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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
17
2012

La Regione riduca il peso sui siciliani


è passata una settimana e non si vede la quadratura del bilancio della Regione per l’anno 2012. Ci riferiamo a una quadratura inoppugnabile, in modo da evitare che esso venga impugnato dal commissario dello Stato, con il conseguente scioglimento dell’Assemblea regionale e la decadenza del presidente della Regione.
La quadratura non c’è stata e non ci potrà essere se i (ir)responsabili della Regione (Assemblea e Giunta) non entreranno nell’ordine di idee di ridurre il peso della struttura che grava sui siciliani, tagliando le uscite in modo chirurgico. Il che significa: lasciare in vita le spese indispensabili ed eliminare tutte quelle clientelari, destinate ai privilegiati, agli amici e ai propri parenti, effettivi o putativi.
Ma come si fa distinguere le spese indispensabili da tutte le altre? La risposta è semplice: occorre che la Regione rediga un Piano aziendale generale, suddiviso in sub-piani per ogni branca amministrativa, in modo da determinare con precisione quali siano i servizi indispensabili e quali le risorse umane e finanziarie necessarie per produrli.

Solo razionalizzando l’organizzazione della Regione si può determinare di quali risorse essa abbia effettivamente bisogno e, per conseguenza, possono essere tranquillamente tolte quelle superflue e clientelari.
Insomma, sarebbe un nuovo modo di fare politica, quella vera, quella alta, non la gestione partitocratica e privatistica dei soldi pubblici che noi siciliani continuiamo a versare mediante i tributi con molto sacrificio.
L’art. 40 della legge 122/2010 ha determinato la facoltà per tutte le Regioni, Sicilia compresa, di azzerare l’Irap, che com’è noto è un’imposta regionale. Non solo la Sicilia non ha provveduto al suo azzeramento, ma anzi l’ha mantenuta al suo massimo e cioè al 4,82%.
Dato che la Regione ha un debito di circa 5 miliardi, cioé mille euro per ogni siciliano, nel bilancio devono essere indicate le risorse necessarie a pagare tale debito, in modo da azzerarlo nel minor tempo possibile. Questo può avvenire se viene previsto un avanzo, il quale non solo va destinato a pagare il debito, ma, e soprattutto a co-finanziare le opere pubbliche insieme ai fondi europei.
 
In questi giorni è giunta la notizia che da Bruxelles sono stati sbloccati circa 200 milioni di euro per la costruzione di quasi 20 km dell’autostrada Siracusa-Gela nel tratto da Rosolini a Modica. Ma per appaltare l’opera ce ne vogliono circa il doppio. L’altra parte della somma deve essere co-finanziata dalla Regione e dai Fas.
Il rinvio dell’approvazione del bilancio dal 31 dicembre 2011 al 30 di aprile 2012 (avviene per la quarta volta consecutiva) è una iattura, perché di fatto blocca le erogazioni finanziarie anche agli Enti locali i quali possono spendere in base ai dodicesimi. è una iattura perché, di fatto, un terzo dell’anno è andato via senza possibilità di effettuare alcuna manovra per la crescita.
Tutto ciò provoca il crollo del Pil della Regione che indietreggia più di quello nazionale. Le gravissime colpe del ceto politico regionale, composto da soggetti che pensano più a se stessi che all’interesse generale, salvo importanti eccezioni, sono negative anche perché non si rendono conto (o forse non vogliono rendersi conto) che la situazione ha raggiunto un livello di gravità straordinario. Ma siccome del peggio c’è il peggiore, il baratro è a un passo.

Quella gente è sorda e ignava. Occorre che la società siciliana attivi gli anticorpi contro le metastasi di una partitocrazia che sta invadendo il corpo sociale. Attenzione, partitocrazia, non politica: quest’ultima è alta e si preoccupa di diffondere nella società equità, merito e responsabilità, cioè serve l’interesse generale. Mentre la partitocrazia segue solo l’interesse dei propri accoliti che si spartiscono vantaggi e denaro, lecitamente o illecitamente.
Il rischio che l’Assemblea approvi ancora una volta il bilancio della Regione falso è concreto. Il bilancio è falso perché propone poste attive non vere o non realizzabili, mentre le uscite sono certe. è falso perché riporta un Avanzo di amministrazione che ancora una volta è all’incirca il 40% del bilancio stesso. Un Avanzo misterioso che assessore e ragioniere generale non vogliono chiarire all’opinione pubblica perché intendono nascondere la realtà ai siciliani. Diversamente, avrebbero comunicato i dati, com’è loro dovere. Li attendiamo, comunque.


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