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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
05
2012

Le difficoltà cedono sempre all’intelligenza


Appena apriamo gli occhi la mattina, ci dobbiamo augurare di incontrare nel corso della giornata poche difficoltà. Qualche illuso, invece, spera di non incontrarne affatto.
La questione è vecchia come il cucco. Le difficoltà fanno parte del nostro vivere, gli ostacoli del percorso sono naturali, vi sono le discese, le pianure e le salite. Non si tratta, quindi, di pensare che la vita sia facile, ma di semplificare al massimo i nostri comportamenti, in modo da evitare illusioni e superare le difficoltà che incontriamo.
In fondo, dobbiamo avere lo stato mentale per essere consapevoli della realtà, uscire dall’illusione che vi possano essere soluzioni magiche.
In qualche caso, speriamo nella  buona sorte o nella  manna che arrivi dal cielo. Ma sbagliamo perché i problemi si risolvono con intensità mentale, spirito di sacrificio e tantissime ore di lavoro. Occorre percorrere quelle strade con determinazione e senza tentennamenti.

Ma quando una strada non porta all’obiettivo prefissato, non bisogna scoraggiarsi, ma ricominciare a percorrere un’ulteriore strada, e così via, fino a quando la soluzione arriva in porto.
Bisogna pedalare con forza e abnegazione, non arrendersi mai, cercare continuamente le soluzioni, sapendo che prima o dopo qualcuna di esse arriva.
Quanto precede deve essere supportato da una mentalità ottimistica e positiva, come dire che occorre vedere il bicchere sempre mezzo pieno. Male fanno coloro che, invece, lo vedono mezzo vuoto e, anziché caricarsi positivamente, si caricano di energia negativa.
A ciò si aggiunga che i meridionali hanno attitudine, gesti e linguaggio teatrali, amplificando le difficoltà e restando pervicacemente ancorati ad un’assenza di azione, cercando di farsi compatire e di suscitare pietà nel prossimo.
Tutti ricordiamo il motto aiutati che Dio ti aiuta, il che significa che, in base al libero arbitrio che ciascuno di  noi possiede, deve decidere cosa fare, quando farla e come farla.
Certo, siamo condizionati dalle difficoltà che gli altri mettono sul campo ma, nonostante ciò, dobbiamo avere la forza di superarle. 
 
Come si fa ad avere più forza mentale? Occorrono vari elementi. Il primo è l’autostima, cioè il convincimento che ognuno di noi è nelle condizioni di affrontare le difficoltà e di superarle. Anche se non immediatamente, sapendo che due più due, magari tardi, fa sempre quattro. Altro elemento è l’autoaddestramento, cioè la voglia di migliorarsi continuamente, non solo aumentando la quantità delle cose che impariamo e memorizziamo ma, e soprattutto, di aumentarne la qualità.
Un metodo per imparare selettivamente è quello di memorizzare i nodi di una rete. Essi sono rappresentati dai concetti. Si comprende facilmente che una superficie molto estesa di una rete si riduce fortemente quando da essa si estraggono solo i nodi.
L’immensità della conoscenza non ci consente di poterla incamerare. Ma se afferriamo i concetti (i nodi) è più facile inserire nel nostro archivio questioni complete che hanno logica. Quanto precede non è facile, però, si può fare, anzi, si deve fare, se vogliamo crescere continuamente.

Crescere per arrivare dove? Alcuni nichilisti dicono che tutto questo non serve perché tanto si deve morire. Ma, così dicendo essi annullano quell’immenso dono che è la vita la quale va vissuta intensamente, minuto per minuto, pensando di essere immortali, ma sapendo che si può morire anche un minuto dopo.
Se noi viviamo pensando che dobbiamo morire siamo già morti, perché la vita non è fatta di pensieri negativi, ma di pensieri che costruiscono, non tanto per sé egoisticamente,  quanto per l’intera umanità. Tutti i grandi inventori, i grandi condottieri, i grandi uomini sapevano che un giorno avrebbero cambiato vita ma, nonostante ciò, hanno affrontato sacrifici ed hanno compiuto imprese che sono servite alle generazioni seguenti.
è proprio il concetto di umanità, in una sorta di continuità, dagli albori della vita fino ad oggi, che ci dà la tranquillità della sua continua evoluzione verso un miglioramento senza soste, anche per diminuire le profonde inequità che vi sono fra i sette miliardi di abitanti di questa terra.


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