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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
01
2010

Una battaglia contro i privilegiati della Pa


Molti dirigenti regionali, da noi sentiti, sono incazzati per questa vergognosa assunzione di massa di cinquemila persone con la terza media che non servono per niente alla produzione dei servizi. Sostengono, i dirigenti, che hanno dovuto superare concorsi difficili per essere assunti, mentre ancora oggi vi sono vincitori di concorso che non sono stati assunti. Si tratta di una macchia nerissima sul governo Lombardo cui si debbono associare, per responsabilità uguali, i sindacati che dovrebbero occuparsi del lavoro di tutti, non dei privilegiati.
La nostra linea è ferma perchè non è sopportabile che i siciliani siano trattati in maniera difforme, a seconda che essi siano stati raccomandati da un becero ceto politico o non abbiano avuto santi in paradiso. Quanto precede stride con l’inadempienza dell’assessore al ramo nell’avere tardato (e tarda tuttora) la pubblicazione del decreto che consentirebbe di usufruire di agevolazioni per assumere qualche migliaio di disoccupati nel settore privato.

I disoccupati con la terza media hanno pieno diritto di chiedere alla Regione l’assunzione nei gruppi A e B. In questo senso devono inviare la richiesta al Dipartimento regionale della Funzione pubblica. Abbiamo notizia che qualche centinaio di disoccupati ha già inviato la domanda, ma ci auguriamo che il lotto diventi di qualche migliaio.
I siciliani senza lavoro hanno gli stessi diritti dei cosiddetti precari che sono stati raccomandati per entrare negli uffici della Regione. Ma i disoccupati hanno un’altra strada per bloccare quest’iniqua iniziativa: fare ricorso al Tar contro la circolare del dirigente regionale, pubblicata in Gurs il 20 agosto 2010, chiedendo al Tribunale di sospenderne l’efficacia. In questo senso si dovrebbero muovere le associazioni dei consumatori siciliane, che quando devono difendere innominativamente i cittadini tacciono e stanno ferme.
All’interno troverete il facsimile della domanda e la prima pagina del ricorso al Tar (l’intero documento è sul nostro sito www.qds.it). Pubblichiamo anche tutte le sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato in materia, nonchè le pronunce della Corte dei Conti tutte contrarie alle assunzioni in massa di dipendenti inutili per i servizi regionali.
 
La questione stucchevole è diventata noiosa perchè siamo costretti a ripetere le ragioni dei 236 mila disoccupati siciliani contro i privilegi dei 5 mila precari che il Governo regionale sta tentando di assumere. Noi abbiamo sostenuto, nella vicenda Fini, che un quotidiano non si deve intestare una battaglia politica, chiedendo le dimissioni del vertice. Quindi, in questo caso, non chiediamo le dimissioni del presidente dei siciliani, Lombardo, reo morale di un’iniquità che sta colpendo 236 mila cittadini di quest’Isola (tanti sono i disoccupati). Tuttavia chiediamo, alla sua coscienza e alla sua etica, di valutare se quest’indirizzo governativo sia conforme a chi intenda attuare un programma di sviluppo basato sull’equità e sull’interesse di tutti, e non di piccole corporazioni che potranno essere utili come galoppini elettorali.
Il comportamento di chi continua a fare favori e scambiarli con il voto è deprecabile perchè va contro la morale della politica, che deve essere la  stella polare di chi governa un popolo. Noi abbiamo il dovere di porre la questione e il presidente della Regione ha il dovere di valutarla secondo la sua intelligenza e intuito politico.

Non sappiamo se questa palese ingiustizia verrà fermata immediatamente, mentre non comprendiamo come l’opposizione all’Ars non intervenga decisamente per sottolineare all’opinione pubblica questo gravissimo comportamento. Non comprendiamo neanche come il Partito democratico, che dovrebbe essere vicino alle classi meno abbienti, non intervenga decisamente, visto che fa parte della nuova maggioranza, per stroncare questa situazione intollerabile.
Noi non demordiamo, continueremo affinchè nessuno, in futuro, possa dire che la questione non è stata abbondantemente sviscerata. Tutte le parti della comunità siciliana sono ormai al corrente della vicenda. Quelle che taceranno saranno colpevoli di omissione. Chi interverrà avrà la riconoscenza dei 236 mila disoccupati siciliani che non hanno voce, ma che hanno trovato nel QdS la voce che non avevano.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da a.casalve da palermo il 13/10/2010 20:09
noi inutili? tacete se non sapete!
Come si fa a dire di noi precari della Regione Siciliana da 21anni, di essere inutili per
l'amministrazione? Le fasce da noi occupate sono state sempre quelle che riguardano i
servizi per i quali l'amministrazione ha potuto in questi anni funzionare. Sfruttati senza
contributi e sottopagati per dodici anni abbiamo prestato la nostra opera. Da otto anni
abbiamo avuto un contratto a tempo determinato che negli ultimi tempi ci ha permesso di
avere una certa dignità in campo lavorativo. Ma quale raccomandazione? per una
graduatoria fatta dall'ufficio collocamento in base alla nostra situazione di disoccupazione
e familiare, più di 21 anni fa. Archivisti. commessi, magazzinieri, portieri, addetti alla posta,
addetti ai protocolli, addetti alle fotocopie, ai fax, addetti all'accoglienza, servizi di
sicurezza, servizi allo sportello, centralinisti ecc. ...Queste sono le nostre mansioni, che
per anni l'ammistrazione a sfruttato al massimo col minimo sforzo economico. Di certo i
cosiddetti dirigenti incazzati non possono dire di loro alto e tanto.

Inviato da precario datato da palermo il 13/10/2010 19:37
1180 euri per vincere
Caro direttore, chi le scrive è un contrattista a tempo derminato dal 2006 che prossimo
all'assunzione a tempo inderminato nella P.A. sono sposato ed ho un figlio di sei mesi, il
mio stipendio mensile è pari a Euro 1180 col quale devo combattere quotidianamente contro
il sistema finanziario figlio del passaggio Lira/Euro. Ho cominciato a lavorare presso la
coop Ecogestioni nel lontano febbraio 1992, da allora al 2006 ho lavorato con
l'Amministrazione pubblica senza avere un contratto regolare e senza i relativi contributi
versati. Adesso svolgo un lavoro che per quanto mi riguarda non è inutile affatto,
considerando che la mia presenza è indispensabile, in quanto senza il mio lavoro i
cosiddetti DIRIGENTI INCAZZATI (sei/settemilaeuro mensili) non avrebbero accesso ai
locali. Deve considerare che nella classe dirigenziale esistono anche i fannulloni e per
quanto mi riguarda coloro i quali sono incazzati fanno parte di quest'ultima categoria
mensionata.sentiti saluti,ed in bocca al lupo.

Inviato da Una privilegiata assunta 20 anni fa senza concorso da adrano il 03/10/2010 20:39
Tacete se non sapete!
Mi fa ribrezzo leggere le falsità contenute negli articoli pubblicati su questo quotidiano.
Se è vero che alla Regione Sicilia esistono raccomandati, andateli a cercare tra i dirigenti
incazzati assunti con i c.d. concorsi “puliti”.
Personalmente e, insieme alla categoria appartenente ai c.d. articolisti, sono stata avviata
nel 1991 in progetti di utilità collettiva tramite una GRADUATORIA PUBBLICA predisposta
dagli Uffici di collocamento in base all'anzianità di disoccupazione, il carico familiare e l'età
anagrafica.
Da premettere che sono stata avviata con la qualifica di impiegata di concetto con il titolo di
Ragioniere e Perito Commerciale.
Dai progetti di utilità collettiva la categoria nel 1996 è transitata nel bacino dei lavori
socialmente utili svolti all'interno delle amministrazioni locali , dove abbiamo prestato lavoro
in nero senza alcun versamento contributivo fino all'anno 2006, data in cui ci venne
proposto il contratto a tempo determinato ma a condizione di rinunciare alle nostre
qualifiche di appartenenza e accettare mansioni in fasce A e B (nel caso specifico dovevo
buttare a mare non solo il Diploma ma persino la laurea in Economia e Commercio che nel
frattempo avevo conseguito).
Ovviamente, dato che nel frattempo i concorsi “puliti e difficili” li avevano vinti “i più capaci”
(leggasi “i raccomandati da Dio in persona”), abbiamo accettato queste condizioni.
Io come tanti dei miei colleghi, NELLA QUASI TOTALITA’ DIPLOMATI E LAUREATI, abbiamo
avuto la fortuna di trovare Dirigenti (ovviamente non quelli da voi citati, sempre che
esistano) che hanno lavorato insieme a noi per rendere più dignitoso il nostro ruolo
all'interno dell'amministrazione affidandoci i compiti in base alle nostre reali capacità.
Personalmente mi reco ogni mattina presso il mio Ufficio a svolgere un lavoro consono alla
mia Laurea in Economia e Commercio e appagata dall'apprezzamento dei miei superiori.
Le fandonie che raccontate supportatele con i fatti.

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