ipotesi possa trasformarsi in progetto e quindi in realizzazione, ma certo nessuno, nel futuro, potrà mai dire di non averci pensato.
Noi lo stiamo scrivendo, Quattroruote l’ha fatto. Fa male chi non si informa e resta nel limbo dell’ignoranza di quanto accade nel mondo.


Tags: Carcere
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