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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Dic
15
2009

Basta odio contro Berlusconi


Comprendiamo le motivazioni di chi urla in politica, perché intende così attirare l’attenzione e, possibilmente, più consensi. Tuttavia non possiamo sottacere che  questi comportamenti da urlatori sono volgari e maleducati. Non è alzando la voce che si dimostra la validità delle proprie ragioni, bensì portando argomenti fondati e riscontrati. Il clima della politica italiana, in questi ultimi sei mesi, si è fortemente deteriorato. A nulla sono valsi i più che ragionevoli richiami del Capo dello Stato alla moderazione ed al rispetto reciproco fra le parti in tenzone.
Da un canto, gli attacchi al presidente del Consiglio in quanto Berlusconi, sono andati sopra le righe da parte di Di Pietro e di una Sinistra estrema che proprio perché non è in Parlamento, cerca di farsi sentire. D’altra parte, il Cavaliere ha reagito con veemenza dando ascolto ai falchi tra i suoi consiglieri.
Occorre rispetto per chi ricopre incarichi istituzionali, indipendentemente dalla persona fisica che in un determinato momento storico li ricopre. D’altra parte si devono mantenere le proprie argomentazioni e il proprio modo di fare entro i limiti dell’educazione istituzionale che sono propri di una democrazia matura, se tale.

Aizzare l’opinione pubblica è un comportamento sbagliato, anche perché tra i cittadini vi è una frangia di esaltati e facinorosi i quali, non possedendo equilibrio psico-fisico, possono compiere gesti inconsulti. Vi è una colpa oggettiva in chi esaspera i toni, in qualunque parte stia nell’agone politico nazionale.
Non entriamo nel merito delle questioni che contrappongono l’opposizione e la magistratura da un canto, al centro-destra e a Berlusconi dall’altro. Né entriamo nel merito del conflitto che separa, sembra irrimediabilmente, Fini da Berlusconi.
Tutti i conflitti possono nascere, dare torto o ragione con più o meno credibilità, ma ogni parte deve avere il senso della misura. Quando esso deborda dai limiti consentiti in una comunità, indipendentemente da ciò che dice o ciò che fa, va condannato senza mezzi termini e additato all’esecrazione della pubblica opinione.
 
Ha ragione Casini, leader politico di cui non approviamo quasi niente perché abituato ai giochini della parte peggiore della Democrazia Cristiana, quando dice che Berlusconi ha il dovere di governare, cioè di proporre leggi alla sua maggioranza che le deve approvare e di compiere tutti quegli atti amministrativi necessari al buon funzionamento della comunità.
In questo quadro, Berlusconi si sente accerchiato, dall’interno per le prese di posizione di Fini, anche se può contare sulla solidarietà incondizionata della Lega; dall’esterno, per una aggressività verbale di coloro che intendono la democrazia in modo anomalo.
Bersani, nuovo leader del Pd, sta usando, invece, toni misurati anche se non ha realizzato lo scopo principale di un’opposizione. Esso consiste in un programma alternativo di governo, fondato su pochi ma qualificati punti, in modo da chiedere all’opinione pubblica il consenso futuro su soluzioni utili rispetto a quelle che propone  l’attuale maggioranza.

Quest’ultima ha un compito difficilissimo, ma essenziale, previsto dal suo programma elettorale. Si tratta di quella serie di riforme che devono ribaltare iniquità e disfunzioni, soprattutto nei servizi pubblici, in modo da renderli funzionali, con la stessa efficienza ed efficacia di quelli privati.
Non è un caso che la crisi sia stata sopportata interamente dai dipendenti privati, con cassa integrazione e licenziamenti, mentre tutti i dipendenti pubblici hanno continuato a prendere con puntualità il loro stipendio. Iniquità insopportabili che il sindacato evita accuratamente di portare all’attenzione dell’opinione pubblica. 
La maschera insanguinata di Berlusconi era impressionante. Non si capisce, però, perché il premier dopo essere salito in macchina, ne sia ridisceso. Alcuni suppongono che l’abbia fatto per rassicurare i suoi estimatori sul fatto che tutto sommato stava bene. Altri, invece, maliziosamente, perché voleva farsi vedere in quelle condizioni. In ogni caso, l’episodio lo ha sicuramente agevolato sul piano dei consensi ed è giusto che sia così.
Dunque, basta odio contro Berlusconi. Il Parlamento approvi le leggi che diano serenità ed educazione alla politica, mettendo davanti a tutti i comportamenti l’interesse  generale.


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