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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Feb
03
2011

Forza del Sud, ora servono i mezzi


Gianfranco Miccichè ha fondato un nuovo movimento, Forza del Sud, il 30 ottobre 2010, nell’assemblea generale tenutasi al Politeama di Palermo. Si tratta del secondo partito autonomista dopo l’Mpa di Raffaele Lombardo, fondato nel 2005.
Il presidente della Regione ha trasferito il suo movimento con armi e bagagli nel cosiddetto Terzo polo, affiancandosi a Fini, Casini, Rutelli ed altri. Il Terzo polo per il momento gravita nell’area di Centro-sinistra.
Miccichè invece resta accasato nel Popolo della libertà e attende di avere in prestito, dallo stesso partito, senatori e deputati per costituire i gruppi parlamentari.
Cosicchè la Sicilia e l’Italia meridionale si ritrovano altri due partiti autonomisti che in realtà vivono sotto la protezione di raggruppamenti nazionali. Per conseguenza non potranno mai fare completamente l’interesse della Sicilia nè quello delle altre sette regioni del Meridione, essendo soggetti alle decisioni dei capi partito che risiedono a Roma.

Tuttavia essi ci sono e, pur con i limiti anzidetti, possono attivare un progetto di sviluppo per il Sud e più marcatamente per la nostra Isola.
Per la verità, per quanto attenti lettori, non siamo riusciti a entrare in possesso del progetto di FdS nè di quello dell’Mpa. Ci chiediamo come possano sperare di acquisire i consensi degli elettori, partiti che non abbiano un progetto e che non lo divulghino adeguatamente.
Intendiamoci, quando ci riferiamo al progetto non parliamo del programma, perchè esso è una sezione del primo. Il quale contiene la descrizione dei mezzi, dei modi, dei tempi per fare arrivare il messaggio politico ai cittadini e, quindi, stimolarne il consenso.
In assenza del progetto rimane il vecchio modo clientelare di raccogliere il consenso, basato sullo scambio fra voto e favore. Un modo superato dai tempi e in via di estinzione perchè, esaurendosi le risorse pubbliche, diverrà difficile dispensare favori. Certo l’alta corruzione che si annida nella Cosa pubblica e nella Pubblica amministrazione consente imbrogli e depauperamento delle risorse pubbliche, ma questo è un discorso che dipende dalla volontà politica di mantenere lo status quo.
 
Il progetto di FdS, quando sarà elaborato, dovrà prevedere due mezzi principali: le gambe economiche e le gambe mediatiche. Le prime devono essere formate dalla raccolta di fondi ufficiali e consentiti dalla legge, per i quali nei paesi anglosassoni vi sono apposite figure denominate fundraisers, che ricevono compensi. Va da sè che una volta eletti i parlamentari, i partiti ricevono un ricco rimborso per le campagne elettorali che è di un euro per ogni voto. Sorvoliamo sulle altre forme di finanziamento legale come cene a pagamento ed ulteriori eventi simili.
Se il progetto è alto non ha bisogno di cospicue risorse finanziarie, perchè deve avere la forza di penetrare il cervello dei cittadini con compiutezza ed energia, senza di che neanche le somme più rilevanti potrebbero ottenere questo risultato. Non sappiamo se FdS e Mpa, al di là di azioni clientelari, siano in condizioni di autofinanziarsi, ma auguriamo che lo facciano perchè la loro presenza è in ogni caso importante per la Sicilia e per il Sud.

Occorrono poi le gambe mediatiche per ottenere il consenso. La capacità di entrare nella pubblica opinione attraverso quotidiani, periodici,  radio e televisioni è fondamentale, per far pervenire il messaggio relativo al programma. Solo le gambe mediatiche possono sottolineare la validità di un progetto, illustrandolo in tutte le sue parti. La presenza nei talk-show dovrebbe essere frequente e rappresentata da persone dotate di vasta cultura e ottima comunicazione.
Ma lo strumento-principe per tenere legati tutti gli amministratori aderenti ed i simpatizzanti è il Quotidiano del Sud. Si tratta di un giornale formato da un tomo con argomenti riguardanti le otto regioni e con il tomo della regione nella quale è distributo. Un quotidiano di partito che può vedere la luce se sottoscritto da rappresentanti dei gruppi parlamentari. Ovviamente i contributi pubblici non sono sufficienti a reggere il bilancio annuale. Occorrono capacità organizzative della società editoriale e dello stesso quotidiano, nonchè un sistema informativo incentrato sulle grandi questioni meridionali.


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