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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Set
06
2012

Conquistare lÂ’Autonomia con sviluppo e lavoro


Prima Miccichè si candida alla Presidenza della Regione, poi comunica di fare un passo indietro indicando Nello Musumeci come il miglior candidato del centrodestra, infine fa retromarcia, perché ha fatto l’accordo con Raffaele Lombardo e ripropone la sua candidatura.
Questo balletto non sarebbe di per sé negativo. Tuttavia, la cosa negativa è che l’annuncio non viene accompagnato da un programma che ricalchi il nostro Decalogo più volte pubblicato.
Lombardo e Miccichè dichiarano che i loro partiti (Pds e GS) sono autonomisti, ma è difficile credere che dopo il 61 a zero, i governi di Cuffaro nei quali era presente Forza Italia e i governi di Lombardo si possa ancora prestare fiducia alla loro annunciazione.
È proprio questo il punto nodale: la fiducia. Chiediamo agli elettori siciliani come possano avere ancora fiducia in personaggi che hanno affossato l’economia della Sicilia con il catastrofico aumento della disoccupazione. Si sono solo preoccupati di fare entrare nelle pubbliche amministrazioni e nelle loro partecipate decine di migliaia di loro clienti, cui rendere il favore per averli appoggiati.

Il più grave reato politico di chi ha governato le istituzioni siciliane (Regione e Comuni), direttamente o indirettamente, è quello di avere tradito la fiducia dei propri elettori, ma, peggio, hanno tradito l’interesse generale per favorire quello dei propri apparati. In questi decenni, non abbiamo visto una sola azione strategica, di ampio respiro, basata su un progetto alto di sviluppo nel quale fossero coinvolti tutti i cittadini, escludendo le corporazioni e le categorie che tirano sempre il lenzuolo dal proprio lato.
Questi comportamenti non sono adeguati all’indirizzo saggio del nostro Statuto autonomista che, come è noto, è stato formulato prima della Costituzione e inserito nella stessa senza alcuna modifica.

I Padri autonomisti hanno previsto maggiore libertà d’azione ai nostri governanti perché la utilizzassero a favore dei siciliani. Cosa avrebbero dovuto fare?
I. Creare le condizioni strutturali e le infrastrutture, tali da attrarre investimenti nazionali ed internazionali.
II. Riordinare profondamente burocrazia e procedure ribaltando la mentalità ostruzionistica dei dipendenti regionali e comunali, con la creazione dentro ogni ufficio pubblico di una sala sobria, ma funzionale, ove accogliere non i clientes, bensì tutti coloro che avessero avuto intenzione di investire in Sicilia.
III. Utilizzare immediatamente e completamente tutti i fondi europei o statali, cofinanziati dalla Regione, senza la perversa utilizzazione delle risorse per la spesa corrente improduttiva. Non mi dilungo sugli altri punti elencati nel Decalogo.
Governanti carismatici, con prestigio personale, riconosciuto dai cittadini siciliani avrebbero avuto la forza di contrattare con lo Stato l’applicazione totale delle norme statutarie che, ricordiamo ancora, sono di livello costituzionale. Certo, la loro azione doveva essere fortemente rinforzata da deputati e senatori siciliani che, dimentichi della loro appartenenza partitocratica, avrebbero dovuto sostenerli.

Con le elezioni del 28 ottobre bisogna voltare pagina, radicalmente. Ai siciliani l’onere della scelta, escludendo tassativamente tutti coloro che hanno tradito la loro fiducia. Ovviamente quei siciliani che fanno parte degli apparati, che sono gregari e portatori di voti, abituati a chiedere l’elemosina, non ascolteranno questo invito.
Però, vi è metà del popolo siciliano che è disgustato dai comportamenti richiamati e che, con tutta probabilità, non andrà a votare. e proprio a questa parte, compatta nell’astensionismo, che rivolgiamo il nostro invito a pensare di riversare i loro voti a quello, o quei candidati, che non fanno parte della schiera dei partitocrati o di coloro che hanno fatto della politica il loro mestiere, non avendone altro. Per contro, vi sono politici che hanno un loro mestiere.
Fra i non partitocrati vi è il candidato di Grillo. Ma esso non è votabile perchè un movimento come M5S non ha progetto e non ha capacità amministrativa; sa solamente protestare. Ma alla Sicilia non serve la protesta, bensì il progetto elaborato da persone capaci e professionali, soprattutto oneste.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Massimo Luciano Sidoti da Catania il 06/09/2012 22:58
PILLOLE DI RESPONSABILITAÂ’ PER LA NOSTRA SICILIA
PILLOLE DI RESPONSABILITAÂ’ PER LA NOSTRA SICILIA
• Avvicinarsi ai ragazzi, favorendo la partecipazione attiva • Fornire ai ragazzi un
quadro semplice delle prospettive future della Sicilia • Offrire soluzioni per
migliorare il nostro stato economico finanziario etc. La prospettiva può essere la
tutela della Biodiversità: La Biodiversità può creare occupazione, l’aumento delle
risorse essenziali per la qualità della nostra vita e spunti per le ricerche
scientifiche. Favorendo al massimo lÂ’aumento delle risorse per la nostra isola. - Se
miriamo ad uno sviluppo sostenibile possiamo crescere autonomamente attraverso la
produzione di energia pulita. I Comuni della Regione Sicilia dovrebbero diventare
produttori di energia alternativa, istallando pannelli solari fotovoltaici negli edifici
comunali e nelle aree adibite a parcheggio comunale, per esempio, si potrebbe fornire
energia elettrica a basso costo per i cittadini. - Inoltre, bisogna curare
l’agricoltura, attraverso un marchio di qualità biologico siciliano. Applicare incentivi
per chi riduce lÂ’uso di antiparassitari e nello stesso tempo maggiore efficienza
nellÂ’uso dei fertilizzanti e delle risorse idriche. Mettere in atto il concetto di
agricoltura sostenibile e uno sviluppo rurale. Sono la politica e la riforma agraria, la
partecipazione, la diversificazione dei guadagni e la conservazione delle terre a far
sviluppare lÂ’agricoltura in Sicilia. - Proteggere il territorio boschivo per tutelare
lÂ’ambiente, evitando la deforestazione preservandolo da disastri naturali attraverso la
creazione di aree protette (PARCO PROTETTO DI SICILIA). - Incentivare il turismo,
cambiando le diverse misure politiche per ottenere il migliore effetto possibile ( ad
esempio: per facilitare lÂ’accoglienza e lÂ’adattamento del turista straniero, si potrebbe
ricorrere a forme nuove di finanziamento per gli albergatori o tuor operator siciliani,
che incentivino pacchetti per turisti stranieri provenienti dallo stesso territorio,
(regione o città). Ad esempio: ogni 20 pacchetti turistici 2 pacchetti finanziati dalla
Regione Sicilia. Inoltre, occorre proteggere gli ecosistemi costieri e dei mari della
Sicilia per incentivare il turismo. Abbattere tutte le barriere architettoniche per
creare turismo alternativo (diversamente abili). - Incentivare la pesca attraverso
politiche che aiutino i pescatori ad abbattere i costi del carburanteÂ…. Inserendo una
moratoria regionale per le industrie petrolifiche e chimiche insediate in Sicilia, per i
fattori che minacciano e mettono in pericolo la biodiversità della Regione Sicilia.
Pertanto, non solo la tassa per le emissioni di sostanze non rinnovabili ma
particolarmente, lÂ’inquinamento inteso come tutto lÂ’insieme di quelle azioni che
interferiscono con gli usi legittimi dell’ambiente da parte dell’umanità e degli esseri
viventi, che vanno ad alterare lÂ’equilibrio dellÂ’ecosistema. (Calore, radiazioni,
vibrazioni meccaniche, assorbimento delle sostanze da parte delle piante di metalli
tossici, etc.) Una moratoria non in denaro, ma in litri di carburante per i pescatori
della Regione Sicilia.

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