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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Giu
08
2010

Bravo Cascio, ora tagli la l.r. 44/65


Nella riunione del Consiglio di presidenza dell’Ars del 9 giugno verrà discusso, e possibilmente deliberato, il taglio della doppia indennità per gli ex parlamentari. Si tratta di uno dei tanti privilegi che resistono da decenni, mentre contemporaneamente il tenore di vita dei siciliani si è abbassato. Molti di questi hanno perso il posto, ma nessun pubblico dipendente con contratto a tempo indeterminato è stato messo in cassa integrazione o ha sofferto delle fibrillazioni provocate dalla restrizione delle disponibilità finanziarie. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, sfidando l’impopolarità di alcuni ex, ha deciso di far discutere l’eliminazione del citato privilegio e ci auguriamo  che esso arrivi puntuale, senza ulteriori rinvii.
Non è che la cosa sul piano quantitativo comporti un sensibile ristoro, tuttavia è un buon inizio per far comprendere all’opinione pubblica che la massima istituzione legislativa siciliana intende partecipare alla strada intrapresa di diminuzione della spesa pubblica.

Ora si tratta di constatare se l’Ars e il suo presidente vogliano continuare su questa strada positiva e prendere di petto la questione delle questioni: la legge regionale 44/65. Quella legge corporativa che ha dato alla casta di deputati e dipendenti della stessa Assemblea l’enorme vantaggio di equiparare compensi, normativa e pensioni a quelli del Senato. Una questione inaudita che dura da 45 anni e che ora deve essere assolutamente riportata alla normalità.
Qual è la normalità? è che l’Assemblea legislativa siciliana costi ai siciliani nè più e nè meno di un qualsiasi altro Consiglio regionale, in quanto ne ha le stesse funzioni: legislative e ispettive. Non si capisce perché, per pari attività, non ci debbano essere pari compensi. L’abbiamo scritto più volte: il Consiglio regionale più importante d’Italia (quello della Lombardia) costa a quei cittadini 72 milioni di euro mentre l’Ars ne costa ai siciliani 170.  Senza girarci attorno, la differenza è uno spreco di ben 98 milioni circa che potrebbero essere tranquillamente risparmiati ed essere destinati alla costruzione di infrastrutture e al supporto di attività produttive.
 
Sulla scarsa produzione di leggi dell’Ars abbiamo scritto più volte con inchieste documentate, sempre in raffronto al Consiglio regionale della Lombardia. Conosciamo l’osservazione interessata: è meglio fare poche leggi di qualità piuttosto che tante senza. Se così fosse, si potrebbe convenirne. Il guaio è che le leggi approvate non hanno la dote della chiarezza, in quanto scritte in italiano non facile da capire, e non prevedono, guaio ancora più grande, le procedure telematiche perché esse producano effetti immediati nel settore dell’economia.
Citiamo due esempi per intenderci. La l.r. 9/09, agli articoli 36-46 prevede l’assunzione a tempo indeterminato per una serie di disoccupati o occupati a tempo determinato. Essa demanda ad un successivo decreto assessoriale le modalità di attivazione ed in particolare quelle relative all’apertura del canale telematico. Orbene, a distanza di quasi 10 mesi, il decreto, peraltro già compilato e di cui possediamo il testo, non è stato ancora pubblicato perchè l’inefficiente servizio amministrativo regionale non ha attivato il canale telematico. Di questo ritardo dovrebbero vergognarsi i responsabili politici e burocratici.

Il secondo esempio riguarda la legge finanziaria 2010 che, approvata il 30 aprile, prevede, all’articolo 53, contributi regionali alle imprese che assumano lavoratori svantaggiati a tempo indeterminato. Una recente campagna del Pd si vanta di questa legge ma omette di dire che, a distanza di oltre un mese, questa incentivazione è rimasta lettera morta, perché non è prevista l’apertura di una procedura telematica.
Politici e burocrati regionali non hanno ancora capito che le imprese siciliane non sono più disposte a fare i viaggi della speranza a Palermo, per trattare con burocrati che non si trovano o perdono tempo. Gli imprenditori vogliono usufruire delle agevolazioni legislative senza spostarsi dal proprio ufficio. Il presidente Cascio, uomo intelligente, può dare un indirizzo generale affinché le leggi in approvazione prevedano che le procedure siano consone alla rapidità necessaria (cioè telematiche), in modo da produrre risultati e non intenzioni.


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