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Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
30
2012

Il bilancio della Regione siciliana, la porcata siciliana


La Corte dei Conti ha ritenuto regolare il conto del bilancio della Regione siciliana per l’esercizio finanziario 2011. Ma dietro questo titolo, formalmente buonista, dalla Requisitoria del procuratore generale d’Appello della Corte dei Conti, Sezione Siciliana, Giovanni Coppola e dalla Relazione del presidente delle Sezioni riunite in sede di controllo, Rita Arrigoni, si è aperto il sipario sugli scempi compiuti da Governo e Assemblea regionale nel 2011. Scempi di cui vi citiamo un piccolo campionario, mentre nelle pagine interne troverete un quadro più completo.
I dipendenti erano 20.288, costati alla Regione 1 miliardo e 84 milioni di euro, con un aumento di 56 milioni rispetto all’anno precedente. I dirigenti regionali erano 1.917, 12 in più rispetto all’anno precedente.
Nello stesso anno 2011 i pensionati erano 16.098 con un costo di 639 mln. I pensionati regionali godono di un assegno calcolato col sistema retributivo e non in base ai contributi versati, che è scandaloso rispetto al metodo contributivo riservato ai dipendenti del settore privato. Scandalo nello scandalo, in base all’art. 39 della l.r. n. 10/00, per fortuna abrogato con l.r. n. 7/2012, ben 497 pensioni sono andate a privilegiati dipendenti regionali con appena 25 anni di servizio, per accudire un parente gravemente disabile.

Veniamo alla Sanità. Nonostante il piano varato dall’assessore Massimo Russo, la Corte ha rivelato che non è vero sia stato lacrime e sangue perchè la spesa totalizzata nel 2011 è stata di 9 miliardi 421 milioni di euro, con un incremento, rispetto all’anno precedente, di ben 519 milioni. Altro che tagli!
E per questo dissennato comportamento le imprese siciliane pagano l’Irap al massimo livello e i siciliani pagano un ticket. Il comparto sanitario paga ogni mese ben 47.800 cedolini. Se l’organico fosse ridotto a 40 mila, oltre ad avere un notevole risparmio, migliorerebbe l’efficienza dell’organizzazione sanitaria. Invece vogliono assumere (sic!).
Vi è poi lo scandalo delle partecipate, ben 54 che dovevano essere ridotte a 14. Ma tale riduzione è rimasta sulla carta, nel regno delle intenzioni e dei tanti impegni del governo regionale assunti ma non mantenuti. Possiamo dire che Presidente e ceto politico non sono uomini d’onore, perchè Pacta sunt servanda.
 
Sempre nel comparto sanitario vi è lo scandalo del 118, la Seus, che ha assorbito più di tremila dipendenti e che è costata, sempre nel 2011, 110 milioni di euro contro i 97 dell’anno precedente. Scandalo maggiore desta il costo per intervento delle ambulanze che è di circa 500 euro cadauno. 
La spesa corrente è continuata a crescere senza freni, alimentando clientelismi, favoritismi e, in qualche caso, corruzione sociale.
Complessivamente la spesa è approdata a ben 19 miliardi 558 milioni di euro, cioè ben 299 milioni in più dell’anno precedente. Le entrate di 15 miliardi e 586 milioni sono diminuite di 3 miliardi e 971 milioni. Tale decremento non è effettivo perchè risulta da una compensazione con quella voce contabile, tanto suggestiva quanto discutibile, che prende il nome di avanzo di amministrazione. Inoltre è stato assunto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti di oltre 954 milioni di euro.

Abbiamo più volte tentato di farci dire dall’assessore all’Economia e dal dirigente generale la specifica di codesto fantomatico avanzo di amministrazione, ma, in questi quattro anni, sia l’uno che l’altro si sono ben guardati dal rispondere alle pressanti richieste dell’opinione pubblica. Perché? La risposta è deduttiva. Perché hanno avuto da nascondere tutte le magagne contabili che ci sono nel bilancio della Regione. Dal che si può affermare che esso è falso.
I dissennati comportamenti prima indicati portano il debito della Regione a ben 5,3 miliardi, che nei prossimi anni approderanno a sette miliardi, caricando alle generazioni future comportamenti politicamente disonesti, messi in atto per sopravvivere in un periodo difficile, ma senza alcuna capacità di iniziare un percorso di crescita e di sviluppo.
La bocciatura complessiva della Corte dei Conti sui conti della Regione è nitida. I responsabili politici e burocratici di questi nefasti comportamenti dovrebbero vergognarsi e sparire dalla circolazione. Invece, sono là, tronfi e impettiti a godere di un disastro di cui sono colpevoli senza appello.


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