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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
14
2012

Il cittadino non tema Agenzia delle Entrate ed Equitalia


Il clamore dei media su alcune forme di protesta contro l’esazione rigorosa dei ruoli tributari da parte di Equitalia è stato pernicioso e ingiusto. Ingiusto anche perché, quando si è andati in fondo alle questioni, è risultato che i debitori fiscali non erano poi in quelle condizioni disastrose che i giornalisti catastrofisti hanno amplificato.
Di fronte al mare magnum di oltre 260 mld di materia imponibile sottratta ed ai conseguenti 130 mld di imposte che lo Stato non incassa, è indispensabile che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza stringano i freni e cerchino di chiudere le numerosissime finestre da cui evadono soprattutto gli autonomi. Sembra incredibile che nonostante gli sforzi fatti da Agenzia e GdF si scoprano ancora migliaia di evasori totali. 
Evidentemente i controlli devono usare algoritmi più sofisticati, in modo da incrociare le banche dati pubbliche, numerose, dalle quali possono emergere elementi di evasione.

L’Anagrafe è la prima banca dati nella quale sono iscritti tutti i cittadini; poi vi è la rete dei contratti telefonici, elettrici, dell’acqua e del gas; l’Agenzia del Territorio con il Catasto aggiornato è un’altra banca dati; i conti bancari e i depositi titoli sono altre. Le Camere di commercio hanno una banca dati efficiente e completa, così come Inps, Inail ed altri enti di previdenza.
Incrociando i dati di queste banche informatiche è praticamente impossibile che vi sia qualche cittadino che sfugga al fisco. Ad ognuno di essi è possibile chiedere come viva e in base a quali entrate paghi le sue spese correnti e compri questo o quel bene. Siamo convinti che, via via che la rete si stringa sule banche informatiche prima elencate, l’evasione diminuirà.
Nello Stato vi sono centinaia di migliaia di dipendenti inutili e in soprannumero. è già in vigore la legge sulla mobilità. Nulla impedisce che i Ministeri competenti bandiscano  concorsi interni per agevolare il trasferimento dei propri dipendenti dalle branche amministrative con eccesso di personale sia verso Agenzia delle Entrate che verso Equitalia e Guardia di Finanza, previ opportuni corsi di formazione e addestramento. Ma non si vede all’orizzonte questa iniziativa.
 
Responsabili della forte evasione delle città piccole e grandi, sono i sindaci. Infatti, con la L. 248/05, lo Stato ha deciso di girare il 30% dell’evasione scoperta dalle amministrazioni comunali a favore delle stesse. Con successive modifiche (d. lgs. 23/2011 e legge n. 148/2011) tale percentuale è stata portata prima al 50 e poi al 100. Sicché, sindaci bravi, onesti e competenti avrebbero dovuto istituire al proprio interno un Nucleo tributario locale per snidare quei pessimi cittadini che non pagano le imposte nazionali e con l’occasione scoprire magari che non pagano neanche le tasse comunali.
Non ci risulta che alcun sindaco abbia istituito tale Nucleo con ciò perdendo l’occasione di portare a casa cospicue entrate, combattendo contemporaneamente l’evasione e quindi il malcostume dei propri cittadini che così non possono proprio essere chiamati.
Infatti, i veri cittadini dovrebbero difendere l’Agenzia delle Entrate e la GdF che lottano tutti i giorni per scoprire gli evasori. E dovrebbero difendere anche Equitalia che è il braccio operativo per riscuotere le imposte inserite nei ruoli.

È ovvio che Equitalia commette errori perché forza la mano quando potrebbe essere un po’ elastica. Però, ha il dovere di riscuotere le imposte che costituiscono i flussi di cassa per Stato ed enti locali, senza dei quali non si potrebbe alimentare il flusso delle uscite.
I cittadini degni di questo nome devono difendere, senza se e senza ma, Agenzia delle Entrate, GdF ed Equitalia perché il malcostume degli evasori e dei morosi va combattuto anche sul piano sociale.
Bisogna dire, senza ombra di dubbio, che chi non paga le imposte è un ladro e un disonesto perché ruba a chi invece le paga totalmente anche con immensi sacrifici. I cittadini devono difendere Equitalia e dire con chiarezza che i morosi, salvo i casi di necessità che vanno specificamente individuati, non possono considerarsi membri di una società civile perché, anche in questo caso, sottraggono risorse che vengono quindi caricate su chi le paga già.
Ognuno di noi deve essere contento quando viene controllato. Se non ha nulla da nascondere sarà gratificato da una sorta di certificato di buona condotta


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