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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
06
2010

Tremila più mille dirigenti a go-go


L’Assemblea regionale deve approvare questo mese il bilancio preventivo 2010, per far rientrare l’attività dell’amministrazione nella normalità. In atto, funziona  in via provvisoria.
Com’è noto, il bilancio di un ente è lo strumento finanziario per attuare la politica del Governo, politica fatta di scelte secondo le quali si decide un’azione piuttosto che un’altra, quindi qualcuno si accontenta e qualche altro si scontenta.
Ma la questione non è questa: accontentare o scontentare. La questione è mettere il bilancio della Regione al servizio del programma politico che il presidente dei siciliani, Raffaele Lombardo, ha depositato presso la Corte d’Appello di Palermo il 4 febbraio antecedente alle elezioni regionali del 13 e 14 aprile 2008. In quel programma sono scritti gli obiettivi che lo stesso presidente ha fissato e ha sottoposto al vaglio dell’elettorato.
Il sessantacinque per cento dei siciliani, cioè una vistosa maggioranza, l’ha confermato e pertanto il contratto è stato sottoscritto. Ora Raffaele Lombardo ha l’obbligo di onorarlo senza tentennamenti e senza cedere a ricatti o pressioni.

È noto, finalmente, che il presidente dei siciliani non è eletto dai deputati dell’Assemblea e, dunque, ha il dovere e il diritto di governare indipendentemente dai mal di pancia degli stessi deputati regionali. La Sicilia ha bisogno di riforme profonde per imboccare la crescita del Pil che, come sanno gli economisti, è il dato sintetico di tutto quello che si fa. Se il Pil della Sicilia rimane inchiodato al 5,5 per cento, com’è da 40 anni, dimostra in modo inequivocabile e senza alcuna attenuante che tutti i governi regionali sono stati inefficienti e hanno fallito la missione loro affidata dai siciliani.
Il Pil non può crescere se l’amministrazione regionale non funziona in modo ordinario, con una efficienza ordinaria e con la capacità di realizzare gli obiettivi che il Governo le affida. I 26 dirigenti generali, che gestiscono 28 dipartimenti regionali, e i 17 dirigenti generali della Sanità, hanno il compito di spendere al meglio le risorse loro affidate, coniugando il raggiungimento degli obiettivi con l’inserimento della massima qualità possibile nei servizi da loro prodotti.
 
Il bilancio regionale dev’essere composto in modo tale da prevedere cospicui risparmi sulla spesa corrente, girandoli alla spesa per investimenti, di cui la Sicilia ha estremo bisogno. Investimenti che servano a riqualificare, per esempio, il territorio, in modo da attrarre gruppi economici da tutto il mondo sulla nostra terra, per sfruttare il grande patrimonio di ricchezze e metterle a reddito.
È proprio in questo mese che si capisce se la politica economica della Regione vira dall’inefficienza più nera degli anni precedenti a un’efficienza fatta di possibili risultati. I tre gruppi che sostengono il Governo Lombardo (Mpa, Pdl-Sicilia e Pd) devono trovare un accordo omogeneo per spendere i quattrini dei siciliani verso attività produttive di ricchezza. Se, invece, approvassero il solito bilancio pasticciato e pieno di favoritismi, con contributi a pioggia a favore dei clientes, il mantenimento di società partecipate inutili, ammortizzatori sociali che violentano il buon senso o altro, anche il 2010 sarebbe destinato a essere utilizzato in modo piatto.

Abbiamo esperienza di quello che accade all’Assemblea regionale e sappiamo come molti deputati - denominati consiglieri nelle altre Regioni, che costano ai siciliani il doppio di qualunque altro consigliere perché i loro compensi sono equiparati a quelli dei senatori (l.r. 44/65) - dovrebbero avere la forza morale e il buon senso per capire che l’era dei clientelismi è finita. Anche i soldi sono finiti. E, d’altra parte, la Sicilia ha l’indispensabile necessità di rialzarsi. Ora e non domani. Sprecare anche il 2010 sarebbe un ulteriore fallimento di una classe politica che ha profondamente deluso gli isolani in questi 60 anni e soprattutto in questi ultimi 20.
Immettere ancora dirigenti, anche sotto forma di vice, in una struttura regionale elefantiaca, dove ve ne sono già oltre 2000, contro i 200 della Lombardia, è un comportamento criminogeno, perché significa aumentare ulteriormente la spesa corrente.
Attenzione, Governo e deputati: non potete fallire anche questa occasione. Approvate il bilancio 2010 in modo saggio, efficace e produttivo.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Macaluso da Caltanissetta il 08/03/2010 08:21
Perché non dire la verità?
In linea di principio sono d'accordo con lei, Immettere ancora dirigenti, anche
sotto forma di vice, è un comportamento alquanto strano. Ma perché
paragonare il numero dei dirigenti della Regione Sicilia con quelli della
Lombardia.
Caro direttore si è mai chiesto quali sono le competenze della Regione Sicilia?
La Soprintentenza, il Genio Civile, la Motorizzazione civile, la Forestale, l'Ufficio
del Lavoro, la Protezione Civile, l'Urega, ecc.. sono tutti uffici a competenza
regionale, mentre in Lombardia tutti questi ufffici son a competenza statale.
Pertanto ecco dove sta la differenza di numero sia di impegati sia di dirigenti.
Per amore della verità la invito per il futuro a non fuorviare l'opinione pubblica
con paragoni che non stanno nè in cielo nè in terra.

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