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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Set
13
2012

Il Nord diventa come Scampia


Ricordo quando, nel 1986 , il presidente della Regione, Rino Nicolosi, fece un discorso alla Borsa di Milano che lasciò il segno. Disse: “È inutile che continuiate a combattere la mafia in Sicilia se non la combattete qui, a Milano, dove ci sono danaro e ricchezza”.
Fu molto criticato dai poteri forti, dal mondo bancario, finanziario e imprenditoriale del Nord, ma, senza essere un chiaroveggente, Nicolosi anticipò quello che ormai accade nel Nord da 10 anni.
Lo scioglimento per mafia dei Comuni di Bordighera, Desio, Ventimiglia, Leinì, Rivarolo Canavese e altri, indica con chiarezza che le istituzioni locali, la borghesia, la classe dirigente e l’imprenditoria del Nord non sono stati capaci di ergere un muro alle infiltrazioni. E continuano a perdere terreno, tanto che, giorno dopo giorno, i media riportano le operazioni delle Forze dell’ordine in tutte le aree settentrionali, dal Veneto alla Lombardia, dal Piemonte alla Liguria.

Molti stupidi dicono che non bisogna fare le opere pubbliche nel Meridione perché c’è la criminalità organizzata. Sarebbe altrettanto stupido dire, oggi, che non si deve costruire la Pedemontana o la nuova tangenziale di Milano o le altre opere del Nord per evitare le infiltrazioni malavitose in quelle opere.
La costruzione della Salerno-Reggio Calabria, in grandissimo ritardo, ma ora in dirittura d’arrivo perché il ministro Passera si è impegnato a far chiudere i lavori entro dicembre 2013, è stata protetta dall’Esercito e dalle Forze dell’ordine. L’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci, ha ottenuto un grande supporto in questo senso e i cantieri stanno procedendo, sembra, in tabella di marcia.
Le opere pubbliche sono indispensabili per ricominciare a crescere, ad aumentare il Pil, l’occupazione, le imposte sui redditi, l’Iva. Il Governo sta preparando un piano che prevede 100 miliardi di investimenti, i quali produrrebbero 1 milione di posti di lavoro. Naturalmente dovrà procedere a tagliare spese per un importo analogo, diversamente, essendo vietati un nuovo indebitamento e un aumento d’emissione di titoli di Stato, non ci sarebbe ove prendere le risorse.
 
Con l’operazione Ulisse, le Forze dell’ordine hanno arrestato 37 malavitosi in provincia di Milano, per associazione di stampo mafioso. Sempre a Milano, sono stati uccisi un imprenditore e la sua compagna. è inutile continuare l’elenco perchè le statistiche riportano come ormai i morti ammazzati sono piu nel Nord Italia che nel Centro-Sud.
Fatto questo quadro, si capisce come non basti la lotta alla criminalità organizzata, fatta da GdF, Carabinieri e Polizia. Dato che l’Esercito lamenta un esubero di 30 mila marescialli rispetto alle proprie esigenze, non si capisce perché essi non vengano trasferiti nelle Forze dell’ordine  dopo un opportuno addestramento. Potrebbero essere estremamente utili.
Come non si capisce perché 100 mila dipendenti in più della Pubblica amministrazione non vengano trasferiti nell’Agenzia delle Entrate per potenziare i settori delle inchieste e degli accertamenti.
La legge sulla mobilità dei pubblici dipendenti esiste (n. 183/2011), ma i dirigenti non sono capaci di utilizzarla per trasferire il personale da una branca amministrativa all’altra, da un dipartimento all’altro.

Questo Governo si chiama tecnico, ma in effetti è formato da Commissari straordinari. Ha quindi poteri straordinari, sostanziali e non formali, perché i suoi provvedimenti devono essere votati dai parlamentari. Ma ha i requisiti e la forza per fare le riforme che colpiscano con efficacia la corruzione e l’attività della criminalità organizzata.
È urgente che nel disegno di legge sulla corruzione, in esame alle Camere, si aggiunga una parte che consenta alle Forze dell’ordine d’intervenire ancor più decisamente nel contrasto ai reati malavitosi.
Va da sé che, contestualmente, vanno regolamentate le intercettazioni perché si usino bene e non se ne faccia un abuso e disciplinate le responsabilità oggettive di chi amministra la giustizia senza mettere i giudici sotto lo spauracchio di ritorsioni. La loro libertà di giudizio deve rimanere inalterata, per consentire di emettere sentenze secondo scienza e coscienza.
Tutto questo per evitare che Scampia si trasferisca stabilmente al Nord.


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