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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
20
2011

Lombardo protegge privilegiati e parassiti


Il burocratese è un linguaggio usato apposta per confondere i cittadini con lo specifico obiettivo di nascondere la verità. La premessa è necessaria per informarvi della circolare n. 1 del 13/01/2011 dell’assessore delle Autonomie locali e della funzione pubblica, Caterina Chinnici, la quale sembra abbia il compito precipuo di salvaguardare i privilegi dei parassiti che vivono sui faticati contributi erariali, pagati dai siciliani.
Riepiloghiamo la questione. La finanziaria 191/2009 ha previsto di: a) sopprimere la figura del difensore civico; b) sopprimere le circoscrizioni comunali, salvo i Comuni con più di 250 mila abitanti; c) sopprimere la figura del direttore generale salvo che nei Comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti; d) sopprimere i consorzi fra enti locali. La successiva legge 122/2010, nel proseguire la politica di riduzione dei costi degli apparati politici e amministrativi, ha individuato ulteriori tagli: a) i titolari di cariche elettive o incaricati di partecipare ad organi collegiali possono avere solo rimborsi spese e gettoni di presenza non superiori a 30 euro per seduta; b) la soppressione di indennità ai consiglieri circoscrizionali; c) la riduzione delle indennità dei consiglieri comunali; d) l’eliminazione di qualsiasi emolumento ad amministratori di comunità montane e unioni di Comuni aventi per oggetto la gestione dei servizi e pubbliche funzioni.

Ancora, il divieto di cumulo di emolumenti per parlamentari nazionali, europei e regionali; la soppressione delle indennità di missione degli amministratori locali, il divieto di rimborso delle spese diverse da quelle di viaggio dovute agli amministratori e così via.
Il governo Lombardo, anzicchè esultare per questa politica di rigore che gli viene a fagiolo, tenuto conto del buco di bilancio di due miliardi, continua nella sua dissennata politica di sperpero delle risorse pubbliche siciliane. Il suo assessore al ramo, con una sottile disquisizione giuridica nella quale non entriamo, perchè non riguarda la sostanza della questione, sostiene che la normativa nazionale non si applichi nella Regione siciliana e che in virtù dello Statuto autonomista privilegi e sprechi che vengono tagliati nelle altre regioni italiane qui resteranno.
 
Sentite cosa scrive l’assessore nel penultimo capoverso: “Gli enti locali continueranno ad applicare, in realazione agli istituti oggetto delle sopraindicate norme statali, in atto non recepite dal legislatore regionale, la normativa vigente nella Regione siciliana”.
Cari lettori, vi rendete conto dell’inaudito comportamento di lor signori, che fa il paio con l’altro attuato per i cinquemila neoassunti alla Regione siciliana, discriminando pesantemente tutti coloro che a suo tempo non sono stati chiamati per raccomandazione. E si accorda con il mantenimento dell’altro privilegio, quello dei deputati regionali, i quali per effetto della l.r. n. 44/1965 hanno gli stipendi equiparati a quelli dei senatori. Ma, quando il Senato ha elevato da metà all’intera legislatura il tempo necessario per maturare il diritto alla pensione di ex parlamentare, l’Assemblea regionale lo ha lasciato a due anni sei mesi e un giorno.
Altro privilegio che rimane inalterato è dato dagli stipendi maggiorati dei dipendenti regionali, in ordine al 30 per cento rispetto ai dipendenti ministeriali, e dalle pensioni elargite con munificenza a dipendenti, anche con soli 25 anni di servizio e, in media, pari al doppio dell’importo delle pensioni dei dipendenti di altre Regioni.

Potremmo continuare il lungo elenco, ma ci sembra che i punti toccati siano sufficienti per fotografare una Regione che pensa a se stessa in un clima di auto-referenzialità distruttrice di attività positive. La politica di questa eterogenea maggioranza è contraria agli interessi dei siciliani perchè non ha un progetto nè la capacità di idearlo e realizzarlo. Ci dispiacciono queste obiettive considerazioni. Vorremmo tessere le lodi di un governo che tagli rigorosamente i privilegi, che emargini i parassiti, che riordini il sistema pubblico, immettendo forti dosi di auto-propulsione, che combatta la corruzione penale e morale, per imboccare la via dello sviluppo.
Purtroppo non possiamo farlo perchè non c’è un solo atto che vada in questa direzione, mentre il Governo o sta immobile oppure compie atti dannosi all’economia e contrari all’equità che avrebbe il dovere di diffondere nella Comunità siciliana.


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