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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Set
19
2012

Privilegiare i talenti non i raccomandati


Nonostante la grave malattia, con febbre alta, del tessuto sociale siciliano, bisogna guardare avanti e pensare a terapie da cavallo per guarire il malato. È inutile riferirsi a rimedi di merito se prima non s’identificano le Regole, cioè il metodo attraverso il quale poi si compiono le azioni. La prima regola chedeve essere inserita nella macchina pubblica della Regione e dei Comuni è che devono essere inseriti i due valori fondamentali di merito e responsabilità. Se così sarà, avverrà che ogni dipendente o dirigente pubblico, che percepisce i suoi emolumenti attraverso le imposte che tanto faticosamente paghiamo, sa qual è già il suo compito, quale il suo obiettivo e in quanto tempo deve raggiungere i risultati.
Alla bisogna occorre un Piano aziendale per la Regione e 390 Piani aziendali per altrettanti Comuni ove siano precisamente indicati le funzioni delle 4 parti essenziali: programmazione, organizzazione gestione e controllo. Il Piano aziendale metterà in evidenza, ineluttabilmente, che di gran parte del personale regionale e comunale non c’è bisogno.
 
Un’altra questione che deve essere messa all’ordine del giorno è la ricerca dei talenti ai quali offrire lavoro e incarichi di responsabilità, non posti di lavoro. Certo, i talenti non si trovano in ogni angolo delle strade, occorrono le Regole che stabiliscano metodi di selezione basati sul merito e non sul censo, sull’appartenenza, sulla fedeltà, sulla parentela e su altre deprecabili condizioni. Perché ciò accada è necessario che le istituzioni siano governate da persone serie, d’ineccepibile moralità, che possiedano competenze, professionalità e spirito di abnegazione. È necessaria una forte, accurata e approfondita selezione del personale politico e di quello burocratico. Nei prossimi 40 giorni, da qui alle elezioni regionali, batteremo incessantemente su questo punto e pubblicheremo puntualmente le adesioni ai nostri Decaloghi (che non sono esaustivi) nei quali sono descritti gli impegni che devono assumere i candidati alla Presidenza o ai seggi dell’Ars. Sia nel personale burocratico che in quello politico vi sono già talenti, persone disposte al sacrificio per rendere un servizio ai cittadini da cui, lo ricordiamo ancora, provengono i soldidei loro stipendi.
 
La Sicilia si deve proiettare verso il futuro, il futuro dell’Europa e del mondo intero. Deve diventare competitiva, sia sul piano professionale che su quello economico e culturale. Ma per fare questo ha bisogno dello sforzo comune dei migliori siciliani che servano i cittadini enon se ne servano.
Vorremmo che tutti gli apparati elettorali che si stanno mettendo in moto illustrassero ai loro potenziali elettori progetti di alto profilo e di sviluppo e bandissero dalle loro argomentazioni l’incultura del favore e dello scambio vile e becero fra voto e
bisogno.
Non siamo nati ieri e abbiamo gli occhi ben aperti sulla realtà siciliana. Conosciamo l’intreccio fra candidati e criminalità organizzata, ma peggio, conosciamo la collusione della parte marcia della borghesia con una parte marcia del ceto politico.
Proprio perché abbiamo ben chiara questa realtà, invitiamo tutti i lettori di buona volontà a farsi parte diligente per diffondere
intutti gli strati della società da loro raggiungibili la necessità di ribaltare il tavolo ai tristi figuri che hanno rovinato la Sicilia.

I veri cittadini, di qualunque censo, devono impegnarsi in questo breve scorcio di tempo, con ottimismo e senza scoramento, perché vi sono le condizioni per il Risorgimento della Sicilia, non come il falso risorgimento d’Italia. La nostra Isola deve rinascere su basi nuove e diverse da quelle che ci hanno rovinato, portando ai vertici i migliori siciliani, che gestiscano la Cosa pubblica con disinteresse personale e con vero e profondo spirito di servizio. Vi sono candidati alla Presidenza e candidati al seggio dell’Ars che hanno questi requisiti. Bisogna individuarli scartando tutta la plebaglia che pensa di guadagnare il ruolo di parassita in una Regione ormai allo stremo delle forze edelle risorse.
Proviamo vergogna quando sentiamo che non si possono pagare fornitori e stipendi mentre i deputati e dipendenti regionali li continuano a percepire regolarmente: uno squilibrioinaccettabile. È ora di smetterla, di cambiare musica, gettando gli spartiti cattivi e suonando quella meravigliosa che fa godere l’anima e cimette in pace con noi stessi.


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