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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
18
2011

Regione e Caritas sempre elemosina è


La Procura di Catania ha concluso le indagini sulle assunzioni facili dell’amministrazione etnea. Si aspetta che la Procura formuli le richieste al Gip relativamente ai tre principali inquisiti: Raffaele Lombardo, Raffaele Stancanelli e Umberto Scapagnini. La Procura ha rilevato due ipotesi di reato: abuso d’ufficio e falso ideologico. Essi derivano dal fatto che il Comune abbia assunto indebitamente dei dipendenti, abbia trasformato contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e  promosso indebitamente pubblici impiegati.
Tutto ciò dimostra, almeno allo stato dell’inchiesta, un fatto notorio, e cioè che i responsabili delle istituzioni non amministrano secondo l’interesse generale, bensì seguendo il proprio interesse, che è quello di favorire gli amici e gli amici degli amici, con ciò smentendo chi afferma (Stancanelli) che quanto precede è stato fatto nell’interesse del Comune.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’assessore regionale alle Politiche sociali, Andrea Piraino, con un atto di democristianismo, ha emesso un decreto con cui intende distribuire a 700 stagisti un assegno di 6 mila euro per anno, impegnando una spesa di 6,5 milioni di euro. In prima battuta aveva comunicato che gli stagisti beneficiari sarebbero stati 8.400. Accortosi dell’enormità della bufala ha rettificato. Piraino si è giustificato dicendo che ha concordato questa elemosina con la Caritas, come dire: Regione o Caritas, sempre elemosina è.
Ma la Regione non ha il compito di fare elemosina, bensì di ideare e realizzare un progetto di sviluppo dell’intera comunità che produca valore e ricchezza. Contro il dissennato decreto clientelare hanno protestato le parti sociali (sindacati e imprenditori) per cui il presidente della Regione, Lombardo, è stato costretto a dichiarare che avrebbe ritirato il provvedimento elargitorio. Ma il ritiro non è ancora avvenuto.
Come sempre, Piraino e Lombardo sperano che la gente dimentichi, per poter eseguire un atto indecoroso, quello di privilegiare 700 siciliani contro 236 mila disoccupati che non sono raccomandati, neanche dalla Caritas.
 
Errare umanum est, sembra invece che Lombardo voglia perseverare nel clamoroso errore che sta danneggiando la residua immagine della Sicilia in campo nazionale. Quotidiani e televisioni si stanno occupando dell’amministrazione regionale evidenziando questa bulimia di assunzioni e spese folli, mentre essa ha un buco di 2 miliardi nel bilancio che non sa come colmare.
Questa è la strada dell’inferno, che diffonde iniquità, diseducazione e malessere in tutta la popolazione siciliana, la quale riceve il messaggio che bisogna affollare le segreterie politiche per avere l’elemosina di qualunque indennità. Una vergogna che subiamo quando ci troviamo in consessi milanesi, torinesi o europei, perché non possiamo in nessun modo motivare questa politica dissennata, iniqua e contraria agli interessi dei siciliani.
Ci rendiamo conto che è più facile venire incontro a 700 persone che dire di no a 70 mila. Ma lo statista deve avere l’altezza morale per affrontare le difficoltà, spiegando come i benefici di un progetto alto arrivino per tutti dopo il periodo di avviamento.

Il guaio della Sicilia è che non ha un progetto alto e non ha neanche un progetto. Il guaio della Sicilia è che vi sono tanti gnomi che occupano ignobilmente posti di responsabilità. Il guaio della Sicilia è che non rispolvera l’orgoglio di una razza composita, ma che ha avuto i germi di tanti popoli fra cui i normanni e dimentica l’epoca d’oro di Federico II, che ebbe la ventura di insediare il primo Parlamento del mondo.
Il guaio della Sicilia è che vi è una classe di indigeni che sembrano aborigeni, che raccolgono noccioline sugli alberi, quando dovrebbero valorizzare i beni paesaggistici, archeologici e culturali abbandonati. Il guaio della Sicilia è che non mette al primo punto lo sviluppo del turismo, dei servizi avanzati e dell’agricoltura innovativa, restando asfissiata dalle industrie di raffinazione che uccidono tanti siciliani e fanno nascere bambini malformati.
Non è facendo l’elenco dei guai che risolviamo i problemi. Per questo noi proponiamo soluzioni, soluzioni e soluzioni.
 


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