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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
27
2012

Quando c’è crisi avanti i bravi fuori i deboli


In Natura, quando sorge il sole, il leone insegue  l’antilope per procurarsi il cibo e l’antilope fugge per non diventare cibo. I pesci più grossi mangiano quelli piccoli, piante voraci si nutrono di altre piante, l’uomo mangia cadaveri di animali cotti e crudi.
Sono le regole della sopravvivenza della Natura stessa, secondo la quale  le persone umane consumano ossigeno ed emettono anidride carbonica, mentre le piante consumano anidride carbonica ed emettono ossigeno. Il tutto, in un gioco di equilibri perfetti che l’uomo tenta di scardinare con ogni mezzo per la sua dissennatezza e mancanza di buonsenso.
La Natura è regolatrice di tutti gli eventi. Ha regole imperscrutabili e incomprensibili per la nostra mente,  così piccola e così povera, nonostante gli sforzi che fa l’umanità per capire quali siano queste imperscrutabili regole. Lo fa perché cerca di migliorarsi, riuscendovi qualche volta.

Le regole della Natura sono misteriose, ma hanno una loro equità, anche se noi non le comprendiamo. Non comprendiamo, infatti, perché debbano vivere persone ultranovantenni e morire bambini e giovani di varia età. Però è così, dobbiamo prenderne atto e regolarci di conseguenza.
Che vuol dire regolarci di conseguenza? Vuol dire che dobbiamo mettere a disposizione degli eventi tutte le nostre forze mentali e fisiche, per districarci in mezzo ai problemi e alle difficoltà e, nei limiti delle nostre modeste possibilità, trovarvi soluzioni il più possibile efficienti.
Ecco che entrano in gioco la nostra forza di volontà e la nostra capacità di sacrificio, quello che si chiama olio di gomito. Spingerci sempre in avanti, gettando il cuore oltre la siepe, significa percorrere una strada in crescita, culturale, fisica e immateriale che ci èlevi verso quelle mete fondamentali per il genere umano che sono i valori. Sono proprio questi a distinguere gli uomini dalle bestie, i buoni dai cattivi.
Basta vivere da persone per bene facendo il proprio dovere in modo ordinario, che santifichiamo la nostra vita.
 
Così sosteneva San Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, affermazione che condivido in pieno, pur non facendo parte della stessa prelatura. Infatti, non sono gli atti straordinari, limitati nel tempo e nello spazio, che risolvono i problemi, se non quelli contingenti. Sono le regole ordinarie che tutti dovrebbero osservare e che, chi ha maggiore responsabilità, dovrebbe far osservare.
Sono proprio i comportamenti di chi non osserva le regole ad essere un danno per la società, danno che inevitabilmente sfocia nelle crisi. Ma proprio quando esse si verificano, vengono esaltate le qualità delle persone. Anche in questo caso, la Natura è spietata: i deboli cedono, cadono e vanno fuori dal sistema, mentre i bravi emergono, si fortificano e, non sembri paradossale, ottengono migliori risultati rispetto a situazioni normali.
La gente ha l’abitudine di lamentarsi, se la prende con la sfortuna, con il prossimo. Insomma, se la prende con tutti tranne che con sé medesima, mentre dovrebbe cominciare a fare un esame di coscienza per sapere se ha fatto tutto quello che poteva per superare la crisi.

Osservare i valori (onestà, lealtà, merito, responsabilità, rispetto per gli altri, equità, e via elencando) è un modo per tenersi nel binario di una vita giusta che va vissuta intensamente e compiutamente. Stare fuori da questo binario, significa deragliare e vagare senza punti di riferimento.
Ma la persona umana, senza punti di riferimento, è veramente una nullità, mentre perseguendo con chiarezza gli obiettivi concordanti con i valori, diventa qualcosa in più di nullità. Anche perché ognuno di noi dovrebbe tentare di lasciare, quando cambia vita, buoni ricordi, non solo nei propri parenti, ma anche in amici e conoscenti.
Quando qualcuno si ricorderà di noi dopo la nostra dipartita, ci farà rivivere anche solo per un attimo. e chissà che il nostro spirito, formato da energia, non percepisca questo ricordo e non vi partecipi anche se non possa farsi sentire.


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