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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
25
2012

Etica & Valori - Nessuno inventa perché tutto esiste già


La Natura è stata creata da un Essere superiore (secondo me), che le ha dato le regole, insondabili e imperscrutabili da parte del genere umano. Noi non ci sappiamo spiegare la maggior parte degli eventi che accadono. Però, ogni tanto, qualcuno scopre qualcosa. In qualche altro caso, qualche altro inventa qualcosa. La sorpresa ci coglie in modo positivo e spesso si scatenano gli entusiasmi.
Ma non sono veri né la scoperta, né l’invenzione. La verità è un’altra. Siamo noi, che per il frutto di tante concause, veniamo a sapere qualcosa che prima non sapevamo.
Nell’Universo tutto è noto. Siamo noi, piccoli, miseri e umili uomini che non lo conosciamo. Come dire che nulla si inventa, nulla si scopre, ma tutto è a portata della nostra intelligenza (ed anche del caso fortuito),   perché in un certo momento se ne prende atto. Fu un caso, che consentì a Galileo Galilei (1564 - 1642) di scoprire la forza di gravità. Ma essa è sempre esistita da quando esiste la Terra. Nulla si crea, nulla si distrugge, affermava Antoine-Laurent de Lavoisier (1743 – 1794)
 
Non sono molte le persone che hanno la reale consapevolezza di essere poca cosa. Altre, invece, quelle più intelligenti e colte, sono umili, e più imparano più sanno e più si accorgono della microscopica dimensione di tutti noi, piccole formichine.
Intendiamoci, non intendo sminuire la capacità dell’umanità nel suo insieme di fare enormi progressi da quando l’uomo è andato in una posizione di equilibrio su due gambe. Intendo sottolineare, come molti facciano correre la fantasia a briglia sciolta, senza alcun collegamento con la realtà, e pensano, come Madame Pierrette, di costruire il proprio futuro basandosi su voli pindarici, piuttosto che su concretezza, operosità e  sacrificio.
Sono proprio questi i requisiti indispensabili per andare avanti e per crescere. Chi pensa di pervenire a dei risultati senza di essi è stolto e fuori dalla realtà. Stare con i piedi per terra significa prendere atto di quello che ci circonda e utilizzarlo al meglio, per progredire. Non si deve pensare di andare avanti a passi lunghi e frettolosi, ma di costruire il futuro, pazientemente, mattone sopra mattone, usando una malta adeguata che li tenga bene insieme.
 
Il 20 luglio 1969, due astronauti americani (Neil Armstrong e Buzz Aldrin) misero piede sul suolo di Selene (ricordo una canzone di Domenico Modugno). Fu un momento emozionante per chi lo vide e per il progresso dell’umanità. La navicella volò per circa trecentocinquantamila chilometri e scese su quel terreno desolato, ove non c’è vita.
Ma, fuori dall’emozione, la Luna esisteva già, come gli altri satelliti e pianeti di questo Universo e chissà di quanti altri Universi. Siamo noi, uomini, che abbiamo compreso dei meccanismi che ci hanno permesso di compiere l’impresa.
Se, anziché scatenare due guerre mondiali nello scorso secolo, l’umanità si fosse dedicata al suo progresso fin dai primi del 900, oggi sarebbe molto più avanti. Ma l’uomo è stolto, è accecato da tanti vizi, fra cui spicca la sua voglia di onnipotenza, e perde il lume della ragione, pensando che tutto può e, invece, è così piccolo che potrebbe neanche vedersi il riflesso allo specchio.

Nella famosa poesia di Antonio De Curtis (Totò) ‘A livella, sostanzialmente è riportato il cuore del problema: alla fine della vita - che Ennio Flaiano definisce come il lampo fra due periodi bui - il nostro corpo ha completato un ciclo e ne comincia un altro, come tutte le sostanze organiche. Secondo noi, che crediamo, lo spirito sopravvive, diventa energia e si mescola con l’energia esistente. Ma anche Socrate, che non credeva, definì la quadripartizione dell’essere umano: spirito, intelligenza, mente e corpo.
Ma c’é un altro oggetto che livella tutti gli uomini, cui nessuno pensa: il water. Non c’é infatti persona umana che non lo utilizzi, indipendentemente dal censo, dall’età, dallo stato sociale, dalla posizione economica, dal ruolo istituzionale o da altro. Chiunque viva, deve passare da questo oggetto, gli piaccia o non gli piaccia.
La morte ed il water livellano tutti gli uomini e ci fanno capire come qualunque forma di presunzione sia vacua. Dobbiamo avere sempre consapevolezza di come sono realmente le cose. Sognare ma non illudersi.


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