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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
05
2010

Difesa dei 22.500 battaglia di retroguardia


Il Presidente dei siciliani, Raffaele Lombardo, ha assunto il movimento di protesta dei 22.500 privilegiati e raccomandati (definiti precari) che affollano inutilmente i Comuni della Sicilia. Spieghiamo per l’ennesima volta l’avverbio inutilmente nel senso che non esiste alcun Piano industriale di Comune che abbia determinato quali e quante figure professionali servano per produrre i servizi essenziali ai propri cittadini.
Se sono inutili, nel senso sopraindicato, non si capisce perché con i nostri soldi debbano essere pagati i loro stipendi, visti come ammortizzatori sociali e non come necessari alle attività istituzionali. Si tratta di una palese distorsione degli equilibri di una comunità ove vi sono tanti siciliani che cercano lavoro (e se hanno competenze lo trovano) e tanti altri privilegiati e raccomandati (ripetiamo) che si trovano dentro l’ambiente pubblico indipendentemente dalle loro competenze e dalle necessità dell’ente.

Non è solo Lombardo colpevole di questa iniziativa. I rappresentanti di tutti i partiti che operano in Sicilia gli sono solidali e alimentano un coro di proteste dannoso allo sviluppo dell’Isola, perché qui bisogna smetterla di pagare stipendi senza alcun risvolto produttivo. è ben comprensibile l’aspetto umano delle richieste di questi privilegiati e raccomandati (chiamati precari pubblici). Ma deve essere altrettanto comprensibile l’amarezza di altri centinaia di migliaia di siciliani che, non essendo stati raccomandati, non sono entrati nelle amministrazioni pubbliche.
Allora, delle due l’una: o Regione e Comuni pagano un’indennità indistintamente a tutti i disoccupati siciliani, oppure a nessuno di essi. In Sicilia, non possono più coesistere figli e figliastri. Tutti i siciliani devono avere pari doveri, diritti e opportunità. Il metodo del favore scambiato con il voto è una vergogna meridionale che in Sicilia i movimenti autonomisti devono cancellare. Se basassero il loro irrompere sullo scenario politico siciliano sullo stesso clientelismo, avrebbero fallito in partenza il loro scopo. C’è bisogno che Lombardo, per primo, faccia imboccare all’Isola la strada dello sviluppo.
 
Questa strada è fatta di investimenti, attrazione di imprese estere e nazionali sul nostro territorio, appeal con cui rivestire tutti i beni culturali, paesaggistici e ambientali che possediamo, mettendoli su un grande supermercato qual è internet, in modo che tutto il mondo possa vederli, desiderarli per poi venire qui a toccarli con mano.
è indecente che Regione e Comuni tardino tanto a mettere i propri siti web in condizione di essere visitati da chiunque ne abbia interesse; è indecente che Regione e Comuni non abbiano ancora attivato tutti i processi telematici perché le procedure comincino a correre; è indecente che ancora oggi si discuta tanto e si produca poco non attuando le leggi che via via l’Ars ha attivato e che restano lettera morta per l’incapacità di renderle operative telematicamente.
Basta con i privilegiati e raccomandati (precari pubblici) che si annidano nel bilancio regionale; basta con i privilegi di corporazioni che succhiano danaro pubblico; basta con i parassiti che assorbono risorse; basta con gli evasori fiscali e contributivi che danneggiano la collettività e la concorrenza; basta con l’opacità che impedisce ai cittadini di guardare dentro il Palazzo.

Ecco cosa deve fare il Governo regionale: dire basta a questa incredibile serie di anomalie che tiene inchiodata la Sicilia a quel misero 5,6 per cento del Pil nazionale. Questo è il dato centrale, tutto quello che vi gira attorno è fatto di vuote chiacchiere da Bar dello Sport.
Sfidiamo qualunque responsabile istituzionale, a cominciare dal presidente della Regione, per seguire con gli assessori regionali, i deputati regionali, i dipendenti dell’Ars, i sindaci e via enumerando, a smentire queste argomentazioni e a scriverci per comunicarci quale sarebbe la loro linea di politica economica e di taglio delle spese che vada nella direzione dello sviluppo, misurato con l’aumento del Pil.
Sfidiamo qualunque privilegiato e raccomandato (precario pubblico) a smentire che si trova in quel posto perché qualcuno abbia fatto il suo nome e non per eventuali proprie capacità.
Scriveteci. Pubblicheremo qualunque lettera argomentativa.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Giovanni da Catania il 12/06/2010 10:52
Dove sono le prove della raccomandazione?
Esimo Direttore se lei mi consente le faccio una domanda?
Lei afferma che tutti i precari sono privilegiati e raccomandati!
Quali sono le basi documentabili per affermare che debba esistere per forza una
raccomandazione?
Faccia nome e cognome del politico e dell’eventuale precario che si è trovato ad essere
raccomandato.
Le faccio notare che in genere nelle pubbliche amministrazioni il lavoro lo svolgono per il
90% i precari e il restante 10% quelli assunti a tempo indeterminato ma solo per apporre la
firma sul sangue versato da noi.
Considero offensivo che si dica male di questa categoria!
Gradirei che facesse un BLOG che parli dell’egli impiegati a tempo indeterminato col
titolo: “Comunicazione urgente a tutto il personale; Vietato superare più di 30 caffé
giornalmente perché, chi supera tale limite non sarà più la pubblica amministrazione a
pagare, ma dovete sborsarli voi”.
Le consiglio una cosa: ci faccia mandare tutti a casa e finalmente quelli a tempo
indeterminato lavoreranno un po’, certo sarà difficile rimetterli in moto, ma vedrà che fra tre
anni riusciranno a prendere il ritmo nostro.
Cordiali saluti!

Inviato da Francesco Messina da Catania il 08/06/2010 21:52
Lavoro nero legalizzato
Carissimo direttore in merito alle raccomandazioni di cui lei parla per noi precari della P.A.
visto che lei sconosce i criteri di come siamo stati avviati a far parte di questo calderone
del precariato prima di sparare cavolate si documenti . E se fosse stato come dice lei
sicuramente io personalmente mi sarei fatto raccomandare dalla stessa persona a cui lei
si è rivolto scalando facilmente fino alla vetta. Magari anch'io sarei diventato un direttore di
una testata giornalistica e avrei potuto permettermi di scrivere certe corbellerie. Magari
solo cosi avrei potuto godere di uno stipendio sostanzioso come il suo, scrivendo solo
cavolate e non di miseri € 750,00 sicuramente il mio commento non sarà pubblicato, ma se
posso darle un consiglio per aumentare la vendita delle copie del suo quotidiano non
scriva notizie prive di fondamento ma prima si documenti magari con il suo referente
politico di turno. Distinti saluti Francesco Messina ( CATANIA)

Inviato da Mauro da Caltanissetta il 07/06/2010 16:39
Analisi inattaccabile
Finalmente leggo un articolo che racconta la realtà riguardo quello che è ormai il problema
legato ai cosidetti "precari pubblici".
Mi complimento con il Direttore per aver così chiaramente esposto il suo punto di vista che
condivido in toto.
Molti precari della P.A. sono miei coetanei (41 anni); ritengo pertanto di poter parlare per
esperienza diretta di una generazione "svuotata".
La massima ambizione era entrare tra i cosidetti "articolisti" perchè la certezza era quella di
venire assunti, prima o poi, nella Pubblica Amministrazione come effettivi.
E non c'era oltretutto nessuna fretta, tanto si prendevano comunque 800.000 lire e l'unica
incombenza era quella del dover firmare l'ingresso e l'uscita.
Molti di loro nel frattempo circolavano a bordo di moto e macchine fashion per le vie della città,
alcuni aprivano negozi con prestanome, altri lavoravano in nero.
Naturalmente c'erano anche i poveracci senza arte nè parte che non sapendo a che santo
votarsi per avere un posto di lavoro e sbarcare il lunario lavoravano e davvero avrebbero
meritato; ma ritengo fossero ampiamente la minoranza.
Generazione svuotata dunque dalla voglia di darsi da fare per creare il proprio futuro delegando
ad altri tale incombenza ed ottenendo giustamente la patente di parassiti.
Vogliamo che le generazioni future seguano la stessa strada?
Purtroppo o per fortuna il tempo delle vacche grasse è finito e tocca intraprendere nuove
strade o soccombere all'arretratezza prima sociale e poi culturale.

Inviato da Battaglia Vincenzo da Mazzarrone il 07/06/2010 13:17
Lavoro sottopagato
Egregio direttore, a giudicare dalle sue affermazioni potrei dire che Lei non è
professionale, nè obiettivo, il classico tuttologo superficiale, perchè dovrebbe
prima conoscere ed informarsi e poi eventualmente esprimere il proprio
giudizio; ma non mi permetto di esprimere valutazioni su una persona che non
conosco, anche se mi preme chiarirle le idee.
Ammesso e non concesso che, come in tutte le categorie, esistono i
raccomandati, gli incapaci ed i corrotti, ciò non vuol dire che tutti gli appartenenti
a quella categoria sono così; così come non posso certo dire che se esistono
giornalisti superficiali e corrotti, a servizio di tizio o caio, anche Lei deve essere
necessariamente corrotto o lecchino; ma posso certamente dire che sembra
disinformato e superficiale.
Tanto per chiarire, noi siamo stati reclutati nel lontano 1989/1990/1991 dalla
legge 67 del 23/03/1988 art. 23, con finalità da ammortizzatore sociale tramite
regolare graduatoria dell'UPLMO e successivamente siamo stati prorogati con
leggi regionali assistenzialistiche, ma siamo stati impegnati dagli Enti Locali
presso cui prestavamo la nostra opera per coprire servizi istituzionali, in
sostituzione o in aggiunta ai dipendenti di ruolo che nel frattempo erano andati
in pensione o erano scoperti.
Tanto per sua conoscenza nel nostro Comune garantiamo i seguenti servizi:
ufficio protocollo, ufficio personale e servizi sociali gestiti interamente da precari;
servizi polizia municipale, tecnico manutentivi, tributari, anagrafici e di biblioteca
garantiti in gran parte da personale precario.
Come vede nessuna raccomandazione; abbiamo prestato la nostra opera per
21 anni con serietà, dignità, competenza e senso di responsabilità; per oltre un
decennio in nero e senza tanti diritti e molti doveri, altro che privilegi, altro che
inutili!
Abbiamo sempre garantito i servizi, andando oltre i nostri orari, senza alcuno
straordinario, ma usufruendo talvolta di riposi compensativi.
Chiediamo Rispetto e Dignità!

Inviato da Nino Campo da CATANIA il 05/06/2010 17:05
generalizzare è banale
VORREI RICORDARE CHE LA MAGGIOR PARTE DEI PRECARI SONO
"ENTRATI" NELLA P.A PER VIA COLLOCAMENTO CIOE' HANNO RISPOSTO AD
UNA RICHIESTA DI MERCATO DA PARTE DELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE.
NEI PICCOLI COMUNI DOVE LE PIANTE ORGANICHE SI SVUOTANO PER
PENSIONAMENTI NON SI BANDISCONO CONCORSI CAUSA BLOCCO DELLE
ASSUNZIONI E COSTI ECCESSIVI, I PRECARI REGGONO RAMI VITALI DI
SERVIZI PUBBLICI -TRIBUTI- POLIZIA LOCALE UFFICI TECNICI
MANUTENZIONE ECT.NON STO QUI A FARE DIFESA D'UFFICIO E' IL
CITTADINO CHE USUFRUISCE IL SERVIZIO A RENDERSENE CONTO.
PERSONALMENTE RICOPRO FUNZIONI DI AGENTE DI POLIZIA MUNICIPALE E
VOGLIO RICORDARE UN BREVE EPISODIO I COLLEGHI DI RUOLO
DELEGANO NELLE INCOMBENZE PIU' "CAMURRIUSI" NOI PRECARI ACCADE
COSI' PER ACCERTAMENTI EDILIZI E FAR RISPETTARE LE REGOLE SI
MANDANO IN PRIMA LINEA I SOLDATINI NUOVI- REDIGO VERBALE DI
ACCERTAMENTO DI UN ABUSO VECCHIO DI QUALCHE ANNNO MA
STRANAMENTE NON RILEVATO (il titolare è un noto personaggio di mala fama)
a distanza di qualche giorno la mia macchina a km.0 magicamente viene
sfregiata ripetutamente chissà poi perchè?

GLI ENTI LOCALI SONO DIVENUTI GLI AVAMPOSTI DELLA QUOTIDIANA
SOPRAVIVENZA "VESTENDO DA STATO" I SOGGETTI PIU' DEBOLI.

SONO MOLTISSIMI I CASI COME QUESTO SPECIE NEI PICCOLI E
PICCOLLISSIMI COMUNI,

ALCUNI CAPO AREA TRAGGONO BENIFICI SOSTANZIALI NELL'UTILIZZARE I
PRECARI IN MOLTI CASI BESTIE DA SOMA CHE PERMETTONO DI FAR
FUNZIONARE LA MACCHINA AMMINISTRATIVA.

MOLTI SINDACI HANNO DICHIARATO CHE TORNERANNO INDIETRO LA
FASCIA TRICOLORE... VEDREMO NEI PROSSIMI GIORNI ....MA PER CORTESIA
NON BANALIZZIAMO IL PROBLEMA CON UNA FACILE GENERALIZZAZIONE.
QUALSIASI CATEGORIA PRESENTA ECCELENZE E DEFICENZE MA
RAPPRESENTA UNA CATEGORIA DI PERSONE CHE INVECE DI SCAPPARE
VIA HANNO DECISO DI RESTARE NELLA PROPRIA TERRA DI CONSEGUENZA
ACCONTENTANDOSI DI CIO' CHE SI TROVA.
LA STABILIZZAZIONE E' UN PROBLEMA DI SOLDI?
SI POSSONO RISPARMIARE DEI BEI SOLDONI OPERANDO SU I COSTOSSIMI
DIRIGENTI REGIONALI E SOPRATUTTO SUI BANDI DI GARA CHE IN TUTTA
L'ISOLA VENGONO VINTI DA CARTELLI DI DITTE CHE PRESENTANO RIBASSI
INFERIORI AL 1% , QUINDI LA P.A. IN QUESTI CASI E' BENVOLUTA DAL
MONDO DELLE IMPRESE, E DAI POLITICI CHE ASSICURANO ESITI
FAVOREVOLI MA POI TUONANO CONTRO GLI SPRECHI DEL PERSONALE
PRECARIO.. SIAMO SERI NOI ESISTIAMO COME RISPOSTA AD UNA DOMANDA
DI MERCATO CHE LA POLITICA HA UTILIZZATO A PROPRIO COMPIACIMENTO
...MA DEFINIRCI TUTTI RACCOMANDATI ED INUTILI E' UN'ALTRO DEI MALI
CHE ABBIAMO SOPPORTATO NOSTRO MALGRADO.
NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI USCIREMO DAL PRECARIATO ...U
CUNTINU BATTI U VALENTI PER ENTRARE NELLA AREA DI POVERTA' VISTO
CHE AL MASSIMO RIUSCIREMO A GUADAGNARE 800 €.
I BUROCRATI DELL'ASSESSORATO AL LAVORO CHE COSA HANNO FATTO IN
TUTTI QUESTI ANNI? SA QUANTO COSTA QUEST'ASSESSORATO? SI INFORMI
A PROPOSITO DI SITI INTERNET ISTITUZIONALI ...NELLE MAGGIOR PARTE
DEI COMUNI GLI UNICI AD AVERE DIMESTICHEZZA CON L'INFORMATICA
SIAMO PROPRIO NOI MA I DIPENDENTI DI RUOLO ORMAI PROSSIMI ALLA
PENSIONE OSTACOLANO I PROCESSI DI MODERNIZZAZIONE PERCHE' SI
SENTONO MINACCIATI PROPRIO DALLE NOSTRE COMPETENZE DERIVATE
DAGLI STUDI E DALL'ETA' ANAGRAFICA..SE GIA' ADESSO ESISTONO TALI
LACUNE FIGURATEVI SENZA DI NOI.
IL PROFETA BRIGANTONY CANTAVA QUANTU IE BELLU UN POSTU NU
CUMUNI MA ERANO GLI ANNI 80 E LA SICILIA ERA DIVERSA...FORSE.

SCUSI MA HO SCRITTO DI IMPULSO UN PO' INCAZZATO IN QUANTO HO
SEMPRE COMBATUTTO LA RACCOMANDAZIONE.

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