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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
22
2011

Berlusconi sopravvive, opposizione inesistente


In fondo, l’ondata di fango che è stata rovesciata sul Cavaliere si risolverà probabilmente in un vantaggio, perché egli è maestro nel fare la vittima e contemporaneamente sa usare l’insieme dei media in maniera magistrale, anche perché si avvale di decine di professionisti di primo livello.
Non entriamo nel merito della questione, perché è stato detto tutto e il contrario di tutto. Una cosa vogliamo sottolineare, cioè che il Cavaliere in questo marasma istituzionale non sembra dimostrare disagio. Tutt’altro. Diversamente, non si spiegherebbe per quale ragione lui abbia ficcato volontariamente la testa dentro il cappio. In altre parole, andandosi a cercare una notorietà apparentemente negativa mentre egli conta di apparire all’opinione pubblica, maschile e femminile, come un macho godereccio, ricco e fortunato, che utilizza le sue risorse per avere una vita privata densa di attività, senza farsi mancare nulla. Peraltro, i suoi 74 anni gli consentono di avere questa posizione mentale.

Quanto scriviamo è confermato dai sondaggi (per quello che valgono), i quali mantengono quasi inalterato il consenso alla sua persona e anche alla compagine governativa. Peraltro, sul piano istituzionale dobbiamo confermare che alla Camera, ove doveva verificarsi la sconfitta plateale del premier, proprio mercoledi è stata confermata una sorta di fiducia mediante l’approvazione della relazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, con 305 voti favorevoli e 285 contrari.
Con l’attivazione del nuovo gruppo di sostegno di Iniziativa responsabile, il percorso della maggioranza dovrebbe essere un po’ più tranquillo. Vedremo ora cosa succederà nelle commissioni quando verrà valutato, ed eventualmente approvato o modificato, il quarto decreto legislativo di attuazione della legge 42/09 sul federalismo.
Sarà un banco di prova importante anche perché dalla sua approvazione o meno ne deriverà il sostegno di Bossi. Cosicché, tutto sommato Berlusconi sopravvive alla bufera e, probabilmente, l’iniziativa della Procura di Milano, se troverà i suoi riscontri nel processo penale, sul piano politico e mediatico, sarà servita a rafforzare l’immagine del signore di Arcore.
 
Perché i cittadini continuano a mantenere il sostegno a questa maggioranza, nonostante tutto? La risposta sembra evidente. Non vi è un’opposizione degna di questo nome che ha proposto all’elettorato un programma alternativo composto da pochi ma importanti elementi: a) l’abbattimento del debito pubblico; b) il taglio della spesa corrente con la forte riduzione di quella per l’apparato politico e burocratico; c) la riforma sulla concorrenza con il taglio dei privilegi delle corporazioni (assicurazioni, banche, petrolieri, Chiesa) che ancora usufruiscono di vantaggi inauditi a danno dei cittadini; d) l’attivazione di un Piano nazionale di opere pubbliche che tenda a riequilibrare il tasso infrastrutturale, di modo che nelle venti regioni italiane esso sia uguale dappertutto; e) l’obbligo di tutte le amministrazioni (Stato, Regioni, enti locali) di redigere il Piano aziendale per determinare i fabbisogni di risorse finanziarie e di risorse umane; così via.

Il programma dell’opposizione dovrebbe essere portato casa per casa in modo da chiederne il consenso.  Si deve anche abbassare la pressione fiscale, fatto che può avvenire solo se precedentemente vi è stato un taglio della spesa pubblica.
Bersani ha detto che è sua intenzione raccogliere 10 milioni di firme sulla proposta del Pd, ma preliminarmente deve risolvere il problema delle alleanze, perché per attuare un’azione politica occorrono i numeri in Parlamento.
Le opposizioni al centrodestra sono sostanzialmente quattro raggruppamenti: il Partito della nazione (Fli, Udc, Api, Mpa), Pd, Idv e Sel (Sinistra ecologia e libertà). Purtroppo solo i primi due hanno in comune le linee politiche, mentre i secondi fanno solo un’azione protestataria priva di prospettive e di contenuti. Ma Udc e Pd non riusciranno mai ad avere la maggioranza, a meno che non escludano ogni alleanza con Idv e Sel. Se insieme riuscissero ad avere la maggioranza dei voti, scatterebbe per loro il premio alla Camera di 340 seggi. Ma rimarrebbe il punto interrogativo dei premi di maggioranza delle Regioni, al Senato ancora uno stallo. Ecco perché Berlusconi sopravvive.


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