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Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mag
31
2012

1,3 milioni di politici bruciano 24 miliardi


Un recente rapporto della Uil ha evidenziato come nel settore dei politici a tutti i livelli (statale, regionale e locale) gravitino 1,3 milioni di persone, la maggioranza delle quali sono senzamestiere e dalle indennità percepiscono di che vivere, non sapendo fare altro.
Tutti costoro bruciano ben 24 miliardi di euro, tanto faticosamente pagati dai contribuenti onesti e per ciò stesso tartassati. L’indignazione popolare deve portare questo Governo a tagliare senza pietà questa uscita almeno del 50 per cento, con un risparmio netto di 12 miliardi. 
Per la verità, la Legge n. 191/2009 e la Legge 148/2011 avevano previsto tagli di assessori e consiglieri comunali e circoscrizionali, nonchè di una parte delle loro indennità, ma le Regioni a Statuto speciale, fra cui la Sicilia, non sempre le hanno recepite, perchè la pressione clientelare di chi pascola nel torbido prato della partitocrazia è talmente forte che i vertici sono ricattati e cedono alle richieste abnormi dei suddetti senzamestiere.

Per difendere l’esistente, la Pubblica amministrazione dei tre livelli, che costa centinaia di miliardi, adotta il classico metodo del muro di gomma in modo da non dare notizie a quei giornalisti che fanno il proprio mestiere e chiedono informazioni sulle spese, sull’organizzazione, sui risultati eventualmente raggiunti e su sanzioni o premi che si danno ai cattivi o ai bravi dirigenti.
I burocrati di tutti i livelli non capiscono che la trasparenza è un bene pubblico e ad essa corrisponde la democrazia. Senza trasparenza i cittadini non sanno cosa facciano i loro mandatari, i quali si sentono autorizzati a commettere ogni tipo di arbitrio a favore proprio, delle proprie tasche e di propri amici e parenti, in danno dei loro mandanti.
Quelli che precedono sono principi elementari ma, vedi caso, bisogna ripeterli continuamente per tentare di penetrare la voluta sordità di chi deve prendere decisioni a riguardo.
Oramai è noto a tutti che la Pubblica amministrazione è diventata la palla al piede dell’economia italiana, non solo perchè consuma risorse in modo ingiustificato, ma soprattutto perchè essa è permeata dalla cultura del favore, secondo la quale per fare camminare lungo procedimenti volutamente farraginosi i fascicoli, occorre la telefonata di questo e di quello.
 
La cultura del favore è frutto della voglia di corruzione che ha fatto tanti ricchi ed evasori e che danneggia la comunità nazionale, la quale è piegata da almeno tre immensi macigni: 130 miliardi di mancati introiti fiscali, 70 miliardi di corruzione, 100 miliardi almeno di attività illecite della criminalità organizzata. Trecento miliardi che, se recuperati in parte, risanerebbero le finanze.
Bisogna tener conto che Europlus del 25 marzo 2011 e Fiscal compact del 7 marzo 2012 obbligheranno l’Italia a tagliare 50 miliardi di debito pubblico per anno, per i prossimi 20 anni, in modo da riportarlo entro il limite massimo del 60 per cento del Pil.
Abbiamo sentito politicanti da strapazzo dire che seguire questo percorso è disastroso. Invece, va fatto, vendendo anno per anno una cifra corrispondente di patrimonio pubblico che comprende anche quote di società controllate dal ministero dell’Economia, per cui il rientro nel primo parametro di Maastricht potrebbe essere indolore.

Altra funzione ha invece la revisione della spesa pubblica sui primi cento miliardi di acquisto di beni e servizi (ogni prodotto deve costare la stessa cifra ad Aosta come a Pozzallo). In questo è stata coinvolta la Consip, ma manca ancora l’obbligo di legge di conformare tutti gli acquisti da parte di tutte le amministrazioni, ma proprio tutte, ai prezzi indicati nel sito della stessa Consip.
Il ministro Giarda ha detto che, dopo questo primo step, verranno aggredite spese pubbliche per altri 300 miliardi. Chi ha esperienza come il tagliatore di spesa e risanatore di bilanci, Enrico Bondi, sa che da questo lavoro si potrebbero ricavare 40 o 50 miliardi di risparmi, da destinare ad investimenti ed apertura di cantieri per opere pubbliche.
È noto agli economisti che 50 miliardi di opere pubbliche mettono in moto fra 300 e 400 mila posti di lavoro e accelerano un volano di fatturato di otto/dieci volte. Questa è la strada che il Governo deve percorrere: attivare tutti i canali moltiplicatori di produzione di ricchezza, oltre a immettere massicce dosi di fiducia nel Paese e nei cittadini. Tutti insieme per lo sviluppo.


Tags: Politica
I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Marcello Medica da Modica il 15/06/2012 14:47
Nucleo tributario locale
Egregio Direttore,
In merito alla mancata istituzione da parte dei sindaci del Nucleo tributario locale, dal
Comune di Modica mi hanno informato che non è stato istituito perchè la legge Monti lo ha
eliminato proprio quando il Consiglio aveva avviato le procedure per istituirlo. Infatti, pochi
mesi fa la commissione bilancio è stata invitata a dare parere sulla istituzione di tale nucleo,
prevista dalla legge. Ma l'ultima legge finanziaria ha abolito il nucleo. Ragion per cui si è
ritenuto come commissione di non dover più esaminare qualcosa che era stato nel
frattempo abolito. Io, comunque, ho fatto notare che tale possibilità esisteva già dal 2005.
Marcello Medica

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